Non so che dire!


 

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)


 

Ho così tante cose da dire che non so che dire.

Pensavo a quanto si sia persa l’abitudine al sano confronto, allo scambio di opinioni che porta in seno l’intento di venirsi incontro. Ma sono troppe le parole che mi servirebbero per dirvelo, e non so cosa dire.

Pensavo alla gente che ormai si attacca alla gola del prossimo, per azzannarlo appena quello osa proferire una parola che non aggrada l’interlocutore. Quanti modi potrei utilizzare per descrivervi questo? Tanti, forse troppi e mi ci perdo, non sapendo cosa dire.

Mi è venuta in mente la generazione dei nostri nonni, gente che ha dato mani, culo e vita per regalarci la libertà che abbiamo oggi di sparare cazzate continuamente. Potrei approfondire questo aspetto, è interessante ma difficile, così difficile che non so che dire.

libri
Immagine presa da internet

Pensavo anche alla generazione dei nostri genitori. Per uno di quelli che si è spaccato la schiena davvero, ce ne sono almeno altri 100 che hanno mangiato il loro, quello dei figli, dei nipoti e avanti così per almeno due secoli a venire. Hanno rubato il nostro futuro e stanno lì a farci la paternale. Come potrei esprimere bene un tale concetto? Io…non so cosa dire.

Penso alla tanta gente dal dente avvelenato, pronta a puntare il dito agitandolo davanti al naso. Sapete dove andrebbe messo quel dito? Vorrei trovare le parole giuste, ma non so come dirlo. Non è facile dire a qualcuno dove mettere il dito.

Per finire mi vengono in mente i leoni da tastiera, codardi nella vita, conigli tra i conigli, pecore tra pecore, monete false tra monete false. A loro vorrei dire che certe cose andrebbero dette in viso, sarebbe interessante vedere se la bocca è splendida quanto l’indice. Lo penso ma poi, non so cosa dire.

Quanto sarebbe bello se ognuno iniziasse ad ascoltare, spogliandosi da ogni pregiudizio. Quanto cambierebbe la nostra vita se ognuno iniziasse a pensare che cazzo…forse l’altro ha ragione, o comunque non ha completamente torto!? Come sarebbe tutto più semplice se A non si sentisse sempre, e anche inutilmente, minacciato da B e insieme camminassero verso il punto C. Sarebbe bello sì, così bello che non so che dire…


Riuscirai sempre a trovarmi nelle tue parole, è là che vivrò. (Dal film Storia di una ladra di libri)


 

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Meno 11 al ri-espatrio #Diariodibordo


Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
(Jack Kerouac)


 

Catania 25.02.2016 h18.30

Ci siamo quasi, mancano pochi giorni (esattamente 11) alla partenza. Nel primo espatrio avevamo già la casa, quindi siamo potuti partire tutti insieme. Io, maritino, figlia e cane pazzo al seguito. Stavolta è diverso, il rientro in Italia ci ha fatto bruciare molte (troppe) risorse quindi la strategia deve essere rivista.

Partirà per primo maritino, in solitaria. Io resterò qui con figlia e cane pazzo finché non sarà finita la scuola. Intanto lui avrà il tempo per organizzare con calma il nostro arrivo.

Non abbiamo (come la prima volta) l’ostacolo della lingua, che abbiamo avuto modo di esercitare in Germania per due anni. Gli agganci lavorativi non mancano, ma bisogna trovarsi in loco per essere presi in considerazione. Per quanto riguarda il dormire, abbiamo trovato una condivisione, soluzione ideale per chi inizia a muovere i primi passi in una città nuova.

Immagine presa da internet
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Come ci sentiamo?

Euforici, pieni di entusiasmo ma anche un po’ tristi. Non siamo mai rimasti separati per così tanto tempo, ci piace condividere ogni cosa e questa lontananza è la parte meno piacevole di questo nuovo espatrio. Però sappiamo che è un passo necessario da compiere, fondamentalmente stiamo per espiare il terribile errore di essere rientrati in Italia. Per fortuna la tecnologia corre in nostro aiuto e Skype diventerà un fedele amico. Grazie a maritino expat potrò iniziare presto a raccontarvi Vienna e le risorse che questa città ha da offrire!

In tanti mi chiedono come ha preso questo nuovo cambiamento nostra figlia. Devo dire…bene! Lei si trovava a suo agio in Germania, non voleva rientrare, quindi l’idea di tornare in un contesto simile le permette di affrontare con serenità anche questo cambiamento. Cane expat invece non è molto convinto, ama i suoi spazi e i suoi riferimenti (palline, pupazzetti sonanti, angolini sul divano e giardino), per lui non sarà semplice lasciarli, soprattutto non sarà semplice andare a vivere in un posto che non ha ancora come riferimento le sue puzzine.

Però si sa, nessun grande traguardo è stato raggiunto senza grandi sacrifici…noi siamo pronti (quasi…)…

Raccontate qui, nei commenti, se anche per voi è stata necessaria un’iniziale separazione! 🙂


A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.
(Michel de Montaigne)


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Taglio il cordone ombelicale con l’Italia!


