Federica: ” Voglio realizzarmi come persona piuttosto che da italiana.

A raccontarci la sua storia oggi e’ Federica dalla Germania. La ringrazio e vi lascio in compagnia del suo racconto…molto interessante…serve a ricordare che nonostante tutto c’e’ da mettere in conto una forte componente emotiva che puo’ giocare a favore o sfavore di un espatrio. Roberta

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Mi avessero chiesto dove sarei andata a fare l’Erasmus qualche anno fa, la Germania sarebbe stato sicuramente l’ultimo posto sulla lista. Nel cuore ho sempre avuto l’Inghilterra, fin da quando ero bambina. Il destino pero’ talvolta decide lui, non chiede o fa domande.

Al liceo mi sono ritrovata a dover studiare il tedesco come seconda lingua e l’anno scorso quando ho dovuto compilare la domanda per l’Erasmus ho scoperto che alla facolta’ di “Scienze politiche, sociologia e comunicazione” della Sapienza non ci sono alcun tipo di rapporti con le universita’ inglesi, ma diversi con le universita’ tedesche. Poteva voler dire solo: riapriamo i libri di tedesco!

Ero piena di dubbi, perche’ con tutto l’impegno del mondo il mio tedesco non era mai stato talmente buono da poter studiare all’universita’, pero’ ne’ a Berlino ne’ a Monaco offrivano corsi in inglese, solo alla Leuphana Universitat di Luneburgo. Luneburgo?!? E dov’e’? Il mio primo pensiero fu che di certo non volevo trascorrere 6 mesi di Erasmus in chissa’ quale paesino sperduto della Germania! Ad ogni modo, si dice che la speranza e’ l’ultima a morire, cosi’ aprii Google Maps e scoprii che Luneburgo e’ un delizioso paesino di circa 75.000 abitanti a 30 minuti di treno dalla nordica Amburgo. Amburgo era una mia vecchia conoscenza: avevo avuto la mio primo incontro ravvicinato con i tedeschi, quando a 16 anni la mia scuola aveva organizzato uno scambio culturale con una scuola di li’.

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Arrivo insieme ad una collega italiana conosciuta ai colloqui di lingua per l’Erasmus, in aeroporto ci vengono a prendere i nostri buddy. Si, perche’ alla Leuphana Universitat sono organizzatissimi ad accogliere gli studenti stranieri che scelgono di trascorrere un periodo di studio all’estero presso loro universita’. I buddy sono studenti tedeschi che hanno voglia di conoscere altri ragazzi provenienti un po’ da tutto il mondo e ti aiutano ad ambientarti nella nuova citta’ e a capire come funziona la loro universita’.

Gli studenti hanno diritto al Semester Ticket (215 euro) che ti permette di viaggiare sui mezzi pubblici della citta’ e su tutti i treni regionali della Bassa Sassonia per sei mesi. Posso assicurarvi che di treni regionali non hanno niente: sono puliti, puntuali, e decisamente piu’ nuovi anche dei nostri intercity. Mia mamma mi e’ venuta a trovare qualche settimana fa e mi ha detto: “Mi sa che sei finita su Marte!”. Forse non ha torto, ma non vi ho raccontato tutto ancora.

La retta universitaria e’ di 200 euro a semestre e vi posso assicurare che trovare un lavoretto nel weekend, per potersi permettere di pagare le tasse universitarie non e’ un grosso problema per gli studenti tedeschi, e l’etichetta di mammoni e’ tutta nostra!

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Gli studenti non devono spendere soldi per i libri, perche’ i professori o forniscono documenti in pdf da leggere online; o fotocopie, perche’ dal momento che l’universita’ ha acquistato i diritti di copyright dei libri, fare fotocopie non e’ illegale come in Italia; oppure si puo’ accedere alla meravigliosa e super fornita biblioteca dell’universita’ e, se neanche questo fosse sufficiente, se lo studente sta cercando un libro in particolare, ma l’universita’ non lo ha, quest’ultima provvede a farselo inviare da un’altra universita’ tedesca, e per 1,50 euro lo studente ricevera’ una copia in pdf del libro…Ah! Ovviamente la biblioteca e’ aperta 7 giorni su 7.

