Altro giro altro corso #Germania

Approfitto dei rari momenti “tranquilli” per scrivere l’articolo sul corso che sto frequentando ma prima vanno fatte un paio di premesse.

Qui in Germania ogni tipo di lavoro richiede un Ausbildung, potete trovare qui l’articolo che spiega cosa sia. Quindi, quando noi italiani arriviamo in Germania, a parte alcuni casi, siamo completamente senza referenze. Non importa quanta pratica si sia fatta sul campo, quante ore, giornate, mesi, anni si siano “persi” facendo esperienza, senza un “pezzo di carta” difficilmente si trova un impiego. Fatta questa premessa ecco la mia situazione. Dopo il liceo, purtroppo, ho deciso di non proseguire con gli studi e mi sono catapultata subito nel mondo del lavoro.

Immagine presa da internet
Immagine presa da internet

Ho fatto la mia prima esperienza seria a Milano (primo “espatrio” interno), nel reparto grafico di un giornale. Ringrazio quel posto e le mie colleghe pazienti per la capacità che ho oggi di usare decentemente il computer. In seguito ho proseguito lavorando come “addetta alla vendita” avendo sempre la fortuna (fortuna?) di essere regolarmente assunta da grandi aziende. Una per tutte Max Mara…il campo in cui ho fatto tanta tanta esperienza è l’abbigliamento…e di un certo livello anche. Comunque…sono arrivata qui con un curriculum che in Italia (nel mio settore) ha un certo peso e con l’unica lettera di referenza scritta che avevo (se non ne fai richiesta in Italia non è in uso), redatta in inglese dal mio ex titolare di Max Mara. Apro una parentesi dicendo che qui, ogni volta che si lascia un lavoro, si va via con un attestato in mano di “buona condotta” che va allegato al CV. Non è un foglietto scritto a mano ma un vero e proprio certificato. Ho anche fatto diversi corsi e seminari quando, per due anni, ho lavorato nel settore “gioielli e beni di lusso”…ma i certificati che ho sono scritti in italiano e per farli tradurre da un traduttore giurato dovrei spendere un capitale (finché non mi servono li lascio nel cassetto). Quindi, tirando le somme, sono arrivata in Germania con carta straccia.


Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono.

Primo Levi


Niente di quello che ho serve…l’unico punto fermo è che non ho fatto un Ausbildung in Germania (ovviamente) quindi non posso lavorare (per lavorare intendo un lavoro per il quale valga la pena, almeno per me, essere arrivati fin qui). Inizialmente ho seguito un corso di integrazione per la lingua tedesca presso la VHS (da febbraio ai primi di ottobre) conseguendo il livello B1 che è la base…sarebbe meglio avere un B2 almeno, se non un C1…ma io non ho più voglia di studiare in teoria la lingua…voglio lavorare e stringere i tempi. Quindi le alternative sono due. La prima…fare un altro corso di tedesco per prendere il libello B2 e potere accedere ad un Ausbildung di due o tre anni (con massimo 700 euro al mese di guadagno e avendo la fortuna di trovarne uno adatto ai miei 36 anni) o prendere un certificato tedesco qualsiasi sperando, in seguito, di essere presa in considerazione da qualcuno (ma temo ci siano altri corsi all’orizzonte). Tra i vari “pezzi di carta” che servono per fare l’addetta alla vendita serve quello che certifichi che sai usare i programmi base del PC. Quindi devo seguire un corso, che per me dura tre mesi e mezzo, dove spiegano come usare il computer. Siamo partiti da zero, quindi come digitare, come selezionare un testo o come aprire una pagina su internet (per una che ha impaginato un giornale è una “botta di vita”). Al momento siamo arenati su Outlook, che io conosco abbastanza bene, avendolo usato in passato per lavorare. Potete immaginare quanto sia maledettamente noioso per me questo corso. Unica nota positiva è che questo è un corso per tedeschi quindi ho modo di ascoltare molti termini nuovi cercando di riprodurli…tra strani versi ed un’improvvisa balbuzie. Inoltre tutti i programmi sono chiaramente scritti in lingua tedesca…ecco…tradurre le parole è il mio unico passatempo.

