Cristina si racconta: “Voglio spezzare una lancia a favore della Germania e del popolo tedesco”

Rieccomi con un’altra delle vostre storie, quella di Cristina. Un racconto positivo ricco di consigli utili per chi ha intenzione di venire a vivere in Germania. Vi lascio in compagnia delle sue parole e la ringrazio per questa sua preziosa testimonianza. Roberta

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“Ciao Roberta,

leggo molte esperienze di italiani in Germania, esperienze solo negative. Vorrei tentare di spezzare una lancia in favore di questa terra e questo popolo, che tanto male poi non e’.

Vengo da Terni, Umbria, e ho conosciuto il mio ex marito sul posto di lavoro; lavoravo per un’azienda tedesca, ma premetto che il mio tedesco era a livello molto elementare. Ci siamo sposati e ci siamo trasferiti a Bochum. Io non ho mai cercato in quel periodo un lavoro, perche’ in primis non avevo la necessita’ finanziaria e poi i figli erano ancora molto piccoli. Ho sempre rifiutato contatti con gli italiani sia per non essere tentata di parlare italiano e sia perche’ era necessario che, dovendo vivere qui, mi integrassi al massimo. Non e’ stato difficile creare un giro di amici anche se la lingua non era granche’, ma i tedeschi, in base alla mia esperienza, si sforzano di capire e apprezzano se riesci a mettere insieme due parole. Certo…sono molto diversi da noi, come tutti i popoli del Nord, sono educati in maniera molto diversa; mi vengono in mente le parole di un mio amico che pochi giorni fa, parlando delle differenze tra italiani e tedeschi, mi ha detto “Voi siete piu’ passionali, ma a noi ci educano a trattenere i sentimenti“. Ancora dopo 14 anni mi stupisco come in situazioni dove io darei fuori di matto, loro riescano a rimanere come delle statue per poi dirti a quattr’occhi che avrebbero dato fuori di matto anche loro!

Sei anni fa mi sono separata e sono rimasta sola con due figli (7 e 5 anni) senza niente in mano (con la mia famiglia in Italia), e in quella brutta situazione ho notato che anche loro hanno un “cuore” ed anche abbastanza capiente (aiuti a non finire). Ho dovuto cercarmi un lavoro, sono laureata in Scienze politiche, laurea che non ho mai sfruttato. Ho cominciato ad insegnare italiano alla VHS e dopo due anni (a 45 anni) ho trovato lavoro come segretaria all’Universita’, senza nessuna conoscenza o spintarella (lo voglio sottolineare). Dalla mia esperienza, che posso qualificare come molto positiva, posso trarre delle considerazioni (ripeto sempre, basate solo ed esclusivamente sulla mia esperienza):

Non si puo’ vivere in Germania senza una buona conoscenza della lingua scritta e parlata. Il tedesco e’ per noi una lingua estremamente ostica che non si impara assolutamente con un anno di corso.

Non si puo’ venire in Germania e pensare di trovare lavoro come gli emigranti del 1960. Ci vogliono le idee chiare, adesso ci sono una marea di blogs che possono dare risposte (la cosa piu’ semplice che mi viene in mente).

E’ sconsigliato andare a lavorare nella gastronomia italiana, anche se e’ la cosa piu’ facile da fare: in primis non si impara il tedesco e poi il 90% dei ristoratori italiani qui in Germania sono solo degli sfruttatori, che ti fanno lavorare a cottimo.

Senza titolo di studio ed esperienza non si va lontano, considerando che il sistema scolastico tedesco prepara gli studenti molto meglio del nostro, anche a livello di esperienze lavorative, durante l’Universita’ e addirittura con degli stage a livello di scuola superiore.

La cosa fondamentale e’ la mente aperta a nuove esperienze, cosa che per noi italiani e’ molto difficile. La nostra cultura ci porta a rimanere attaccati alla struttura famigliare, cosa che i tedeschi non hanno. Non che la famiglia di origine non sia importante ma, uscendo di casa a 20 anni (al massimo), non hanno piu’ l’idea della mamma che sta a disposizione. I tedeschi ci prendono sempre in giro dicendo che siamo mammoni ed e’ purtroppo vero!

C’e’ un’altra cosa che mi ha aiutato molto a comportarmi e a farmi integrare: sono sempre partita dal presupposto che, dal momento che sono io a vivere in un altro Stato, non mi posso aspettare che siano gli “indigeni” ad adeguarsi a me, ma il contrario!

Mi sono dilungata abbastanza, ma spero di aver dato un piccolo contributo a chi pensa di fare quest’esperienza per la vita”.

Viel Glück

Cristina

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2 commenti

  1. Se riesci ad entrare direttamente tramite azienda si…se passi (come spessissimo succede) prima per le agenzie interinali…lo stipendio è decisamente più basso… :-)Comunque sempre meglio che lavorare per ristoranti italiani. Ho visto che hai usato il termine piteci quindi immagino tu segua Lambrenedetto…beh…lascio a lui le favole da raccontare…io cerco di basarmi su realtà…saluti 😉

  2. purtroppo il problema in germania sono gli stessi italioti dementi,che cercano il lavoro da gli stessi connazionali,lamentandosi che poi verrano sfruttati, andate almeno con una base di tedesco e mollate gli italiani rischio esaurimento,infarto,sottopagati e sottomessi non avrete il tempo libero ne di uscire ne di imparare la lingua e altro,per chi parla il tedesco e va ancora a lavorare per gli italiani e da disgraziati, vedo gente che a 43 anni fa ancora il barista e il camriere, ma io dico ma perche’ non andare in una agenzia interinale e chiedere???????????? ma vi credete che questi vi tengono a lavoro ancora per molto, e da coglioni fare il doppio delle ore e guadagnare meno,per chi dice che e diffcile trovare lavoro in fabbrica in germania, spara enormi stronzate il lavoro in germnia c’e se sto a sentire le cazzate dei piteci italiotti all’estero, allora si che non trovero mai un lavoro,dicono lavori in fabbrica da 900 euro beh io prendo 1380 euro puliti al mese faccio otto ore e lavoro dal lunedi al venerdi a volte sino al giovedi,tutte stronzate che in germania non c’e lavoro, e l’italiano che e complessato.
    cordiali saluti.

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