Le nostre biblioteche sono chiuse la maggior parte del tempo e, se non hanno il libro che cerchi, e’ un problema tuo, non certo dell’universita’!

Quello che ho apprezzato fin da subito del blog di Roberta e’ che attraverso i racconti della gente non racconta solo gli aspetti meravigliosi di vivere in questo paese, ma anche le esperienze negative, perche’ e’ vero che “Non e’ oro tutto quel che luccica”: in questi mesi ho conosciuto studenti provenienti da tutto il mondo e, alcuni di loro, sono diventati dei veri amici, persone su cui poter contare sempre, in qualunque momento, ma purtroppo tutti noi studenti stranieri abbiamo avuto grandi difficolta’ ad integrarci con gli studenti tedeschi. Le classi qui sono di massimo una trentina di studenti, ma spesso e volentieri ho assistito a scene in cui viene negato perfino il saluto; persone che ti dicono: “Preferirei lavorare da sola a questo progetto!” e dopo qualche settimana scopri che in realta’ stavano gia’ lavorando con altri, ma tu non eri il benvenuto; colleghi che si siedono davanti a te sul treno, tu cerchi di scambiare due chiacchiere, ma loro neanche ti rispondono, si mettono gli auricolari dell’MP3 nelle orecchie e ti ignorano per tutto il tragitto. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma purtroppo parliamo di eccezioni che confermano la regola.

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Si sente spesso dire che il sistema universitario italiano e’ tra i migliori, perche’ ti “da’ una cultura”, forse e’ vero, ma a lavoro ci verra’ richiesto di risolvere problemi pratici, di mettere in pratica quello che abbiamo studiato e non di ripetere a memoria una teoria di Lazerfeld al cliente di turno. E qui lo sanno bene: a lezione lo studente tedesco non e’ l’essere umano che assorbe come una spugna quello che dice il professore come fosse la sacra scrittura, ma gli insegnanti chiedono spesso l’opinione degli studenti, stimolandone il senso critico, e non ho ancora sentito di un corso che non preveda un progetto pratico.

Studio comunicazione, e’ un campo in continua evoluzione ed esercitare la creativita’ e’ alla base del successo in questo ambiente. Esercitare la creativita’? Si, esercitare la creativita’, perche’ e’ vero che esiste la predisposizione personale, ma senza esercizio, applicazione e sperimentazione anche la creativita’ non va lontano. Proprio durante il corso di “Practical Experience in Digital Media” e’ nato il mio blog “Yours Freddy” con relativo canale Youtube, in cui racconto la mia esperienza Erasmus, la citta’ dove vivo, i nuovi luoghi che visito, insomma la mia vita qui nel Nord della Germania, anche se purtroppo l’Erasmus ha la data di scadenza.

Ad ogni modo, sebbene il mio sogno sia sempre stato quello di vivere all’estero, non ti rendi conto di tutto quello che non vada in Italia finche’ non lo speriementi sulla tua pelle e, devo ammettere che, Germania o Inghilterra, dopo questa esperienza sono ancora piu’ convinta che la mia vita sara’ da europea, dove mi verra’ permesso di realizzarmi come persona, piuttosto che da italiana.

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4 commenti

  1. Grazie Rubina 🙂 Si, sono ancora qui fino alla fine di Agosto e cerchero’ di fare il miglior uso di questo ultimo periodo rimasto.
    Mi fa piacere vedere che l’Erasmus e’ per tutti quelli che decidono di intraprenderlo, un’esperienza che ti rimane dentro per il resto della vita.

  2. Non sai quanto ho ritrovato la mia personale esperienza leggendo le tue parole, Federica. Dall´inizio alla fine – a parte forse per le relazioni con lo studente tedesco medio, con cui io forse ho avuto piú fortuna quando ero a mia volta in Erasmus in un paesino bavarese di 12.000 abitanti.
    In bocca al lupo per il tuo futuro, che sicuramente sará europeo, se non mondiale, dopo quest´esperienza di vita, e qualora fossi ancora in Erasmus, goditelo fino all´ultimo secondo!

  3. Bellissima storia!
    sei una ragazza in gamba e piena di risorse, in bocca al lupo per i tuoi studi e la tua vita da cittadina europea.
    Purtroppo qui in Italia si è rimasti indietro, e gli altri paesi hanno una marcia in più!

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