L’attimo prima del salto #expat


Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una. (Confucio)


Non è il nostro primo espatrio, però è la prima volta che ci separiamo per diversi mesi. Ecco la differenza. Un salto in solitaria.

La valigia è quasi pronta, documenti sistemati, ciò che serve comprato, adrenalina presente a fasi alterne, interrotta spesso da lunghi momenti di cristallizzazione. Sì, l’attimo che precede il salto è sempre saturo di emozioni contrastanti, tante, troppe. Sono queste sfumature dell’anima che rendono unica l’esperienza dell’espatrio, sono queste oscillazioni dell’umore che a volte rendono difficile anche muovere un piede per seguire l’altro.

totò

Avrò fatto la scelta giusta? Avevo alternative migliori? La destinazione decisa sarà all’altezza delle mie aspettative? Ce la farò? Ma certo che sì! L’obiettivo è chiaro, la strada da percorrere anche. Nonostante questo è sempre presente quel timore, lo stesso che poi ti dà la carica per correre, correre più velocemente rispetto agli altri e arrivare dritto al traguardo. Stavolta non ci sono scuse, alibi, nostalgie, non c’è posto nel quale tornare, perché è proprio da lì che stiamo andando via, di nuovo.

Per quanto riguarda noi due, stringeremo i denti aspettando con ansia di poterci riabbracciare. Non ci piace stare lontani, siamo abituati a condividere ogni cosa, non per obbligo coniugale ma perché insieme ci completiamo. Dove non arriva uno, arriva l’altro. Amiamo la nostra intesa, ci divertiamo insieme, sappiamo essere amanti, amici e a volte anche nemici. La vita in solitaria ha il suo fascino, ma avere accanto una persona che ti vede bella anche al mattino, quando sembri puffetta travolta da un albero, non ha prezzo.

Immagine presa da internet
Immagine presa da internet

Ci sono canzoni e libri a fare da cornice a questi momenti unici, canzoni per lui, libri per me. C’è un biglietto con il suo nome che ci guarda ogni sera con un ghigno. C’è uno spazzolino nuovo e le calze senza il buco. Ci sono i ricordi del primo espatrio che illuminano il cammino, perché è proprio vero il detto Impara l’arte e mettila da parte! Il nuovo in realtà non è nuovo, è solo diverso, una forma mutata dello stesso concetto. La lingua che in Germania temevamo, ora non ci fa più così paura. Il sentirsi stranieri all’estero è quasi un sollievo, è stato traumatico sentirsi stranieri in casa propria. Che le danze abbiano inizio, si apra il sipario! 🙂

Good luck babbo…


Un grande atteggiamento diventa un grande giorno che diventa un grande mese che diventa un grande anno che diventa una grande vita. (Mandy Hale)


 

4 commenti

  1. Verissimo, la prima volta è pregna di una leggerezza unica…grazie Roberta e sì, Vienna è bellissima… 🙂

  2. Ripartire non è facile, partire la prima volta è più semplice sei più leggero ed ottimista. La seconda volta devono essere più grandi i dubbi e la separazione un’altra sfida, ma le vincerete entrambe. Sono felice che le foto che Ugo manda puntualmente da Vienna siano piene di meraviglia e piacere a scoprire una città bella e speriamo ospitale ed appagante. L’Italia andrà bene per le vacanze. SIGH!

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