Dopo anni di contratti come precaria ho pensato “basta, o ora o mai più!” #SimonaUK

Oggi a raccontarsi è Simona dalla Cumbia (Uk) che si occupa anche del sito S. Merlin Chesters. Buona lettura! Roberta

Ciao, intanto grazie per quest’intervista. Inizio  come sempre curiosando un po’ sulla vita di chi si racconta. Quindi, chi è Simona?

Ardveck Castle
Ardveck Castle

Hai fatto una bella domanda… Potrei descrivermi come una persona che è sempre stata in transformazione, sia a livello personale che lavorativo ed ho finalmente trovato la ‘mia’ strada solo di recente. Sono nata in un paesino vicino Firenze nel 1972, da padre operaio tessile e madre casalinga ed ho un fratello più piccolo. La società in cui ero nata era molto patriarcale, avrei voluto proseguire gli studi fin da giovane, divenire astronoma o archeologa o anche studiare il piano. Nessuna di queste cose si è mai avverata (tranne l’archeologia, ma ne parlerò dopo) e al pianoforte sono giunta come hobby ‘da grande’. Dopo la scuola dell’obbligo sono stata mandata a lavorare come operaia tessile, in fondo il mio destino prefabbricato era ‘matrimonio e figli’ e in quel caso istruzione o carriera lavorativa erano inutili. Chiaramente ero nata anche ribelle e ho fatto in modo che il fato che mi era stato predestinato da altri non si avverasse, se non alcune cose e ai miei termini. Negli anni successivi sono poi diventata impiegata commerciale, ma diciamo che nel lavoro ho sempre fatto ciò che ‘trovavo’ ma non quello che desideravo fare.

Quando è nata in te l’idea di espatriare e perché?

Da ciò che mi posso ricordare l’ho sempre avuta, mia mamma adorava la cultura anglosassone e lei dice che sognavo di andare a vivere in America fino da quando avevo 4 anni. Mio nonno, padre di mia madre, era un camionista di professione e mi aveva ‘attaccato’ questo entusiasmo e desiderio per viaggiare e conoscere al di là dei propri confini! Se guardo bene non mi sono mai sentita neppure ‘italiana’, mi sentivo nata una cittadina del mondo. Mentre lavoravo, da ragazzina facevo anche corsi di lingue serali. Il sistema Italia non era mai stato per me, lo detestavo da sempre e sognavo di andarmene…. Mi sentivo ‘diversa’ dagli altri e chiaramente moltissime persone non perdevano occasione per farmi sentire la loro ostilità, i diversi non sono mai piaciuti. Alla fine sono poi emigrata in Francia per circa un anno e un altro negli USA, ma per varie ragioni sono poi rientrata in Italia. Col tempo ho capito che tornare era sempre stato uno sbaglio enorme, ma causa pressioni familiari e del fidanzato mi ero convinta che potevo costruirmi un futuro. Dopo anni di contratti come precaria, alla scadenza dell’ultimo contratto dopo la recessione nel 2008 ho pensato ‘basta, o ora o mai più’. Venduto casa, macchina, vestiti, tutto, mi sono liberata di più di 35 anni di bagaglio in un colpo solo. Sono partita poco dopo, destinazione Nuova Zelanda. Quando ho visto che non riuscivo ad ottenere uno sponsor, la mia ricerca mi ha diretta verso il Regno Unito ed ho trovato lavoro come aiuto domestico in Scozia.

L’Uk è una meta ambita da tanti, immagino ci siano parecchi italiani. Com’è la vita da quelle parti? Le differenze con l’Italia?

Dunrobin
Dunrobin

Dipende da dove si abita, in questa zona di italiani non ce ne sono quasi per niente! Forse Londra è la meta più ambita dagli italiani, ma al di fuori di 4-5 grandi città, italiani ce ne sono ben pochi se messi a confronto con altre nazionalità. La regione dove vivo è la Cumbria, che è perlopiù rurale, quindi attira pochi stranieri. Comunque, fino a metà 2013 io vivevo nelle Highlands scozzesi e anche lassù di italiani ce n’erano pochissimi. Le differenze tra Regno Unito e Italia sono notevoli, non saprei da che parte cominciare per fare un confronto, anche perché… dovrei trovare qualcosa che in Italia mi sembrava positivo ed è un problema! Una delle cose che hanno colpito di più  è che in un certo senso ‘qui non si è mai vecchi’, per qualsiasi cosa… Cambiare carriera, studiare per una laurea, scalare il Ben Nevis… dipende dalla persona, non dall’età anagrafica. Questa sensazione di continua rinascita è ciò che mi ha affascinato di più sino dall’inizio, ed è una cosa che mi mancava da sempre, dato che in Italia il ritornello predominante era che si è sempre vecchi o inadatti praticamente per tutto!

Quanto è importante conoscere la lingua prima di arrivare ed è semplice creare dei rapporti con la gente del posto?

