Ciò che siamo è dettato da nostro io interiore, non dall’esterno. #Lara #Agadir #Marocco

Oggi la collaborazione con il sito web “Donne che emigrano all’estero” ci fa volare fino in Marocco. Ringrazio Lara per aver deciso di raccontarci la sua storia…buona lettura…Roberta

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Ciao Lara e grazie per la tua disponibilità. Raccontaci un po’ chi sei…

Ciao, sono Lara, sono nata 34 anni fa in un piccolo paesino di mare vicino alle 5 terre, laureata in Traduttori ed Interpreti e da 9 anni adottata dalla meravigliosa città di Genova, punto di riferimento importante per i miei spostamenti lavorativi. Adoro ballare, cucinare, creare ad uncinetto, cantare, visitare e ridere…puntualmente, pero’, mi ritrovo sul divano con il telecomando in mano, mentre mio padre mi manda periodicamente messaggi da ogni parte del mondo… mi chiedo chi sia vecchio.. io a 34 anni o lui a 70!…

Perché hai deciso di espatriare e cosa ti ha portata in Marocco?

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Da due anni e mezzo mi trovo in Marocco, ad Agadir, per gestire un cantiere di demolizione, cantiere che mi sta togliendo pelle e anima e per il quale ho deciso di parcheggiare la mia vita privata per un solo scopo: comprare un mattoncino!…in realtà la vita privata la ho e continuo ad averla anche se a  distanza  è tremendamente difficile! Io italiana in Marocco con un compagno Senegalese in Italia…che casino! La trasferta però è l’unico modo, oggi, non per guadagnare soldi ma per risparmiarne un pò e cercare di comprare casa. Erano due anni che io e il mio capo davamo la caccia a questo cantiere ed abbiamo vinto la gara d’appalto… unico particolare: sarebbe dovuto durare solo 12 mesi… ne sono passati 30 e sono ancora qui…

Di cosa ti occupi?

Gestisco cantieri di demolizione e sono responsabile della filiale marocchina.

Quali sono stati gli ostacoli più difficili da superare?

Il Marocco è un Paese dalle forti potenzialità, è un Paese che potrebbe essere molto, molto più sviluppato rispetto ad ora, se solo la popolazione si impegnasse un pochino di più: quando le persone non sfruttano al 100% le proprie capacità e la propria intelligenza i risultati arrivano zoppi. E’ un popolo mentalmente disordinato e questo caos si riflette sul modo di lavorare: disorganizzazione totale (non in tutti i campi), mancato rispetto dei tempi e soprattutto della parola data (questo anche nella vita non solo sul lavoro). La più grossa difficoltà è quella di adattarsi al loro modo di lavorare (o di non lavorare) e dico sempre che fino a quando questo popolo complesso si giustificherà dicendo che tutto viene da Dio, andrà poco lontano (non puoi mettere la tua vita nelle mani di Dio, sei tu che decidi di essere ciò che vuoi essere!)

agadrQuali sono le principali risorse del posto?

Sicuramente il turismo. Il Marocco è un Paese meraviglioso, con un ventaglio di paesaggi che va dal mare, alla montagna al deserto. Ovviamente di questo tris naturale ne beneficia anche l’agricoltura, la pesca e l’allevamento, fonte di sostentamento e di esportazione di alcuni prodotti.

Come sono i rapporti con i locali?

Purtroppo la mia vita sociale è ridotta ai minimi termini: dalle 6h30 alle 18h30 in cantiere…immagina in che condizioni arrivo a casa: mangio e vado a letto. In più abito in appartamento e devo pulire, fare da mangiare e fare la spesa. Le persone sono gentili, ma è quella gentilezza un pò falsa, pronta a trasformarsi in “fregatura” appena giri l’angolo. Come se non bastasse sono donna straniera e sola…pane per i locali, esca per i pesciolini…in pratica ti si attaccano come cozze e se per caso sorridi e contraccambi il saluto per educazione sei finita: è come se dicessi “sì, invitami a uscire che ci sto”…quando ho capito il meccanismo ho cominciato ad uscire con occhiali da sole, non sorridere, non salutare e non dare numeri di telefono (anche se non serve perché basta che tizio chiede a sempronio e il gioco è fatto!). Insomma è come se fossi sempre osservata e tutto questo con il passar del tempo pesa…. semplicemente perchè non mi sento libera di esprimermi

In ogni caso con qualche accortezza si sopravvive!

Parlaci di Agadir e degli aspetti sia positivi che negativi.cantiere visto dal mare

Agadir è una bellissima città,  vivibile, tranquilla (soprattutto d’inverno) e baciata dal sole quasi tutto l’anno (in due anni e mezzo ho visto due temporali e qualche pioggia, niente di più). Il paradiso a portata di mano per rilassarsi direi. Mi chiedo ancora come non esista un collegamento  aereo diretto, Agadir – Italia. Almeno una volta a settimana…. che diamine, siamo nel 2015!

Ti manca l’Italia e tornerai a viverci?

L’Italia mi manca, mi manca il mio paesino (Deiva Marina) mi mancano i vicoli di Genova, il profumo di focaccia alle 7 di mattina e la  mia quotidianità, seppur non troppo movimentata. L’avere deciso di comprare casa a Genova è stato un passo importante, segno di un ritorno alle origini…credo sia l’ora di dedicare un pò di tempo a me stessa, ai miei progetti, al mio compagno e vedere se si può salire un altro gradino assieme…dopo tanti sacrifici me lo devo. Mi manca anche la leggerezza di una serata senza pensieri, di una giornata senza le responsabilità e i problemi di una ditta che non è tua ma è come se lo fosse; la mia parte allegra, solare e bambina è stanca di stare seduta in un angolo per lasciare spazio alla “donna di cantiere” forte che deve controllare tutto…

Scrivi per il sito web “Donne che emigrano all’estero”, raccontaci di quest’esperienza.

Ho scoperto questa pagina per caso. Leggevo i post delle DONNE all’estero ma non avevo mai la spinta per scrivere di me…non per pigrizia ma era come mettersi allo specchio e guardarsi, per arrivare alla conclusione che non è questa la vita che voglio. Un giorno però mi sono detta “ora ti siedi e scrivi…hai 30 e passa anni e ti prendi le responsabilità della tua scelta”. Così ho fatto. Ho inviato la mail con la mia storia e continuo tutt’ora a  scrivere piccoli aneddoti della mia vita da espatriata… direi che è terapeutico!

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Per concludere, c’è qualcosa che vorresti dire e non ti ho chiesto?

Questa esperienza mi ha segnata in molte cose, mi ha fatto fare un balzo in avanti professionalmente ma tre cento balzi indietro per quanto riguarda me stessa: ho imparato tanto e continuo ad imparare: ho avuto modo di conoscere usi e costumi di questo popolo, di leggere parti del Corano, di vedere l’Islam sotto altri punti di vista, di arricchire quindi il mio bagaglio culturale ma, per quanto mi riguarda il prezzo, è stato ed è tuttora alto. Forse non ero pronta a fare un passo del genere o forse il rinunciare ai miei bisogni per così tanto tempo mi ha portata ad un punto in cui la stanchezza mentale ha la meglio su tutto…probabilmente fossi stata in Francia sarebbe stata la stessa cosa…alla fine ciò che siamo è dettato da nostro io interiore non dall’esterno. Dovessi tornare indietro sinceramente non so se lo farei… ma ora sono qui e quindi è inutile porsi domande…si va avanti si finisce il cantiere e poi si sparisce di scena per un bel pò.  In ogni modo il Marocco è un bellissimo Paese… per le vacanze!

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