Olpe, andando al corso.
Olpe, andando al corso.

Dimenticavo una cosa importante, in questi tre mesi e mezzo è incluso un mese di pratica in un negozio. Mi è stato detto solo dopo l’iscrizione che il dove è un problema mio…devo cercare da sola il posto dove farlo. Mi è stato anche riferito da colleghe che non è facile trovarlo perchè le aziende non hanno molta voglia di “perdere” tempo, figuriamoci di “perdere” tempo con una che ancora capisce il 50% della lingua (se va bene), non considerando il problema leggere e scrivere. Quindi non ho la più pallida idea di come andrà e di cosa farò…vi terrò prontamente (o quasi) aggiornati se ci saranno novità. Una cosa importante…normalmente il costo di questi tre mesi e mezzo ammonta a 2100 euro e la scuola si trova a 25 km da casa mia, per altri anche a 40 km.  Lo faccio presente perchè, per molti, sono costi che vanno considerati. 

Abbiamo quindi visto che non basta avere un mestiere in mano e non basta avere buona volontà e conoscere la lingua (nel mio corso son tutti tedeschi in cerca di attestati). Serve tempo, soldi e tanta pazienza. Ho sentito diverse volte dire…”eh, ma lì non è come in Italia che per ogni cosa serve una laurea”…no…forse è “peggio” perchè serve aver fatto scuole e corsi qui in Germania e senza “pezzi di carta” da loro rilasciati non vieni preso in considerazione. In Italia spesso hai la possibilità di essere messo alla prova per dimostrare cosa sei in grado di fare, qui no!

Io e Marco
Io e Marco

Noi siamo venuti in Germania per scelta e non per disperazione, avendo degli agganci più che buoni in loco, un pò come buttarsi con un materasso sotto, e nonostante questo è davvero davvero difficile. Anche perchè, quando qualcuno ti racconta la realtà di un posto, difficilmente ne trovi riscontro arrivando. Ogni realtà è soggettiva, nessuno vivrà mai un posto alla stessa maniera di un altro. Vorrei che, tutte le persone che invece vogliono fuggire dall’Italia, valutassero attentamente anche queste sfumature che possono fare la differenza tra un successo ed un fallimento. La Germania è strutturata alla perfezione per i tedeschi, ogni cosa si incastra ed ogni cosa funziona…ma quando sei uno straniero devi mettere in conto che la situazione potrebbe non essere facile allo stesso modo. Detto questo…in bocca al lupo a tutti!!! 🙂


Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.

LEV TOLSTOJ


 

 

12 commenti

  1. Ciao, sei stata molto esaustiva ed hai reso perfettamente l’idea. In molti pensano che ci sia sempre la possibilità di dimostrare la propria buona volontà, ma non sempre questa ti viene concessa…anzi. Confermo il discorso titoli che, però, non mi pare siano sinonimo di qualità. Io vivo in un piccolo centro e non ho nemmeno l’opzione call center…non ce ne sono in zona. Che dire…troveremo la soluzione…prima o poi! Grazie e a presto! Roberta

  2. Ciao Roberta, capisco e condivido la tua situazione. Per farla breve mi sono trasferita in Germania verso la fine del 2012 trovando lavoro dopo 1 settimana presso un grande call center internazionale e lavorando full time con clienti di lingua italiana e, a volte, inglese. Dopo 1 anno e mezzo mi sono dovuta trasferire in Baviera e da lì sono iniziati i problemi: non riuscivo a trovare lavoro se non dei minijob in odore di sfruttamento, ho allora deciso di aprire una sorta di p.iva tedesca e mettermi in proprio lavorando online come traduttrice (sono diplomata in traduzione ed interpretariato), ma le cose non vanno benissimo e quindi ho più volte ponderato l’opzione ausbildung (il mio tedesco è sotto il b1) o università (4 anni???Alla mia età???) scartando entrambe le opzioni. Adesso sto cercando in tutti i modi di integrare la mia attività freelance con un part time per coprire le spese basilari pur lasciandomi metà giornata libera per occuparmi del mio lavoro online. In Germania guardano solo ai titoli, più prestigioso è il titolo maggiori opportunità e privilegi si hanno, dall’assistenza medica alla possibilità di trovare casa o cambiare lavoro. Questo per dire che dipende da dove ci si trasferisce e che titoli si hanno.
    Spero di non essere stata troppo prolissa, un saluto,
    Teresa