Fondamentale. Mi viene quasi da sorridere quando sento ‘ho un inglese scolastico, posso emigrare?’. Se non parli bene la lingua del posto, non ti integri, non fai amicizia con le persone del luogo, non trovi un lavoro decente, non socializzi, non vai a teatro, non ti metti a chiaccherare con le vecchine alla fermata del bus.. Insomma senza parlare la lingua locale è una vita a metà, ecco. Non avrebbe avuto neppure senso emigrare, sai che tortura lavorare e basta! Ma credo che ciò valga per tutte le nazioni e tutte le lingue. Sono arrivata qui con un livello di inglese che era definito C2 secondo i parametri europei (avevo passato l’esame del Proficiency of Cambridge University) e dopo due emigrazioni in paesi dove si parlava inglese. Mi sembrava di non capire quasi niente all’inizio, spiccicavo solo poche frasi. Certo, c’è chi viene con un inglese non fluente e sta con italiani, ma la mia intenzione non era certo di passare altri 10 anni tra italiani. Per me è stato semplicissimo creare rapporti con i locali, sia inglesi che scozzesi. Non so proprio da dove vengano i pregiudizi su tutta questa freddezza ‘britannica’, io vedo certi tratti caratteriali più relativi alle persone singole che a una nazionalità. Ho incontrato un bel po’ di toscani che mi sembravano freddi e arroganti, ma non tutti sono così, ovviamente! Vale lo stesso per i locali.

Quali sono le professioni che vanno per la maggiore e cosa consiglieresti a chi vuole trasferirsi in Uk?

Muncaster Castle
Muncaster Castle

Non ci sono professioni che vanno per la maggiore. Chiaramente, solo Londra offre opportunità in moltissimi, se non tutti, i campi. Per altre città non è così e prima di trasferirsi, consiglio di informarsi sul tipo di industrie che la città ha, oppure di visitare i luoghi con un mini-viaggio esplorativo. Nella nostra zona cercano continuamente ingegneri di tutti i tipi in campo nucleare, ma la selezione non è aperta a molti stranieri perché si deve rispondere ad alcuni criteri di sicurezza (causa terrorismo) e quindi solo a chi è qui da molti anni o è nato nel Regno Unito viene rilasciato il nulla osta. Da zona a zona, la tipologia di lavoro che viene richiesto di più ovviamente cambia.

Domanda “obbligatoria”…ti manca l’Italia e…torneresti a viverci?

Italian Chapel Orkney
Italian Chapel Orkney

Oh my God, no a tutte e due le domande. Non mi manca l’Italia, né i luoghi, né la gente. Io ero nata persona solare e positiva e dopo 35 anni di ‘tortura’ (perché essere negativi e lamentarsi è d’obbligo tra italiani!), il clima italiano era per me velenoso e letale. Vado a visitare la famiglia una volta l’anno e una settimana mi sembra già troppo! A volte scherzo che prima di tornare in Italia mi faccio incatenare davanti a Buckingham Palace, ma anche se qui non dovesse funzionare, ci sono tanti altri paesi in cui vorrei vivere. Tra l’altro, il resto della mia famiglia vorrebbe emigrare qui, i miei amici italiani si sono ‘dissolti nel nulla’ dopo che mi sono sposata (con un ragazzo scozzese), quindi non ho proprio più niente che mi lega all’Italia anche a livello affettivo. Qui abbiamo una casa nel verde e con due giardini, una splendida gattina (tra un po’ i gattini saranno due!), mio marito ha un buon lavoro e io spero di averne uno buono pure io appena mi laureo. Non potrei sentirmi più felice e fortunata di così.

Prima di salutarci…vuoi dire qualcosa di importante che non ti ho chiesto?

Graduation ceremony
Graduation ceremony

Alla fine qui ho realizzato anche vari sogni personali, non ultimo perché il Regno Unito mi ha permesso di riprendere gli studi. Non essere istruita per me era fonte di immenso rimpianto e anche di depressione. In Italia era sempre stato impossibile, ci ho anche rimesso un lavoro perché andavo alle serali. In Scozia ho passato il corrispettivo italiano dell’esame di maturità per entrare all’università e poi sono anche diventata chef. Nel 2012 mi sono iscritta all’università in storia scozzese e archeologia. Dopo essermi trasferita in Inghilterra, ho proseguito gli studi di Archeologia e Storia all’università di Leicester, come studente distance learning. Al momento sono al secondo anno. Non lavoro, ma onestamente non ne ho nemmeno bisogno. Faccio volontariato, sia nella comunità locale che a livello scavi archeologici durante l’estate. Un consiglio a chi vuole emigrare: se volete essere felici all’estero, lasciate gli stereotipi in Italia e cercate di rimanere positivi e con la mente aperta.

 

2 commenti

  1. Oh la mia Scozia… Non so pronunciarmi su quale sia il miglior paese al mondo, ma adoravo questo (tra le tante altre cose) della Gran Bretagna hai sempre la sensazione di poterti ricreare il giorno dopo. Magari nel frattempo farai la lavapiatti in un ristorante, o lavorerai in un call Center ma fino a che vuoi puoi studiare trovare il corso che fa per te e ricominciare da capo. Mille infinite volte.

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