Ci vuole un fisico bestiale…anche per espatriare!

Eccoci arrivati alla fine di questo 2016! Un anno che ci ha regalato un nuovo espatrio ma, di conseguenza, anche nuovi distacchi, nuovi inizi, nuove strade in salita. Non ho voglia di salutare il 2016 parlandovi ancora di quanto sia bella Vienna, di quanto sia buona la torta Sacher o di come sappiano fare bene la Schnitzel, voglio invece lanciare un piccolo monito a chi ha intenzione di espatriare, a chi lo sta per fare non avendo grandi esperienze di viaggi alle spalle e a chi ha selezionato le informazioni prese online in base a ciò che avrebbe voluto leggere. Troppo incasinato come discorso? Andiamo nel dettaglio…

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Internet è un grande calderone, potete togliere il coperchio e infilare un grande mestolo prendendo solo quello che vi piace davvero. I blog che parlano di viaggi ed espatrio sono tantissimi, una grande percentuale di questi riporta notizie davvero interessanti ma, non dimenticatelo mai, sono esperienze al 100% soggettive e personali (oltre che personalizzate). Cosa significa? Significa che ognuno ridipinge su un post la propria esperienza non solo in base al reale vissuto, ma soprattutto in base alla percezione che vuole regalarvi di quella stessa esperienza.

Insomma, giusto per scriverlo in parole povere, se io pesto una cacca posso sempre scrivere che ho pestato una tavoletta di cioccolato. Il risultato è simile ma la puzza no!

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Una delle cose che ho notato in questi anni è che la tendenza di chi si accinge a espatriare sia quella di selezionare i blog da leggere seguendo con smodata passione le varie Pollon dell’etere (Che ben vengano eh, per mettere l’Allegriaaa) e depennando subito (perché scoraggia) chi invece prova a raccontare la realtà inserendo anche le note più stonate. Non c’è errore più grande che possiate fare, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire (ah, è già stato detto? 🙂 ), non c’è peggiore expat di chi arriva all’estero completamente impreparato! Volete qualche esempio pratico? Ok dai, ci provo…

Escludiamo da questi esempi chi parte già con un ottimo contratto di lavoro in tasca e agevolazioni varie, mi riferisco quindi a chi parte da zero…o quasi.

Arrivato a destinazione troverò in poco tempo la casa dei miei sogni, con giardino o balcone, una bella sala e la camera degli ospiti per quando verranno a trovarmi i miei genitori. Ma anche no! La verità è un’altra, più passa il tempo più è complicato trovare casa, ma che dico casa, un buco, una stanza, un pavimento con quattro pareti attorno e un divano che funge anche da letto. I prezzi continuano a lievitare, le richieste di appartamenti ad aumentare e le offerte a diminuire. Se sarete fortunati troverete entro sei mesi dal vostro arrivo un piccolo piccolo nido che vi dovrete fare bastare per almeno tre/quattro anni, fino a quando non avrete messo da parte soldi (e referenze) che vi serviranno per avere una casa appena più grande.

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Sto partendo ma verrò a trovarvi almeno due volte al mese. Ehhh? Se riuscirete a tornare a casa due volte all’anno sarete già tra i miracolati. Non è necessario andare a vivere in Australia per avere questo problema, in realtà per chiunque è spesso difficile tornare in patria durante le vacanze di Natale, Pasqua o in estate. Nel caso vi fosse sfuggito, per viaggiare servono soldi, per viaggiare quando avete figli ne servono ancora di più. Non sempre il vostro nuovo datore di lavoro vi darà le ferie che volevate e non sempre avrete la possibilità economica di affrontare un viaggio. Quindi partite con l’idea che inizialmente, almeno per un anno, non vedrete casa, parenti e amici (A proposito…le amicizie all’estero scarseggiano).

Leggendo i commenti qua e là ho trovato spesso le lamentele di chi ha fatto il salto e poi si ritrova a scrivere “Ma l’estero fa schifo” oppure “Non venite, non è vero che è tutto bello” o ancora “Ma dove sono gli stipendi da 3000 euro?”.

Sono convinta che questo sia il risultato della vostra selezione accurata nel momento in cui avete preso informazioni sul luogo scelto. Eliminare a priori i post meno piacevoli, limitandovi a seguire chi ha soldi e tempo per potersi permettere una vita da turista (per merito o per culo), implica un’idea sbagliata su ciò che realmente troverete al vostro arrivo. I lati positivi all’estero ci sono, e sono tantissimi, ma i sacrifici da fare sono altrettanti e costano fatica, a volte lacrime, il più delle volte rinunce.

Quindi cosa posso augurarvi per il 2017 se non un espatrio consapevole? Valutate tutto a 360 gradi!

Ah…e se qualcuno si è “depresso” anche con quest’articolo…beh…forse l’espatrio non fa per voi! 😉

Buon capodanno a tutti!!! 🙂

Roberta

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