Expat, vuoi aiuto? Dileguati!!!

Il titolo di questo articolo non è casuale ed è il pensiero che accomuna molti italiani che vivono all’estero. Difficilmente si trova qualcuno disposto ad aiutare un connazionale che chiede aiuto e le motivazioni sono, bene o male, sempre le stesse. La paura di essere presi in giro, ancora una volta. Sì, perché spesso chi non vuole più aiutare è proprio chi lo ha fatto in precedenza e ha preso una bella fregatura!

Un paio di giorni fa ho condiviso un video sul mio canale YouTube dove intervistavo un ragazzo che aveva disperato bisogno di aiuto. Era rimasto in mezzo alla strada, viveva alla stazione e non aveva più un soldo. Ho raccolto la sua richiesta insieme ad altre persone, per chi non lo avesse visto ecco intanto il video. Guardatelo e poi leggete (c’è parecchio da leggere quindi niente pigrizia) l’epilogo di questa storia.

Adesso torniamo indietro di un giorno e andiamo alla sera precedente.

Venerdì sera

Mentre sono su facebook leggo l’ennesimo grido di aiuto di questo ragazzo. Inizialmente i suoi post chiedevano solo una mano per trovare subito un lavoro, poi pian piano la richiesta è diventata estrema e il post di quella sera lo vedeva alla stazione, senza soldi e speranzoso che qualcuno di noi potesse raggiungerlo per tirarlo fuori da quella situazione. Avrei potuto fare finta di niente e tornare a fare quello che stavo facendo prima di imbattermi in lui, ma poi la stretta allo stomaco che ha accompagnato la lettura delle sue parole ha preso il sopravvento Sono entrata nel suo profilo per cercare qualche informazione e ho trovato una diretta fatta poco tempo prima. Anche lì chiedeva aiuto e quasi in lacrime diceva che aveva nostalgia dell’Italia e che non era giusto che fosse costretto a fare il clandestino all’estero. Ci tengo a precisare che è sembrato subito chiaro che l’unico problema di questo ragazzo non fosse il lavoro, che doveva esserci un disagio ben più profondo e proprio per questo ho deciso di aiutarlo.

La sua diretta era stata commentata da poche persone (4) e ho deciso di contattarle subito. Visto che era già passata la mezzanotte non mi aspettavo una risposta immediata, considerando anche che non li avevo tra i contatti quindi c’erano poche possibilità che il mio messaggio venisse visualizzato. Ho contattato anche il diretto interessato. Era ancora alla stazione, non sapeva cosa fare. Gli ho mandato un paio di indirizzi (Compresa la Caritas) per avere almeno un letto sul quale dormire. Non era interessato perché “Lì puzzano” ha detto. Ok, allora passa la notte dove ti pare e ci vediamo domani. Tra un messaggio e un altro si erano fatte le due di notte, mica potevo uscire io, per portarlo dove poi? Nel frattempo ero in contatto anche con una signora che vive qui, una donna di gran cuore, che era preoccupata quanto me per questo povero cristo in mezzo alla strada.

Mattina seguente

  • Mi risponde uno degli amici che avevo contattato. Preoccupato per la situazione si rende disponibile a contattare i familiari del ragazzo.
  • Mi contatta una ragazza che vive a Vienna, anche lei preoccupata per la situazione. Decidiamo di andare insieme.
  • Mi contatta la signora che avevo sentito la sera prima, dispiaciuta perché non può essere presente ci ringrazia per la disponibilità e spera in un esito positivo.
  • Riceviamo una moltitudine di messaggi e chiamate dal ragazzo…”Allora, ci siete?”

