La “maledizione” dei bagni tedeschi (sarà perchè non c’è il bidet?)

Vi avevo promesso un articolo sulla mia “infelice” esperienza, durante l’esame di tedesco, nei bagni della scuola. Ho preso tempo perchè non è che io sia poi così convinta di raccontarvela…però…ogni promessa è debito!!!

Avevamo finito la parte scritta del test e stavamo tutti aspettando, nella zona “relax”, il nostro turno per l’orale. La mia attesa sarebbe durata almeno 4 ore…un’agonia praticamente. Eravamo tutti in trepida attesa ed io, per cercare di dare conforto agli altri, fingevo assoluta freddezza e nessun minimo cenno di cedimento.

In realtà me la stavo facendo sotto….

…che avete capito?……………….

……….me la stavo DAVVERO facendo sotto, nel senso letterario, materiale, triste e poco poetico del termine!!!

A rotazione le mie colleghe e i miei colleghi di corso sono andati in bagno ma IO NO!!! Io temporeggiavo…un pò perchè temevo un epilogo poco felice…un pò perchè, forse, avevo sentore della tristezza che mi sarebbe capitata!!!

Immagine presa da internet
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Comunque sono riuscita ad aspettare fino ad un’ora prima del previsto esame, ma ad un certo punto un pensiero (ma che dico pensiero, un incubo) mi è balenato per la testa…“e se mi viene una colica mentre sto parlando con l’esaminatrice???????”…Panico…ho tergiversato ancora qualche minuto per poi prendere l’infausta decisione di andare per togliermi definitivamente questo pensiero.

Ho detto alla mia collega “vado un secondo in bagno”…questo secondo in realtà è sembrato (o lo è stato) un’eternità…almeno 20 minuti. Entro nel bagno delle donne, buio fino ad un secondo prima, non ho fatto in tempo a pensare “dove sarà l’interruttore?” che all’improvviso si è acceso tutto…nemmeno avessi avuto una visione onirica! Ignoro l’area lavandini e mi inoltro nella zona interessata scegliendo l’ultimo bagno in fondo al breve corridoio (credo 5 porte in tutto). Chiudo la mia porta e via con la tanto attesa liberazione!!!!!!!!! Ore di concentrazione, coliche e sudorazioni fredde finalmente giunte alla fine!

Voi direte…e allora? Ve lo dico io e allora…nemmeno il tempo di prendere in mano lo scettro del potere, cioè il rotolo di carta igienica, e la visione onirica svanisce! Si è spento tutto, ma tutto tutto tutto!!! Bagno, corridoio ed antibagno…non si vedeva un tubo!!! Sorvoliamo sul fatto che io, a 36 anni suonati, ho ancora paura del buio. Dopo qualche secondo di perplessità e silenzio mi illumino…vuoi vedere che funziona come in classe durante le lezioni? Ogni tanto la luce si spegne e se non agitiamo tutti allegramente le mani non riparte! Ma si può che devo agitare le mani da sola, in bagno e con le braghe calate? Per quanto assurda sembrava l’unica soluzione.

Immagine presa da internet
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Inizio ad agitare braccia e mani come se stessi salutando un caro parente in partenza con l’ultimo Intercity della serata…ma niente…la luce non si riaccende ed io mi sento ogni secondo più…più….più fantozziana (per rimanere in tema). E mò che faccio??? L’unica magra (issima) consolazione era la minima presenza di persone quel giorno nell’istituto…ero io, il water accanto a me, la porta chiusa, il buio e qualche collega fuori, ben distante dal luogo dello scempio (ed avevano già ottemperato alle necessità fisiologiche).

Improvvisamente un lampo di genio mi balena per la testa…ed ho capito!!! Il sensore non stava dentro il “mio” bagno ma fuori nel corridoio!!! Con una botta di raro coraggio faccio dei passetti corti come quelli di Ciobin (sperando di non inciampare nei pantaloni), cerco a tentoni la porta, la apro ed inizio a riagitare le mani come una matta chiedendomi cosa sarebbe successo se fosse entrato qualcuno in quel momento! Il cielo mi ha voluta graziare, luce fù ed io in un nanosecondo ero già di nuovo chiusa dentro!

Immagine presa da internet
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Finisco di fare quello che stavo facendo (avete capito immagino) e finalmente, sudata e mortificata, riapro la porta per uscire. Ma ovviamente tò…l’unica signora in circolazione nella scuola si materializza nel corridoio…mi guarda e mi dice “Guten Tag”……Guten Tag un paio di ciuffoli!!! E per essere precisi la puzza che sente non è la mia!!!!!!!!!

Avrei concluso qui quest’articolo se non fosse che la “maledizione del bagno” mi ha perseguitata anche ieri. Ero al corso (siamo nella fase cultura e politica) e durante la pausa sono andata a fare una semplicissima “pipì” ( si può scrivere pipì?). Entro, all’ingresso due biondine tedesche molto giovani e quasi dentro una delle famose porte una mia collega. Le faccio una battuta, lei entra ed io entro nella porta accanto. Ma non va a succedere che, mentre LEI fa la pipì, ne sgancia una, ma una di quelle che sembrano una tromba in stato agonizzante ed in fase di metamorfosi verso la fase trombetta.

Un suono che rimbomba nel silenzio, mi si gela il sangue nelle vene mentre sento le due ragazzine uscire dal bagno ridendo come pazze e raccontando a tutti gli amici fuori dell’accaduto. Faccio tutto in fretta, esco ma la mia collega si era già dileguata. Con la perplessità di un bradipo alcolizzato mi dirigo verso la macchinetta del caffè nel corridoio quando vedo correre le ragazzine sentendole sghignazzare con gli altri! Ma che per davvero pensate che sia stata io???????? Io ero nel bagno accanto…inutile dire che, non avendo prove materiali a mio favore, da oggi eviterò il corridoio…

Quindi per favore, se venite in Germania, evitate i bagni!!!

Roberta

 

4 commenti

  1. ahahahah sarei curiosa di sapere chi sta alla regia…cmq non ci si crede…mortificante prima di un esame!!! Per quanto riguarda il bagno dei disabili non mi pare di averne visto uno in quel bagno…spenta la mia luce era notte fonda… 🙁 La prossima volta me la tengo!!! 😉

  2. Ahahah!!!ho riso per mezzora…mi dicono dalla regia che se hai un nuovo caso di colite fulminante e se sei sola soletta scwgli il bagno dei disabili…lo so,è brutto da fare,ma quello è separato dagli altri e puoi gestirtela in autonomia (anche con la ouce che va e viene) 😛

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