La presunzione di onniscienza sorta con internet ha generato l’errata e arrogante convinzione secondo cui lo sforzo fisico del viaggio è diventato superfluo.
(Paul Theroux)


Questo è il nostro secondo espatrio. La prima volta la nostra avventura estera è durata due anni. Non sapevamo cosa avremmo trovato, forse non eravamo emotivamente pronti ad affrontare nella maniera giusta così tanti cambiamenti. Nonostante fossimo lontani, abbiamo sempre tenuto mentalmente un piede in Germania e un piede in Italia.

Non potevamo fare a meno di seguire con esagerato trasporto la politica italiana, eravamo sempre impegnati a coltivare l’illusoria speranza che le cose prima o poi sarebbero cambiate nel nostro “Bel Paese”. Il desiderio di “integrarci” in terra teutonica veniva quotidianamente sopraffatto dalla sensazione di “appartenere” all’Italia, da una melodia mediterranea che faceva da sottofondo ad ogni singola giornata. Nonostante gli sforzi eravamo indissolubilmente legati (troppo) a un Paese e ai ricordi che in esso avevamo accumulato negli anni.

keep-calm-and-ciao-ciao-29Questa volta sarà diverso, ora che abbiamo pagato a caro prezzo la dedizione e la passione che ci legavano alla nostra terra di origine. Il nostro non sarà solamente un espatrio, sarà il taglio (netto) del nostro cordone ombelicale con l’Italia. Il nostro obiettivo è quello di immergerci completamente nel Paese che ci ospiterà. Non permetteremo a nostalgie, ricordi, emozioni fugaci di ledere in alcun modo la nostra nuova avventura.

Vienna è una città che ha molto da offrire, noi vogliamo essere come un foglio bianco sul quale tutto è ancora da scrivere. La scoperta di quella nuova realtà sarà per noi lo stimolo che ci permetterà di superare tutte le difficoltà, perché siamo consapevoli del fatto che ci saranno.

Quindi spero vivamente di riuscire a trasmettervi tutta la gioia che una scoperta quotidiana è in grado di regalare. Pensare che a breve sarò oltre confine, mi fa stare meglio, vedo anche io la luce in fondo al tunnel. Un grande in bocca al lupo a chi rimane, a tutti gli amici che continuano a lottare affinché qualcosa cambi. Mi auguro per loro che accada, per quanto mi riguarda credo di non avere il tempo né la voglia di aspettare che il miracolo avvenga! E a tutti quelli che dicono che “scappare” è la via più facile dico…beh…provateci voi! 😉


Non c’è niente come tornare in un luogo che non è cambiato, per rendersi conto di quanto sei cambiato.
(Nelson Mandela)


Immagine presa da internet
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50 sfumature di munnizza! #Diariodibordo

Più di una volta mi sono sentita dire…”Sei rientrata dalla Germania perché non ti piaceva, ora rompi i coglioni perché non ti piace come viviamo in Sicilia!” oppure “Con tutti i problemi seri che ci sono, ti attacchi alla spazzatura o alle auto in terza fila?”. E così ogni problema non è il problema principale, io sono una che non si adatta e la Sicilia è il posto migliore del mondo.

Devo essere sincera, ho sempre evitato di mettervi al corrente di certe situazioni di degrado (un po’ per vergogna), fino a stamattina, quando uscendo ho ammirato il solito spettacolo…

Munnizza
Non è il terzo mondo ma un paese in provincia di Catania.

In questo paese non esistono bidoni per la spazzatura, né in strada né all’interno dei condominii. L’unico posto dove si può buttare è per terra, come nella foto (scattata oggi). In altre località i bidoni ci sono, ma la gente “deve” lanciare la spazzatura dall’auto in corsa (per pigrizia) quindi il risultato è simile. Avete idea di come sia in estate con le temperature che raggiungono e superano i 40 gradi? Per non parlare dei gatti che aprono i sacchetti, facendo finire tutto il contenuto sull’asfalto, che non viene mai disinfettato!

Ho provato a chiedere, pare che ci siano secolari riunioni in corso tra sindaco e luminari, che a fatica dovranno trovare il modo di mettere dei contenitori per strada.

Il resto del mondo è nel 2016…qui? Le gente vive come se non vedesse quello che vedo io, come se tutto questo fosse normale!!!

L’ho detto e lo ripeto…mai avrei pensato che la mia Sicilia mi avrebbe fatto rimpiangere così tanto la Germania. Detto questo, la prossima meta è decisa! Alla prossima!

Roberta

 

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#Diariodibordo – Tutto tace, o quasi!


La vita è un compromesso tra ciò che il tuo ego vuole fare, ciò che l’esperienza ti dice di fare, e ciò che i tuoi nervi ti fanno fare. (Bruce Crampton)


 

Catania 18.12.2015 h00.11

Tra otto giorno saranno sei mesi da quando siamo rientrati in Italia, anzi…in Sicilia. Come promesso faccio il punto della situazione, TUTTO TACE!

