Quando la mia cara “amica” mi ha dato buca a Capodanno

Avevo intenzione di riprendere a scrivere sul blog dopo le feste, poi però, perseguitata dalla domanda fatale Cosa fate a Capodanno?, mi è tornato in mente un episodio. Voglio parlarvi della volta in cui la mia cara “amica” mi ha dato buca, proprio la notte di Capodanno.

Per raro che sia il vero amore, è meno raro della vera amicizia. (François de La Rochefoucauld)

Come ho accennato nel mio libro, io e Francesca eravamo amiche dai tempi dell’asilo. Sapete quelle bambine che crescono con voi e diventano le “migliori amiche”? Quelle che Siamo come sorelle. Quelle che, quando parti, si strappano i capelli. Ecco, lei era una di quelle. In totale erano due, oggi non ne è rimasta una.

Quando da Catania mi sono trasferita a Milano, la mia super, migliore, quasi sorella, amica Francesca ha versato calde lacrime. Incerta sul come dovere affrontare la vita senza di me, cercava sempre di ostentare, a parole, l’affetto che ci legava. Nei fatti però trapelava qualche pecca. Non si sa come, ma tutte le volte che tornavo in Sicilia lei aveva giusto il tempo per un caffè, o una birretta veloce. Se rimanevo a Catania per un mese, ed ero fortunata, potevo sperare di incontrarla ben due volte. Considerando che abitavamo a pochi minuti di distanza, era un affarone.

Devo ammettere che la cosa mi dava parecchio fastidio, però mi ripetevo che ero stata io a partire, che il fatto che io fossi in ferie non implicava che lo fosse anche lei. Cercavo di crearle alibi per mettere a tacere l’enorme senso di delusione che mi rodeva dentro.

Quando la mia cara “amica” mi ha dato buca a capodanno

Poi arrivò il 2003, vivevo a Milano da parecchio tempo. Quell’anno nacque mia figlia, sarei andata in Sicilia a Natale, insieme all’Iscariota. Chi è l’Iscariota? Troppo lunga da raccontare, troverete le mie disavventure con questo soggetto nel libro che ho pubblicato. Eccolo.

Torniamo a noi. Una volta stabilita la data del viaggio ho avvisato Francesca, la super amica. Era felice, ma così felice che non stava più nella pelle. Oltre che dalla gioia per la mia presenza, questa volta era estasiata perché avrebbe visto la mia bambina. A volte mi chiedo quante caspita di volte siamo rimasti delusi dalle nostre aspettative. La gente, se fa schifo, fa schifo sempre.

Quell’anno arrivai in Sicilia tenendo tra le braccia la cosa più preziosa che avessi, un frugoletto di appena due mesi che profumava di latte e amore. Passammo il Natale in famiglia, per la notte di Capodanno invece mi ero organizzata con Francesca. Per motivi che non troverete qui, ma sempre nel mio libro, alloggiavamo in un B&B e non in casa dei miei genitori. Il contesto però era perfetto per quella nottata tra amici. La piccola avrebbe potuto dormire senza problemi, e noi avevamo a disposizione un grande salone rustico con un bellissimo camino e tanto verde attorno. Era una  serata che avevamo atteso a lungo, doveva essere perfetta. Avevo provveduto a tutto. Piatti e bicchieri di plastica, tovaglioli a tema, bevande, cibo, tv, musica. Era tutto pronto, non restava che prepararsi. L’appuntamento era nel B&B verso le otto di sera, un paio di ore prima ricevo la telefonata di Francesca.

Lei “Ciao Roberta, che fai?”

Io “Mi sto preparando, voi? Siete pronti per la serata?”

Dimenticavo di dirvi che sarebbe venuta con il suo fidanzato.

Lei “Ecco, a proposito di questo, volevo dirti che ho sentito Pinco Palla e mi ha detto che passeranno la notte di Capodanno a casa di Tizio.”

Io “Quindi?”

Lei “Volevo chiederti se ti va di andare. Potremmo unirci a loro.”

Io “Ma io sono con la bambina, lo sai che non posso partecipare a quel tipo di serate. Troppa gente, troppo caos.”

Lei “Dai che ci divertiamo, la bambina dorme.”

Io “A parte che potrebbe non dormire, ma in ogni caso in quella casa fumeranno tutti, non è fattibile.”

Lei “Ma la chiudiamo in una stanza!”

Questa frase fu una pugnalata. Ricordo ancora la mia faccia basita, riflessa nello specchio che avevo di fronte. La bambina aveva due mesi, poteva succedere qualsiasi cosa e io non l’avrei mai sentita.

Io “Guarda Francesca, io non vengo, se proprio ci tenete, andate voi”

Quando la mia cara “amica” mi ha dato buca a capodanno

Logicamente, mi aspettavo questa risposta.

“Ma no, io voglio stare con te, e poi è tutto organizzato. Tanto, gli altri amici, posso vederli quando voglio.”

Invece disse questo.

“Va bene Roberta, però, se cambi idea, fammi sapere. Ci trovate lì.”

E così venni “ammaronata” di brutto dalla mia super, migliore, carissima, emerita, stronza amica. Trascorsi la mezzanotte con i miei genitori. Mi ha fatto piacere, per carità, però ricordo ancora il rumore che facevano le mie palle, girando  senza sosta.

E la tua amica? Vi starete chiedendo.

La mia EX amica ha provato a telefonarmi il pomeriggio del giorno dopo. Non ho risposto, da quel giorno ho messo tra me e lei un punto grosso quanto il bidone che mi ha regalato. Per un po’ di tempo è andata in giro facendo la vittima, dicendo a tutti quelli che ci conoscevano che ero impazzita, che l’avevo trattata male senza motivo. Poi il tempo le ha tolto anche questo piacere. Nel 2009 mi ha contattata tramite Fb, le ho risposto, pensando che gli anni trascorsi avessero guarito quella ferita. In realtà non lo avevano fatto, e non ho mai più avuto la voglia di rivederla.

Quando provi un gran bene verso una persona, la delusione che deriva dal suo comportamento è proporzionata. Più è sincero l’affetto che provi, più grande è l’amarezza.

Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro.

(Elisabeth Kubler-Ross)

Sono sicura che a tanti di voi sarà capitato qualcosa di simile, se vi va, raccontate pure! 😉

4 commenti

  1. Alla faccia dell’amicizia disinteressata. Ma anche tu, privarle così di un grasso banchetto matrimoniale…non si fa… 😉

  2. Per me fu decisivo il mio matrimonio in Scozia. La mia migliore amica e un’altra, che non furono invitate (nessuno era invitato tranne mia madre, mio fratello, e i miei suoceri; ovvio che non potevamo pagare 400 sterline a testa x far viaggiare 50 persone!), nemmeno mi fecero le congratulazioni… né un messaggio sul telefono, né un’email, né una cartolina postale… nulla!
    Chiaramente fecero le vittime (stronze perchè non ne avevano diritto!) ma non mi tolsero la parola perchè pensavano di essere invitate al rinfresco in Italia… io ero inca**ata come una iena e le chiamai di tutti i colori… chiaramente non solo non furono invitate ma ci siamo mai più parlate!!

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