Il blocco dell’expat #comesuperarlo

Il 2015 è appena iniziato e chissà quante avventure ci aspettano dietro l’angolo. Il bello di questa vita è la continua sorpresa che lascia poco spazio alla noia…certo…sarebbe preferibile che fossero tutte belle sorprese…ma non è possibile! Quindi il primo buon proposito dovrebbe essere quello di fare cose che rendono attive e piacevoli le nostre giornate. Utopia? Forse no, forse basterebbe saltare il muro della paura e correre verso strade nuove!!!

Detto questo vorrei conversare con voi su di un argomento dalle mille ramificazioni. Chi legge le storie di noi expats ci immagina sempre impavidi e alle prese con avventure “fighissime” da vivere! In tanti dicono “… beati voi…potessi essere io al vostro posto”.  Ehm ehm…non è che sia esattamente sempre e proprio così…dal vivo,  vi assicuro,  siamo tutti molto meno impavidi di quel che sembriamo!

Immagine presa da internet
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Giusto per rimanere in tema,  vi annuncio che domani ha inizio il mio nuovo corso (presto ve ne parlerò). Ma non è un corso di lingua per stranieri…stavolta è un corso di formazione professionale per tedeschi. In questo preciso momento il mio Coraggio è andato a fare due passi fuori con Paura. Stanno discutendo animatamente su chi dei due domattina dovrà montare in auto con me accompagnandomi a questo benedetto corso! Io sono certa che, come sempre, saranno presenti entrambi!

Il blocco dell’expat è esattamente il momento in cui credi di esserti lanciato in un’impresa più grande di te. Avete presente quando la notte sognate di voler correre per fuggire (il più delle volte non si sa da chi o da cosa)  ma rimanete sempre fermi? O quando qualcuno fissa terrorizzato un punto dietro di voi e non avete il coraggio di girare la testa per vedere cosa?

Ecco…in questo momento io, per esempio, mi addormenterei puntando la sveglia alle 09.00 invece che alle 05.00 fingendo di non essermi iscritta ad alcun corso…sorseggiando la mia tisana al caldo e scrivendo articoli dalla mia comoda postazione in sala. Invece no!!! Dovrò alzarmi alle 05.00,  accompagnare mio marito a lavoro (il “bello” di avere una sola auto), rientrare e svegliare la bambina per la scuola, portare fuori il cane e poi finalmente dirigermi verso l’ignoto. Dovrò superare la solita ansia da prestazione da parcheggio,  sperare di non scivolare sul marciapiede ghiacciato e nel frattempo disquisire con i pinguini che mi affiancheranno per tutto il tempo. Non bastasse questo dovrò cercare di parlare, nonostante la tensione, un tedesco decente per evitare che gli altri mi prendano in giro! Durata del corso dalle 08.00 alle 15.00. Tutto questo per cinque giorni la settimana e per quasi quattro mesi.

Immagine presa da internet
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Ora…dopo tutto sto papiro…come si supera il blocco dell’expat? Un solo modo…la determinazione!!! Quando il sangue è gelato nelle vene, il cuore è in gola e le gambe, come due piombi, ben salde a terra…in quel preciso momento bisogna prendere fiato e lanciarsi! Comunque vada sarà un successo…comunque vada ci abbiamo provato!

Adesso scusatemi…vado a piangere impavidamente nell’angolino e…ci aggiorniamo…tanto, lo sapete, qualche figuraccia delle mie è già prevista!!!

E tu? Come superi questi momenti? Puoi raccontarlo nei commenti qui sotto… 🙂

10 commenti

  1. Il blocco dell’expat lo supero studiando l’ebraico…per capire meglio Israele, che tanto amo. Per Roberta: mica c’è nulla di male ad avere un accento straniero…visto che gli Inglesi fanno tanto i difficili con l’accento, beh, se li sono sentiti i loro, specie quello scozzese?

  2. E mi ricordi i mal di pancia il giorno prima di una conferenza, la lingua che si imparpaglia ed io che temo di esprimermi con un accento di un qualsiasi dialetto italiano tranne che in un BBC English. Vedo le sopracciglia arcuarsi nello sforzo di comprendere i miei “Hearts will play tippy-tippy-tay
    Tippy-tippy-tay like a gay tarantella”. Solo un incubo, mi sveglio ed invece poi me la cavicchio, e soprattutto loro cercano di andare oltre le inflessioni di una non madrelingua. Thank-you <3

  3. io ce l’ho adesso il blocco dell’expat.. articolo perfetto al momento.. e la vocina che mi dice.. chi te l’ha fatto fare di andare a scuola dove devi sfoggiare un inglese accademico.. con tutti i paroloni difficili.. miiii… ti saluto perchè domani ho da consegnare il tema da 3000 parole sull’archeologia egiziana (vedi l’ora in cui posto no, io la sveglia neppure la metto, vado a diritto…)

  4. Come ti capisco! Il panico che ti assale quando sai che faticherai per ore nel tentare di capire ed esprimerti in una lingua “ostile”. Io alterno momenti di mutismo a goffi tentativi di comunicazione minimale. L’importante è non bloccarsi: in qualche modo se ne viene fuori…

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