Vienna: tutti la vogliono, nessuno (o quasi) la sposa.

Ciao a tutti… e perdonate la latitanza, che si ripeterà, sappiatelo! Scrivere libri richiede tempo e dedizione, come lo richiede la lettura, necessaria se voglio crescere, perfezionando il mio stile. Il blog quindi, per forza di cose, passa in secondo piano. Ma torniamo a noi e all’argomento di questo articolo; Vienna.

Vivo qui da tre anni e con il trascorrere del tempo la mia tesi trova conferma: tutti la vogliono, quasi nessuno la  sposa. Cosa significa? Significa che, tranne qualche caso, la maggior parte delle persone che vengono a vivere in questa città dopo un po’ vanno via. Motivi? Sono tanti. Posso provare a elencarne qualcuno.

  1. Si sfavano come direbbe Pieraccioni, o si amminchiano come direbbe Montalbano. Insomma, si rompono le sacre sfere e vanno via, in cerca di luoghi più entusiasmanti.
  2. Erano qui con un contratto di lavoro che prevedeva già in origine una breve permanenza.
  3. Hanno pensato che, caro per caro, pochi soldi per pochi soldi, tanto valeva tornare in Italia.

Insomma, per un motivo o per un altro vanno via quasi tutti e io, che imperterrita rimango in città, continuo a versare lacrime, salutando sconsolata gli amici che partono. Quindi vi avviso, se avete scelto la capitale austriaca come prossima meta, valutate bene se il vostro  bisogno di rapporti umani supera il bisogno di soldi. In caso di risposta affermativa… avete capito, o no?

Alla prossima!

Roberta

Vienna: tutti la vogliono, nessuno (o quasi) la sposa.

 

 

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Come superare la nostalgia di casa #expats


La nostalgia è un archivio che rimuove i lati spigolosi dai cari vecchi giorni.
(Doug Larson)


 

Abbandonare la propria zona di comfort, lasciarsi alle spalle affetti, oggetti, profumi e aspettative tradite non è mai una cosa semplice. Contrariamente a quanto alcune persone tendono ad asserire, io credo che il sentimento della nostalgia sia comune a tutti. Nessuno è così anaffettivo da non provare almeno una volta un nodo in gola e un fastidioso soffio al cuore, tranne casi patologici che spostano di poco la media.

L’ultimo film di Checco Zalone “Quo Vado?” rappresenta benissimo, in maniera ironica, le varie fasi che si attraversano durante un espatrio, o comunque quando ci si allontana parecchio dal proprio nido. E allora, come superare questa fase? Come evitare che dei momenti di debolezza compromettano la nostra “missione”?

Immagine presa da internet
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  • Ricordarsi i motivi che ci hanno spinti a partire. Spesso si tende ad avere memoria breve, dimenticando le forti motivazioni che quel giorno ci hanno spinti a fare un biglietto e partire. Tenete bene a mente un concetto. Anche se ora state meglio, anche se la vostra percezione di “casa” è inconsapevolmente distorta, ci sono ottime probabilità che in patria niente sia cambiato, che tutto sia esattamente come lo avete lasciato, forse anche peggio.
  • Assecondate la nostalgia. Non cercate di far finta che quel sentimento non esista, non voltatevi dall’altra parte quando un soffio di malinconia viene a bussare alla vostra porta. Prendetene invece coscienza, riconoscete quel fastidio, dategli un nome, assecondatelo, versate calde lacrime. Mangiate gelati, patatine, cioccolato. Bevete birra, vino o litri di tisane rilassanti. Ascoltate Claudio Baglioni o Venditti mentre fumate una sigaretta dopo l’altra, svegliatevi con il mal di testa la mattina dopo, cedete per un momento alla vostra debolezza, che è assolutamente umana. Fatelo sapendo che è un attimo, che andrà via con la stessa velocità con la quale è arrivato. Con questa consapevolezza saprete anche riconoscere l’illusione, capirete subito che quella nostalgia non è un motivo valido per mollare tutto e tornare indietro.
Immagine presa da internet
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Credo che, la maggior parte delle volte, ad affliggere il nostro animo non sia la reale mancanza di qualcosa o qualcuno, ma la presenza costante dei nostri ricordi. Abbiamo nostalgia di un passato che non esiste più, di rapporti che non esistono più, di circostanze che non esistono più.

L’unico modo per andare davvero avanti è smetterla di guardare indietro!!!

E tu? Sei in grado di gestire la tua nostalgia? Lascia un commento e raccontaci come! 🙂

Roberta


 

Il ricordo è un traditore che ferisce alle spalle.
(Sören Aabye Kierkegaard)


 

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