Decalogo dell’expat che nacque “imparato”.

Gli italiani che si incontrano all’estero sono variegati, ogni storia rappresenta un’esperienza unica e mai uguale ad un’altra, anche se il luogo di destinazione combacia. Eppure, nonostante questo, c’è una categoria che si incontra sempre e ovunque, che sia di persona o via etere. Sto parlando dell’italiano che nacque “imparato”.

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L’italiano che nacque imparato non è una persona comune, perché è stato prescelto durante la genesi per fare la differenza nella storia dell’umanità. Ancor prima di venire al mondo sapeva esattamente cosa avrebbe fatto e che tipo di persona sarebbe diventato. Mai un dubbio ha sfiorato la sua mente, mai una scelta infelice ha deviato il suo cammino.

L’italiano che nacque imparato ha affrontato problemi che nessun altro affronterà mai, lo ha fatto con il pugno di ferro, senza mai scendere a compromessi né guadagnando meno di quello che gli spettava di diritto.

L’italiano che nacque imparato non ha avuto bisogno di studiare le lingue (Certo, è nato imparato), non si capacita quando qualcuno all’estero lamenta una difficoltà nell’apprendimento di termini fino a quel momento sconosciuti e inveisce contro chi, dopo due mesi in loco, fatica ancora a comunicare. La sera ogni tanto si inginocchia, chiedendo al Creatore: “Perché non sono nati tutti imparati come me?”.

Le so tutte

L’italiano che nacque imparato non ha mai avuto bisogno di fare domande, è nato già con tutte le risposte. Per questo perde il lume della ragione quando si accorge che invece, molti dei comuni mortali, non sono nati imparati e hanno bisogno di chiedere. Secondo lui, il termine “informazione” dovrebbe essere bandito dai social e nella vita reale. Nessuno dovrebbe sentirsi in diritto di porre domande a colui che nacque imparato con tutte le risposte.

L’italiano che nacque imparato non ha mai avuto difficoltà a socializzare con la gente del posto. Una volta è andato a vivere nel deserto, socializzando con un cammello. Quando visse in Norvegia notò con piacere che la popolazione era molto più calorosa di quella dell’Andalusia. La volta che visse in Germania scoprì con sorpresa che no, non è vero quel che si dice, i tedeschi da lui conosciuti erano tutti astemi.

Immagine presa da internet
Immagine presa da internet

L’italiano che nacque imparato non ha mai avuto bisogno di soldi per viaggiare perché, a sentir lui, le cose basta volerle.

L’italiano che nacque imparato adora ironizzare sulle difficoltà di chi sta ancora muovendo i primi passi, è uno spasso che lo soddisfa quasi quanto urlare ai quattro venti che non ama mangiare la pizza.

L’italiano che nacque imparato disprezza chi ha deciso di tornare sui propri passi, è innaturale cambiare idea, una scelta deve essere come un diamante, per tutta la vita.

L’italiano che nacque imparato vorrebbe che si abolisse l’espatrio, tanto lui è già oltre confine.

E per concludere, l’italiano che nacque imparato sapeva già che io, oggi, avrei scritto questo post. Lui ha già pronta la sua risposta! 😉

E voi? L’avete mai incontrato?

4 commenti

  1. Alcuni si sono troppo immedesimati nel racconto fornito dal fratello dell’amica della mamma!!!

  2. Tanti imparati parlavano comodamente da ldivano di casa loro….e l’esperienza all’estero è tutta da verificare, questo l’ho imparato io…

  3. Francamente… ne ho incontrati pochi all’estero, di solito gli itagliani ‘imparati’ li ho incontrati tutti in Italia e online. È più facile sentirsi nati imparati davanti a una tastiera lol
    Di solito ho trovato gli italiani ‘insulati’ ma questa è un’altra categoria 😀
    Sono anzi quasi sicura che io sono stata messa, spesso, nella categoria degli imparati, a torto perché non imparo mai una beata mazza ha ha

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