  3. Poi, ogni tanto, hanno degli slanci di vita…tipo il corso di cultura e lingua italiana per i bambini…mà…

  4. Eppure è così, non so se hai letto un paio di commenti sotto il mio post, che confermano quello che dico. Capisco che non conoscere bene la lingua sia invalidante ed è giusto doversi applicare per impararla, ma qui si parla di dover ripartire da zero, come se in Italia non avessimo fatto nessun tipo di esperienza. Questo è il motivo per il quale mi lamento ogni tanto, integrazione significa aggiungere e non togliere, azzerare una persona e ridipingerla a piacer loro. Detto questo, mi ritengo, senza voler essere presuntuosa, una buona addetta alle vendite. Ho fatto gavetta ed ho lavorato in ottimi negozi dove, “servire” e accontentare il cliente, è ritenuta ancora un’arte. Quando vado in giro per i negozi qui mi chiedo sempre che tipo di formazione sia stata data a queste persone in due o tre anni. Saranno anche pieni di attestati e certificati ma, in tutti i campi, lasciami dire che non ci allacciano nemmeno le scarpe. Amen. 🙂

  5. Come sai ho letto una volta, e ho dovuto rileggere di nuovo perché non mi capacitavo. Credevo che la Germania si trovasse in Europa e quindi che il libero movimento di persone, studenti e lavoratori fosse agevolato. Apprezzo l’apprendistato per studenti che hanno appena lasciato la scuola. Apprezzo l’obbligo di parlare bene la loro lingua. Ma 3 anni di formazione e pratica, per chi ha già lavorato, mi paiono una barzelletta per non dire uno spreco di tempo, risorse ed energie. Abbiamo viaggiato per un mese in Germania, facendo sosta in 3 case e qualche B&B on-the-road, francamente non ho riscontrato nei negozi uno standard di servizio migliore del nostro o di altri paesi (anzi!). Se tu mi dici che tutti gli addetti alle vendite hanno ricevuto una pre-formazione di 3 anni (francamente troppi!) direi che i risultati sono prossimi allo zero. L’ignorare il CV di una persona, di un cittadino europeo poi mi sembra un sistema da muli con paraocchi. Non mi piace. Per niente.

  6. A quanto pare in tedesco è difficile da imparare ma facile da rimuovere ahahah…crepi il lupo e grazie!!! 😉

  7. Aspetta che me la vado a sbattere pure io…ho scoperto che questo corso non è adatto a me…presto vi racconterò…ma ci vuol pazienza ragazzi…

  8. Fatto 5 anni di tedesco e non ricordare una parola…che peccato! In bocca al lupo!!

  9. Grazie Ughetta per questa spiegazione chiarissima, condita di tue emozioni e sensazioni personali, su cosa voglia dire emigrare in Germania.
    Non è affatto una passeggiata nei boschi, e quindi hai tutta la mia stima.
    Tieni duro! Little by little, troverai la tua strada. Mal che vada, vieni a fare la guida turistica in Oman 😉

  10. Fai benissimo. Io sono laureata, in lingue (carta da culo), ho un master in didattica del l’italiano, NON riconosciuto qui. Se potessi permettermelo farei un Ausbildung, ma non posso permettermi così pochi soldi per 3 anni. Se potessi farei una Weiterbildung di alcuni mesi, ma non posso permettermi di lasciare il lavoro, seppur non bene pagato è più di quanto mi darebbe un’ Ausbildung o l’arbeitsamt. La Weiterbildung la offre anche l’ihk la sera. Ma con i turni di merda che ho, non posso.
    Aspetta che vado a sbattermi la testa al muro

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