Ore 14.00 (Sabato)

Raggiungo l’altra ragazza, prendiamo l’autobus e ci rechiamo in stazione. Lo troviamo. Trolley, borsone e il sorriso di uno che sta per andare in vacanza. Ci guardiamo perplesse…ok…meglio riderci sopra. Ci sediamo e iniziamo a parlare, lui vuole assolutamente farsi intervistare, lo accontentiamo (da qui il video che avete visto). Avevamo già messo il suo trolley più il borsone nel deposito bagagli (si paga in anticipo) dove sarebbero potuti rimanere per massimo 24h. Quindi, con le mani libere, lo abbiamo portato al supermercato acquistando un panino con la cotoletta, una confezione di cracker, una tavoletta di cioccolato, delle salviettine umidificate, un succo e una bottiglia di tea. Poi abbiamo fatto una ricarica da 10 euro al suo cellulare. Almeno eravamo più tranquille sapendo che per le prossime ore avrebbe avuto da mangiare e la possibilità di comunicare. La nostra speranza era che la famiglia ci desse una mano, ma lui ha detto che si erano stancati di aiutare uno che era capace solo di viaggiare senza biglietto e fare arrivare le multe a casa loro. “Li ho chiamati ma non mi vogliono aiutare”…ha detto. Presi dalla confusione mentale e dai dubbi amletici decidiamo di fare così.

  • Lunedì mattina andiamo al consolato e proviamo a chiedere se ti possono fare il biglietto per tornare in Italia (anche se l’altra ragazza aveva già chiesto e le notizie non erano positive).
  • Nel caso dicessero di no mettiamo un annuncio sul gruppo fb e facciamo una colletta per comprarti il biglietto.
  • Intanto contatta parenti e amici e cerca di trovare almeno una persona che ti possa ospitare mentre cerchi lavoro in Italia.

Tutto chiaro? Tutto chiaro!!!

Lo salutiamo, torniamo a casa e appena arrivata mi accorgo che la signora che era in pensiero per lui, ma non poteva essere presente, mi aveva mandato un messaggio. Chiedeva se eravamo ancora lì perché un’altra persona stava raggiungendo la stazione. “No, mi spiace, siamo andate via”. Mi ricontatta poco dopo dicendomi che l’uomo che lo aveva raggiunto gli aveva dato 20 euro e si era offerto di fargli il biglietto. Il ragazzo però aveva accettato i soldi ma non il biglietto perché…”Eh, lunedì devo andare al consolato”, omettendo inoltre il fatto che io e l’altra ragazza fossimo state lì fino a qualche minuto prima.

Un attimo…ma noi dovevamo andare al consolato per vedere se potessero farti loro il biglietto, se ti è stato offerto la sera stessa perché hai rifiutato? Gli scrivo subito…”So che questa persona è stata da te dopo di noi” e lui “Sì, grazie ragazzi, siete fantastici”…”Dove sei adesso?”…”Sono a fare la sauna”…Cosa? La sauna? Così aveva un posto dove dormire con pochi soldi, ha detto. In realtà a Vienna puoi dormire anche con meno, ho pensato.

Nel frattempo mi ricontatta l’amico dall’Italia, quello che si era speso per trovare un appoggio da parte della famiglia di questo ragazzo. Mi dice che lo ha contattato ma che lui nega, dicendo di stare bene. Dice anche che lo ha videochiamato da dentro la sauna. Inizia a dubitare di me, per fortuna ho le prove e alla fine mi crede. Dice che la famiglia si sta muovendo, che anche lui è disposto a trovargli un lavoro in Italia. Quindi tutto risolto direte voi. Pensavo la stessa cosa anche io.

Immagine presa da internet.
  • Sabato sera, mentre era dentro la sauna, mi chiama per dire “Eh, ma io cosa mangio domani?”…”Vatti a comprare un panino” gli dico e chiudo la discussione lì.

Domenica mattina

Siamo in tre a cercarlo per dirgli che entro le 15.00 deve ritirare i bagagli parcheggiati nel deposito e poi, visto che quella persona è ancora disponibile a fare il biglietto, sarebbe potuto partire subito per l’Italia.

