Meno 11 al ri-espatrio #Diariodibordo


Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
(Jack Kerouac)


 

Catania 25.02.2016 h18.30

Ci siamo quasi, mancano pochi giorni (esattamente 11) alla partenza. Nel primo espatrio avevamo già la casa, quindi siamo potuti partire tutti insieme. Io, maritino, figlia e cane pazzo al seguito. Stavolta è diverso, il rientro in Italia ci ha fatto bruciare molte (troppe) risorse quindi la strategia deve essere rivista.

Partirà per primo maritino, in solitaria. Io resterò qui con figlia e cane pazzo finché non sarà finita la scuola. Intanto lui avrà il tempo per organizzare con calma il nostro arrivo.

Non abbiamo (come la prima volta) l’ostacolo della lingua, che abbiamo avuto modo di esercitare in Germania per due anni. Gli agganci lavorativi non mancano, ma bisogna trovarsi in loco per essere presi in considerazione. Per quanto riguarda il dormire, abbiamo trovato una condivisione, soluzione ideale per chi inizia a muovere i primi passi in una città nuova.

Immagine presa da internet
Immagine presa da internet

Come ci sentiamo?

Euforici, pieni di entusiasmo ma anche un po’ tristi. Non siamo mai rimasti separati per così tanto tempo, ci piace condividere ogni cosa e questa lontananza è la parte meno piacevole di questo nuovo espatrio. Però sappiamo che è un passo necessario da compiere, fondamentalmente stiamo per espiare il terribile errore di essere rientrati in Italia. Per fortuna la tecnologia corre in nostro aiuto e Skype diventerà un fedele amico. Grazie a maritino expat potrò iniziare presto a raccontarvi Vienna e le risorse che questa città ha da offrire!

In tanti mi chiedono come ha preso questo nuovo cambiamento nostra figlia. Devo dire…bene! Lei si trovava a suo agio in Germania, non voleva rientrare, quindi l’idea di tornare in un contesto simile le permette di affrontare con serenità anche questo cambiamento. Cane expat invece non è molto convinto, ama i suoi spazi e i suoi riferimenti (palline, pupazzetti sonanti, angolini sul divano e giardino), per lui non sarà semplice lasciarli, soprattutto non sarà semplice andare a vivere in un posto che non ha ancora come riferimento le sue puzzine.

Però si sa, nessun grande traguardo è stato raggiunto senza grandi sacrifici…noi siamo pronti (quasi…)…

Raccontate qui, nei commenti, se anche per voi è stata necessaria un’iniziale separazione! 🙂


A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.
(Michel de Montaigne)


6 commenti

  1. La nostra separazione è durata anni, all’incirca tutti i 4 di fidanzamento, ma la nostra situazione era un po’ diversa: attività nuova per lui in Svizzera e un lavoro buono e sicuro per me in Italia, quindi ci siamo andati con I piedi di piombo.
    Ma fortunatamente la Svizzera è vicina quindi riuscivamo a vederci tutti i weekend, a Latina o a Ginevra, anche se a lungo andare è diventato sempre più pesante.
    Un grossissimo in bocca al lupo Ughetti!
    Forza e coraggio (che non vi mancano affatto)!

  2. Benedetto sia l’inventore di Skype! Mi dedicherò a solitarie serate affogate in un barattolo di gelato! 🙂

  3. Sì, anche noi due mesi separati durante trasloco da Scozia a Inghilterra, perché io ero all’uni in Scozia e mio marito già al lavoro in Cumbria. Lui non poteva dire di no per via che avrebbe perso un’occasione d’oro e io non potevo abbandonare il corso a metà perché sennò l’ente scolastico ti rifattura le tasse scolastiche se non termini l’anno o bocci (sono circa 2 mila sterline che lo stato dà gratis ma ci sono condizioni da rispettare!)
    Quindi ti capisco, tra l’altro eravamo sposati da solo 6 mesi quando ci separammo e pesava davvero (fai conto che c’erano 700 km di distanza tra noi quindi molto Skype!! 🙂 )

  4. Ciao Giovanna! Questi passi non sono mai semplici da affrontare. Per assurdo, sapere che qualcuno ci è già passato prima di me, mi fa sentire meno sola! Grazie e in bocca al lupo per tutto anche a voi! 🙂 Roberta

  5. cara Roberta si….il nostro espatrio è iniziato così, con una separazione….la nostra è stata pesante, il nostro ultimo bimbo era nato solo da dieci giorni….il lavoro attendeva mio marito e non potevamo rinunciare a quell’ opportunità per dilazionare la sua partenza…sono stati due mesi duri considerando che per il discorso casa abbiamo dovuto digerire parecchi no…in germania fanno difficoltà ad affittarti casa se ti porti dietro 3 bambini…per fortuna una cugina di mio marito ci ha proposto di ospitarci per un pò sennò i mesi sarebbero diventati 4…..in bocca al lupo per tutto!!!!ciaooo

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