Italia, il capolavoro che abbiamo distrutto #Aurora #Danimarca

Spero abbiate trascorso bene il ponte del 1° maggio (per chi ha avuto la possibilità di farlo). Noi torniamo a proporvi una delle storie nate dalla collaborazione con il sito “Donne che emigrano all’estero”. Oggi a raccontarci il suo espatrio è Aurora dalla Danimarca. La ringrazio e le auguro un grosso in bocca al lupo! Roberta

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Benvenuta e grazie per la disponibilità. La prima domanda serve a conoscerti un po’ meglio. Chi è Aurora?

Bella domanda!! Un anno fa sarei riuscita a risponderti subito e di getto, ora devo rifletterci su. Sono nata e cresciuta a Roma per poi trasferirmi in un paesino sul lago Trasimeno, Castiglione del Lago. Sono una mamma, sono una moglie ma non so cosa voglio fare “da grande”. Da quando sono in Danimarca tutto è cambiato, ho 35 anni e in Italia era come se la mia vita fosse arrivata, qui si ha la sensazione di essere eternamente giovani e di poter fare tutto. Per ora studio il danese, e una volta imparato si apriranno tante porte, ancora non so quale sarà quella che varcherò.

IMG_1060Quando è nata in te la voglia di espatriare e perché?

La voglia di espatriare c’è sempre stata, ma sempre con l’idea di far ritorno in patria,  la curiosità di scoprire come si vive in altre parti del mondo mi attirava tantissimo, questa voglia, questo desiderio c’è ancora adesso dentro di me, se potessi farei le valigie e partirei subito per un’altra meta. Però tra la “voglia” e il “coraggio” c’è differenza, un conto è espatriare in esplorazione un conto è espatriare per trasferirsi per sempre. Il coraggio di espatriare è arrivato per forza di cose, in Italia non riuscivamo ad andare avanti, sia io che mio marito disoccupati e due figli da crescere.

Cosa ti ha spinta a scegliere la Danimarca e di cosa ti occupi?

Ho scelto la Danimarca perché “più facile”, mio marito è danese, qui aveva parenti e amici e abbiamo avuto sin da subito delle buone basi su cui partire per costruire la nostra nuova vita. Per ora non mi occupo di nulla in particolar modo, prendo ogni lavoro che mi capita, ma si tratta sempre di piccole cose, senza il danese trovare lavoro in Danimarca non è semplice. 

Parlaci della difficoltà lingua e di quanto sia facile o difficile integrarsi davvero.

La lingua è terribile, non passa giorno che non mi chieda “ma perché non sono andata in Irlanda? In Scozia?”. E’ uno scoglio veramente grande da superare. Grammaticalmente è molto semplice, simile all’inglese ma la pronuncia è un incubo. Sono qui da quasi 7 mesi e quando i danesi parlano riesco a captare solo poche parole, farsi capire è allo stesso tempo dura. Hanno suoni che al loro orecchio sono diversi ma ti assicuro che per il mio orecchio sono identici invece, quindi puntualmente pronuncio una parola diversa da ciò che volevo dire. Riuscire a parlare e capire il danese è essenziale per l’integrazione, tutti capiscono l’inglese, quasi tutti parlano inglese, ma non si può pensare di integrarsi in un paese senza parlare la loro lingua.

Come sono i rapporti con la gente del posto?IMG_1584

I danesi sono persone molto disponibili, gentili, e sempre pronte a farti un sorriso. Sembra davvero che siano sempre felici, non ho mai visto nessuno che fosse arrabbiato o anche solo nervoso. E questo è contagioso, aiuta anche te ad affrontare la giornata con un sorriso. Legare con loro è invece più difficile. Tutti parlano inglese, ma se vuoi stringere un’amicizia, un rapporto che vada un po’ più in là di una semplice conoscenza devi sapere il danese. Non so se sia per pigrizia, per disinteresse, ma fatto sta che non si sforzano di parlare inglese per poterti conoscere. Quindi i rapporti con la gente del posto per i primi tempi sono piuttosto superficiali, spero che con il tempo, quando inizierò a padroneggiare il danese le cose possano cambiare, ma ad ogni modo i primi tempi in Danimarca se non si parla danese si è molto soli. Vedo mio marito, che per la precisione è danese solo per passaporto e per DNA, è cresciuto in Italia, questa è la prima volta anche per lui in Danimarca, ma parla danese, e lui è riuscito a crearsi un giro di amicizie, ha davvero una nuova vita qui, a volte mi sento un po’ un suo accessorio, il portachiavi di mio marito!

Cosa consiglieresti a chi vuole venire a vivere in Danimarca?

La Danimarca è una paese meraviglioso, che ti offre opportunità, un paese dove ti senti tutelato, un paese onesto fatto di gente onesta. Ma è difficile. Come ho detto la lingua è lo scoglio più grande, sia per la vita sociale sia per la ricerca di un lavoro. Lo consiglio quindi a chi è fortemente motivato, a chi è coraggioso, a chi è pronto a mettersi davvero in gioco. E’ un paese dove si deve fare la gavetta, non si deve partire pieni di grandi aspettative, si parte dal basso, ma è un paese che ti permetterà di crescere e migliorarti.

Immagine1Scrivi per il sito DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO…come mai hai deciso di vivere anche quest’esperienza?

Ho iniziato a scrivere per la pagina i primi tempi che ero qui, vedevo così tante cose nuove, la mia testa scoppiava, su ogni cosa che notavo iniziavo a farci sopra tantissimi ragionamenti e considerazioni e mi son detta “perché non raccontarli a qualcuno?”. Così ho chiesto di poter entrare a far parte delle pagina. Mi ha aiutata davvero tanto a sentirmi meno sola.

Domanda di rito…ti manca l’Italia e…torneresti a viverci? Che sentimenti provi nei confronti del nostro Bel Paese?

L’Italia mi manca ogni giorno e ogni momento della giornata. E’ parte di me, sono italiana in ogni fibra del mio essere. Potendo scegliere, si, tornerei a vivere in Italia, mi manca il clima, mi mancano le persone, mi manca il cibo, mi manca l’atmosfera. Ma questa scelta non c’è. L’Italia, anzi chi ha governato il nostro Bel Paese e continua a governarlo mi ha portato nella condizione di dover andar via per poter mettere la cena sul tavolo ai miei figli. Per l’Italia provo rammarico e sensi di colpa, sono dispiaciuta, ho il cuore che sanguina quando penso a quanto la nostra terra poteva darci, la storia, l’arte, mari e montagne, paesaggi mozzafiato, l’Italia ha messo in mano nostra un capolavoro e l’abbiamo distrutto. Mi sento solo di dover chiedere scusa a quel meraviglioso stivale. Verso chi l’ha governata, distruggendola e deturpandola provo un rancore e un odio che non credo avrà mai fine.

Prima di salutarci…c’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti dire?

Posso solo aggiungere in conclusione che nonostante le difficoltà, nonostante la nostalgia di casa, vivere all’estero è un’esperienza che ti cambia dentro, ti arricchisce, è come tornare indietro nel tempo e ripartire da capo.

Questa è la storia di Aurora, cosa ne pensate? Ditelo con un commento! 🙂

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