Mi avevano detto che trovare lavoro sarebbe stato difficile, hanno mentito. Non è difficile, per usare un termine adatto bisognerebbe dire utopico! Eliminando lavoretti a nero e stipendi da fame (per intenderci parlo di 600/800 euro al mese se hai culo per X ore al giorno) non si trova altro. E non è che io non abbia cercato, mi resta solo la prostituzione come alternativa valida.

Non sono qui per commentare, sinceramente non ne ho voglia. E dire che non avevo ancora finito di aprire gli scatoloni provenienti dalla Germania!!!

La mia vita dentro qualche scatola!!!
La mia vita dentro qualche scatola!!!

Nel frattempo ho pubblicato il mio primo libro in formato EBook (Eppure, me l’avevano detto), disponibile in tutti gli store online. Ho anche iniziato a scrivere il secondo, stavolta sarà un romanzo…credo!

Auguro a tutti Buone Feste…ci aggiorniamo nel 2016!


 

L’uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa che duri più della vita stessa.
(William James)


 

Roberta

 

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#Diariodibordo-La vita come il tetris


Molti fallimenti nella vita sono di persone che non si rendono conto di quanto fossero vicine al successo quando hanno rinunciato
(Thomas Edison)


 

Catania 16.11.2015 h09.30

Qualche giorno fa vi parlavo dell’immobilismo da evitare, oggi ne sono ancora più convinta.

Spesso le nostre aspettative sono decisamente troppo alte rapportate a certe realtà. Questo non significa che i nostri sogni fossero irraggiungibili, né tantomeno banali e utopici. È un po’ come il tetris, se sbagliamo ad abbinare il colore e la forma i tasselli non si incastrano.

Immagine presa da internet
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Rinunciare e appendere i guantoni al muro non è la soluzione, bisogna ammortizzare il colpo, rialzarsi dopo essere caduti, capire dove si è sbagliato e percorrere sentieri diversi. Provare, riprovare, sapere di volercela fare è la chiave di svolta che ci permetterà di scalare quella montagna.

Con lucidità, tenacia, sacrificio, credendo con cuore e stomaco al sogno da perseguire, ogni tassello riuscirà a incastrarsi alla perfezione!


Non sai mai cosa c’è dietro l’angolo. Potrebbe essere tutto. Oppure potrebbe essere nulla. Continua a mettere un piede davanti all’altro, e poi un giorno ti guarderai indietro e scoprirai di aver scalato una montagna.

(Tom Hiddleston)


 

 

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#Diariodibordo-L’immobilismo da evitare

Noi pretendiamo che la vita debba avere un senso: ma la vita ha precisamente il senso che noi stessi siamo disposti ad attribuirle.

(Hermann Hesse)


 

Catania 03.11.2015 h13.25

Il sole è tornato a splendere e con esso anche la voglia di fare!

Vivendo qui mi sono resa conto del vero male che affligge tanti abitanti della Sicilia, cioè l’immobilismo!

Il cambiamento non è previsto, spaventa, meglio rimanere incastrati nella propria zona di comfort, anche se questa ci condurrà man mano in un profondo oblio.

I tanti viaggi che ho alle spalle fortunatamente mi permettono di analizzare con chiarezza la situazione, di vedere quello che tanti non vedono, di scandalizzarmi ancora per cose ritenute dai molti…”normali”.

Immagine presa da internet
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Io so che si può vivere civilmente, so che il rispetto del prossimo sta alla base di ogni popolo evoluto, che le difficoltà (che tutti abbiamo) non costituiscono un alibi per fregare il prossimo.

Quindi ciò che farò è semplicemente muovermi, più velocemente che posso, per non rimanere intrappolata in questo buco nero che risucchia tutto…l’immobilismo…padre di una società che tende a regredire invece che a evolversi.

Roberta


Chi pondera a lungo prima di fare un passo passerà la sua vita su una gamba sola.

(Anthony De Mello)


 

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#Diariodibordo-Le strade come specchio della Sicilia di oggi.

Catania 02.11.2015 h14.40

Dopo due giorni di pioggia incessante sembra che la situazione stia migliorando. In quattro mesi di permanenza in Sicilia non è la prima volta che assisto a scene apocalittiche. Non serve aspettare molto perché, dopo la prima mezz’ora, le strade si trasformano in torrenti in piena.

I muri si sgretolano, gli alberi cadono, i corsi d’acqua straripano, le strade cedono e si creano voragini profonde metri, dove finiscono auto e, quando va male, persone.

Immagine presa da internet
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Questo lento e inesorabile sgretolarsi del territorio siciliano rispecchia a mio avviso il lento sgretolarsi di una società che sta raccogliendo i frutti del proprio malcostume. Tutti additano tutti, senza rendersi conto che ciascuno di loro contribuisce a questo declino, con azioni degne del peggior cittadino privo di qualsiasi barlume di senso civico.

Amo questo terra, inizio ad amare meno i suoi abitanti.

Sentimenti attuali: speranza fievole, amarezza, delusione.

Roberta

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