Camminate a testa alta sempre! #estero&coraggio

Fearless

Capita spesso che, vivendo all’estero, ci si senta, almeno inizialmente, in difetto. Si prende l’abitudine a camminare a testa bassa, schivando gli sguardi e temendo di essere derisi, spesso per un problema di poca dimestichezza con la lingua. NON LO FATE!!!

Camminate sempre a testa alta! Ci sono ottime possibilità che, la gente del posto, abbia visto nemmeno la metà delle cose che avete visto voi! E’ molto probabile che non abbiano mai messo il naso fuori casa…se non per spostarsi, durante le ferie, in qualche villaggio dall’altra parte del mondo (ma si sa, un villaggio turistico qui, un villaggio lì, sempre in un villaggio sei).

La paura di non saper comunicare perfettamente non deve farvi dimenticare chi siete. Io sono cresciuta a Catania, ho vissuto molti anni in Lombardia, altri in Toscana e adesso sono qui! Ho conosciuto gente di ogni tipo. Ho incontrato persone che mi hanno portata giù, più giù che potevano…e tante altre invece mi hanno teso una mano per riportarmi su con forza e amore! Ho imparato a riconoscere le persone dalla faccia e dal modo che hanno di muoversi e gesticolare. Non mi servono parole per capire chi ho davanti e non mi servono le parole per spiegargli chi sono…io lo so benissimo!

So chi sono

Quindi portatevi dietro il bagaglio di esperienza che avete riempito durante tutti questi anni. Sono certa che molti di voi avranno dovuto lottare facendosi strada con unghie e denti per non affondare in una realtà che, in Italia, si fa sempre più dura. Adesso avete deciso di fare il “grande salto”…bene…fatelo con convinzione! Ci saranno anche tanti connazionali all’estero che faranno di tutto per farvi sentire piccoli, per mettere in risalto in loro essere “integrati” usando come oggetto del discorso il vostro essere da poco arrivati. Ignorateli, camminate con le vostre gambe e fidatevi solo del vostro istinto. Non affidate le vostre sorti a persone che potrebbero farvi scendere invece che salire…è l’unico modo per non sbagliare e tutto sarà più semplice.

Quando sentirete che lo sconforto è dietro l’angolo uscite…passeggiate…guardate in alto e respirate profondamente ripetendovi…io so chi sono e questo mi basta!

Se hai vissuto le stesse sensazioni commentale qui sotto…e raccontaci come hai fatto a superare quei momenti! 🙂

6 commenti

  1. Grazie…a volte forse dipende dalle persone che si incontrano, a prescindere dal posto…La Scozia mi ha sempre affascinata…è uno dei posti che voglio assolutamente vedere… 🙂

  2. Un bel post, io in verità ho avuto fortuna, per i 6 anni vissuti in Scozia mi sono sentita sempre “welcome”. Certo i primi anni ero una studentessa, immersa tra Erasmus e studenti da tutti i cantoni del mondo. Cominciare a lavorare senz’altro ha segnato un salto non altrettanto piacevole: fine dell’euforia, impegni e soprattutto nuovo contesto sociale tra famiglie con una routine e giornate impegnate. Ad ogni modo in Scozia in generale, a Glasgow in particolare, sono così abituati agli stranieri che nessuno sembra notare il tuo accento originario (non ho mai studiato inglese inglese ma ho un buon inglese certo non privo di inflessione latina). Certo quando c’erano conferenze i problemi te li fai, ma tutto sommato ci ho vissuto bene nella mia Glasgow….

  3. Grazie mille per l’articolo sei riuscita a tirarmi su di morale. Hai ragione in tutto soprattutto in merito ai connazionali infami. Grazierrimo

  4. Grazie…beh…qualcuno ha provato a farmi sentire in difetto…ma se ne è subito pentito. Per quanto io possa essere carente dal punto di vista linguistico, non permetto a nessuno di fare il gradasso. A volte questo mio essere diretta é un difetto…ma almeno evito tante perdite di tempo… 🙂

  5. Che bell’articolo! Condivido tutto ciò che hai scritto.
    Anch’io riconosco ormai le persone da come si muovono, dallo sguardo, dalla faccia. Spesso anche da come tengono le mani: ho avuto modo di approfondire questa cosa durante i miei tour in Oman, e ho visto che certi tipi di personalità rigida tengono le mani appunto rigide e un po’ aperte mentre camminano, allo stesso modo.

    La sensazione da te descritta in quanto emigrata non l’ho mai vissuta: in Cambogia, Oman, Albania, Kosovo e chi più ne ha più ne metta, nessuno mi ha mai fatta sentire in difetto. Se non in Cina. Sensazioni brutte che mi avevano fatta capire di non essere nel posto giusto per me. Avevo comunque rimediato (prima di andarmene) incontrando altri espatriati che vivevano tutto ciò che stavo vivendo io in oslitudine. Fare gruppo con gente intelligente aiuta!
    I connazionali all’estero? Preferisco non frequentarli, o frequentarli con moderazione 😉

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