Come superare la nostalgia di casa #expats


La nostalgia è un archivio che rimuove i lati spigolosi dai cari vecchi giorni.
(Doug Larson)


 

Abbandonare la propria zona di comfort, lasciarsi alle spalle affetti, oggetti, profumi e aspettative tradite non è mai una cosa semplice. Contrariamente a quanto alcune persone tendono ad asserire, io credo che il sentimento della nostalgia sia comune a tutti. Nessuno è così anaffettivo da non provare almeno una volta un nodo in gola e un fastidioso soffio al cuore, tranne casi patologici che spostano di poco la media.

L’ultimo film di Checco Zalone “Quo Vado?” rappresenta benissimo, in maniera ironica, le varie fasi che si attraversano durante un espatrio, o comunque quando ci si allontana parecchio dal proprio nido. E allora, come superare questa fase? Come evitare che dei momenti di debolezza compromettano la nostra “missione”?

Immagine presa da internet
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  • Ricordarsi i motivi che ci hanno spinti a partire. Spesso si tende ad avere memoria breve, dimenticando le forti motivazioni che quel giorno ci hanno spinti a fare un biglietto e partire. Tenete bene a mente un concetto. Anche se ora state meglio, anche se la vostra percezione di “casa” è inconsapevolmente distorta, ci sono ottime probabilità che in patria niente sia cambiato, che tutto sia esattamente come lo avete lasciato, forse anche peggio.
  • Assecondate la nostalgia. Non cercate di far finta che quel sentimento non esista, non voltatevi dall’altra parte quando un soffio di malinconia viene a bussare alla vostra porta. Prendetene invece coscienza, riconoscete quel fastidio, dategli un nome, assecondatelo, versate calde lacrime. Mangiate gelati, patatine, cioccolato. Bevete birra, vino o litri di tisane rilassanti. Ascoltate Claudio Baglioni o Venditti mentre fumate una sigaretta dopo l’altra, svegliatevi con il mal di testa la mattina dopo, cedete per un momento alla vostra debolezza, che è assolutamente umana. Fatelo sapendo che è un attimo, che andrà via con la stessa velocità con la quale è arrivato. Con questa consapevolezza saprete anche riconoscere l’illusione, capirete subito che quella nostalgia non è un motivo valido per mollare tutto e tornare indietro.
Immagine presa da internet
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Credo che, la maggior parte delle volte, ad affliggere il nostro animo non sia la reale mancanza di qualcosa o qualcuno, ma la presenza costante dei nostri ricordi. Abbiamo nostalgia di un passato che non esiste più, di rapporti che non esistono più, di circostanze che non esistono più.

L’unico modo per andare davvero avanti è smetterla di guardare indietro!!!

E tu? Sei in grado di gestire la tua nostalgia? Lascia un commento e raccontaci come! 🙂

Roberta


 

Il ricordo è un traditore che ferisce alle spalle.
(Sören Aabye Kierkegaard)


 

4 commenti

  1. Esatto Katia! In fondo reprimere i propri sentimenti non aiuta mai. La debolezza è umana, come lo è il coraggio di superare quei momenti e ripartire più forti di prima! Un abbraccio… 🙂

  2. brava! hai detto bene! far finta di niente è peggio! a me capita la domenica. quando ero in Italia, la domenica andavo a trovare i nonni e poi cena a casa con mia sorella e mio cognato. mi mancano quelle domeniche! è anche vero che non possono esserci, anche se non fossi partita! mio nonno non c’è più e mia mamma ha cambiato casa.
    Di solito mi sfogo, mi faccio un piantino, un po’ di cioccolata e si riparte.
    Anche a casa hanno capito. All’inizio, quando dicevo che mi mancavano, mi rispondevano “torna a casa allora, che stai a fare laggiù da sola?” quindi non mi sfogavo più con loro. Poi hanno capito che così facevano peggio e hanno cambiato atteggiamento.

  3. “Contrariamente a quanto alcune persone tendono ad asserire, io credo che il sentimento della nostalgia sia comune a tutti.”
    Verissimo.
    Infatti appena sono all’aeroporto di Manchester pronta per andare in Italia ho già nostalgia della Cumbria, e quando arrivo all’aeroporto di Pisa e vedo il cc nello sgabbiozzo dei passaporti mi viene il terrore totale, scene di panico alle poste, liste di parenti che non gliene frega una mazza che sia lì ma che devo visitare lo stesso…. Guarda, appena vedo l’Italia la nostalgia di casa mi attanaglia e sono altamente tentata di girarmi indietro e rimontare sull’aereo a gambe levate…..
    Robertaaaaa, mi sa che sono un caso patologicooooo 😀 😀

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