Alice, dal Sudafrica alla Germania…

Nelle vostre e-mail leggo con piacere quanto interesse avete per queste storie, storie che arrivano da ogni parte del mondo! Sono sicura che anche quella di oggi vi piacerà, a raccontarcela è Alice che dopo tre anni di Sudafrica sta per mettere bandiera qui in Germania! Noi la ringraziamo per aver condiviso con noi un pezzo della sua vita e le facciamo tanti auguri per tutto. Aspettiamo a breve le sue impressioni da questa terra così diversa…come diversi sono i suoi abitanti! Intanto vediamo come l’ha cambiata l’esperienza in Sudafrica. Buona lettura…Roberta

Muizenberg Beach
Muizenberg Beach

“Ciao a tutti!

Sono Alice, ho 27 anni e da tre anni mi divido tra Italia e Sudafrica, in particolare Cape Town! Proprio tre anni fa, infatti, il mio ragazzo si e’ trasferito quaggiu’, dopo aver vissuto diversi anni a Portsmouth (Inghilterra) e avendo davanti anni e anni di valigie e spostamenti. Lui, infatti, ha intrapreso la carriera universitaria (al momento e’ Post Doc in fisica cosmologica) e purtroppo, come ben sappiamo, la ricerca in Italia al momento non e’ un campo in cui si investe!

E cosi e’ iniziata la nostra storia di lunghi mesi di lontananza, e di altrettanti di convivenza in un Paese totalmente nuovo e lontano geograficamente e culturalmente dall’Italia. E io, che dicevo sempre che non mi sarei mossa nemmeno dalla mia citta’, mi sono ritrovata in questa nuova dimensione…e devo dire che i primi tempi non sono stati per nulla semplici!! Avevo un livello d’inglese sufficiente, ma molto legato alle conoscenze scolastiche, quindi direi poco utilizzabile a livello pratico quotidiano, non avevo un passaporto, era la seconda volta che prendevo un aereo, e i miei viaggi all’estero si contavano sulle dita di mezza mano!

Bene, adesso ho un passaporto pieno di timbri e con un bel visto di studio (ormai scaduto), il lungo volo con scalo che mi porta quaggiu’ ormai lo conosco a memoria, il mio inglese e’ drasticamente migliorato e io come persona sono cambiata moltissimo.

Tramonto a Clifton Beach
Tramonto a Clifton Beach

Il Sudafrica e’ un Paese magnifico! Quello che dico sempre e’ che se fossi venuta qui da semplice turista me ne sarei innamorata all’istante… la sua natura che “invade” ogni luogo, centro citta’ compreso (basti pensare che Cape Town sorge intorno alla sua montagna principale, la Table Mountain!) le bellissime spiagge, l’Oceano, gli animali, la frutta esotica, il sole che scalda e il vento che spazza tutto (il “Cape Doc”)… tutto questo non puo’ non colpire e far innamorare! Ma purtroppo dover vivere in questo Paese ti porta anche a scontrarti con una burocrazia lenta e inefficiente, un ritmo di vita completamente diverso da quello a cui noi siamo abituati, visti e permessi di soggiorno limitanti, traffico impazzito, criminalita’ diffusa, e poverta’ disarmante!

Ma andiamo per ordine!…Arrivati qui la nostra idea principale era quella di cercare con ogni mezzo un visto che permettesse anche a me di rimanere quaggiu’ senza la necessita’ di andare avanti e indietro ogni 90 giorni (limite di tempo per i visti turistici). Il primo tentativo, subito naufragato, e’ stato quello di informarci sui visti di ricongiungimento famigliare, ma poiche’ non siamo sposati non c’era nulla che potessimo fare. Il secondo tentativo l’abbiamo fatto con il visto di lavoro ma, purtroppo, senza lavoro non hai visto e per avere un lavoro devi essere o uno “Special skills” (professionalita’ ricercata…e io sono Educatrice, che non rientra di certo in questo ambito), oppure devi avere la fortuna di trovare un datore di lavoro disponibile a sobbarcarsi la lunga burocrazia che sta dietro al visto lavorativo (che prevede anche di provare concretamente che non ci sia nessun sudafricano che possa ricoprire quel posto di lavoro). Mandato cv e cercato ma anche questa via e’ stata un buco nell’acqua. Abbiamo quindi deciso di tentare la strada dell’estensione del visto turistico (cioe’ entro un mese prima dello scadere del visto si ha la possibilita’ in loco di estenderlo per altri 90 giorni) ma a causa di informazioni sbagliate (chieste a ben quattro funzionari diversi) la documentazione che abbiamo presentato non era completa, quindi niente di fatto! Stanchi e afflitti, abbiamo deciso di sottostare ai 90 giorni di visto turistico e nel contempo ho iniziato un corso di inglese per non perdere del tutto il tempo vissuto qui. E’ stata una bellissima esperienza che, oltre a migliorare il mio inglese scritto e parlato, mi ha dato la possibilita’ di entrare un po’ piu’ a contatto con la cultura sudafricana (e di avere un visto di studio di 6 mesi!! ).

Vista dalla Table Mountain
Vista dalla Table Mountain

La vita qui ha un ritmo strano e spesso un pochino frustrante per persone abituate a ritmi veloci e serrati come quelli europei. Il Sudafrica e’ considerato lo Stato piu’ occidentalizzato del continente africano e sicuramente questo influsso europeo si nota, ma si respira anche un’aria molto rilassata cosa che, come dicevo prima, non sempre ci e’ stata congeniale. Nella vita di tutti i giorni significa dover chiedere a mille persone una piccola informazione perche’ ognuno da spiegazioni diverse, code chilometriche nei negozi, attese lunghe al telefono, percorsi burocratici di cui e’ difficiile prevedere la conclusione, e via così! Ecco, a questo non ci siamo molto abituati come non mi abituero’ mai alle distese di “Township” che costeggiano strade e autostrade. Le Towniship sono i sobborghi di baraccopoli, eredita’ dell’apharteid, dove sono stati trasferiti all’epoca gli abitanti di colore di Cape Town, e dove tuttora vive la parte piu’ povera della popolazione, in una situazione terribilmente disagiata, da un punto di vista economico, di norme igieniche, sicurezza e scolarizzazione. E purtroppo la sicurezza nel resto della citta’, seppur piu’ alta, non e’ di certo ai livelli a cui noi siamo abituati, e quindi certe cose (passeggiate serali, utilizzo di mezzi pubblici in solitaria, etc) e’ meglio evitarle.

Canopy-walkway-a-Kristenbosch-Gardens
Canopy-walkway-a-Kristenbosch-Gardens

Quando mi viene chiesto come sia la situazione qui da un punto di vista di integrazione ho sempre difficolta’ a rispondere: certo non e’ come me lo immaginavo, coloured e white (come li chiamano qui) vivono insieme senza problemi, ma e’ anche chiaro come ci sia una netta differenza di vita e di possibilita’ per la popolazione nera e quella bianca e di come la strada da fare sia ancora lunga e per nulla semplice.

Ora, dopo tre anni, siamo pronti ed elettrizzati all’idea di iniziare una nuova avventura in Germania, a Bonn, dove al mio ragazzo aspetta un contratto a tempo determinato presso l’universita’ e per me una nuova lingua da imparare e la ricerca di un lavoro!!!”.

Cape of Good Hope
Cape of Good Hope

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