  • Non risponde. Poi risponde. Poi inventa cose. Poi dice che 18h di viaggio con il bus sono troppe (Che volevi l’aereo in prima classe?)…poi ci “concede” di essere lì ad un determinato orario…poi sparisce, riappare, sparisce, riappare sino a quando eccola, una sua diretta su fb.
  • Guardiamo la diretta. Rimaniamo attoniti. Inizia mandando a f***ulo amici e parenti perché inventano le cose. Lui a Vienna sta benissimo, è grande e vaccinato e non ha bisogno dell’aiuto di nessuno. Prosegue con idiozie che non è il caso di riportare.
  • Perdiamo ovviamente l’aiuto di amici e parenti.
  • Una piccola pausa di silenzio, nella quale io e le altre due persone avevamo deciso di mettere un punto) e riparte con le richieste di aiuto. Fame, soldi, mi fate il biglietto? Non lo prendiamo più sul serio…arrangiati.
  • Inizia a pubblicare di nuovo post nel gruppo fb. Qualcuno scrive di fare attenzione perché questa persona ha diversi profili. Viene fuori che in tanti erano pronti per raggiungerlo alla stazione. Tanti altri invece si divertivano a deriderlo.
  • Parte una serie infinita di commenti, lui smascherato cancella il post.
  • Viene inserito un altro post (non da lui) con i suoi vari profili e l’avviso di fare attenzione.
  • Fine della storia.

Devo ammettere che ho ancora l’amaro in bocca ma vorrei dire che non mi pento assolutamente di avere aiutato questo ragazzo. Sono convinta che non sia un truffatore seriale ma una persona che non ha un contatto saldo con la realtà. Sorvolo per il momento sulle idee di gloria che ha in testa perché a Barbara D’Urso (una delle cause di questa situazione) vorrei dedicare un capitolo a parte. Fare spettacolo sfruttando fragilità mentali sarebbe da annoverare tra i reati penali. Anche ai famosi leoni da tastiera che commentano dicendo “Non posso credere che qualcuno ci sia cascato” voglio dedicare un capitolo a parte. E poi, non siamo cascati in nessun trabocchetto, semplicemente abbiamo raccolto una richiesta di aiuto e percepito un disagio. Quando poi abbiamo visto che ogni sforzo sarebbe stato vano abbiamo lasciato perdere.

Questo però non mi impedirà di aiutare altra gente, non mi renderà una persona più cinica, perché il rischio nell’aiutare gli altri è anche questo, di vedere i propri sforzi cadere nel vuoto. Che aiuto sarebbe altrimenti? Esistono forme di aiuto con garanzia? Se sì, mettete al corrente anche me. Tornando al nostro protagonista, che dire? Questa è proprio una storia triste, come ce ne sono tante, ma chi chiede e poi riceve un aiuto deve avere anche la voglia di essere aiutato, altrimenti è tutto inutile. E su una cosa lui ha ragione, la colpa è del sistema italiano, ma non perché lui non ha trovato lavoro bensì perché lo Stato dovrebbe assistere le persone che hanno carenze simili, perché i più deboli sono una mina vagante per loro stessi e per gli altri!

Come ho già detto in precedenza nel gruppo, la cosa che mi dispiace veramente è che questa persona sicuramente non si rende conto degli errori che ha commesso. Lui si sente vittima del sistema ma è solo vittima di se stesso.

La nota positiva in tutta questa amara situazione è che tramite lui ho avuto modo di conoscere e scoprire persone meravigliose ed è bello sapere che al mondo c’è ancora tanta gente che ha il cuore grande e aiuta il prossimo senza aspettarsi niente in cambio. 🙂

 

 

4 commenti

  1. mamma mia che storia! per carità hai fatto bene a preoccuparti, anzi hai fatto anche più del dovuto. penso che persone così ad un certo punto dovrebbero essere lasciate stare, perchè magari sbattendo la testa forte contro al muro capiranno che è il caso di rivedere qualcosina nel proprio atteggiamento alla vita. finchè troveranno un aiuto, non si renderanno conto che così come vivono non va bene.

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