Non c’è un posto dove vorrei essere e non c’è un posto dove non andrei…

Sono rientrata in Germania da un paio di giorni e devo ancora capire che sensazioni ho provato tornando in Italia (a Catania esattamente) dopo un anno di assenza…e che sensazioni provo adesso…di nuovo in Germania. Sono emozioni discordanti tra loro…una full immersion più nel passato che nel presente.

Il primo impatto è stato di caos totale! In Germania vivo in un paese tranquillo (a volte troppo tranquillo) dove ognuno sta al suo posto, sempre, che si tratti di parcheggiare un’auto o di ordinare una pizza in un locale (si disfano dopo la decima birra). Avevo quasi dimenticato quanto caotici riusciamo ad essere noi italiani…nella fattispecie noi siciliani!

Regola numero uno…mai fermarsi al semaforo pedonale rosso se il pedone è già passato, poco importa che magari ne stia arrivando un altro, intanto si passa…senza aspettare il verde. Le strisce pedonali credono siano state messe come decorazione del manto stradale. Il parcheggiatore abusivo è un’istituzione…intoccabile!!! Che poi la fogna trovi sfogo in una delle zone turistiche più belle che abbiamo (la Riviera dei Ciclopi)…beh…fa rabbrividire tutti ma nessuno può fare niente.

Questo (e tanto altro) ha mandato il mio cervello in pappa come quello di un criceto in stato vegetativo!!!

Poi però c’è la famiglia. Un anno è lungo senza vederla…esageratamente lungo…

Riabbracci il nonno che ha la veneranda età di 96 anni e al momento di ripartire piangi come un bambino perché non sai se avrai la possibilità di stringerlo ancora. Ritrovi i tuoi genitori che più invecchi più ti somigliano (o meglio…tu somigli a loro). Riascolti dal vivo (non su Skype) la voce dell’adorata zia che ti ha tirato fuori dai guai almeno un milione di volte…e non si stanca ancora di farlo. Finalmente puoi specchiarti nel volto di tua sorella pensando…potevamo farne di casino insieme!!! Stringi forte la tua nipotina (due anni) sentendo al petto una fitta che ti dice “non la stai vedendo crescere”…e guardi con tenerezza tuo cognato (suo padre) che la vede crescere anche per te…

E poi gli amici…vorresti incontrarli tutti ma 12 giorni non bastano…e allora qualcuno lo senti…qualcuno lo incontri dopo anni ed anni (granita e tante storie da raccontare), ritornando indietro a quando avevate ancora 10 anni e tutto sembrava possibile…altri li ritrovi ogni anno…sapendo che…sono lì…

Ti accorgi anche di quanto ti sia mancato il calore di noi italiani…la passione tangibile che mettiamo nel fare le cose…anche quelle che non andrebbero fatte. A volte troppa…a volte preferisco la calma e la compostezza che hanno i tedeschi.

Quindi…tirando le somme…cosa provo adesso? Non lo so…o forse si…

Ho la netta sensazione di non appartenere più a nessun posto…di avere estirpato le mie radici trapiantandole in cima al mondo. Non c’è un posto dove vorrei essere e non c’è un posto dove non andrei…

Sento di appartenere a questa terra…senza limiti né vincoli…rimpiango solo il fatto di non poter condividere con tutte le persone che amo le meravigliose esperienze che ogni giorno vivo…posso solo scriverle qui…sperando che…in piccola parte…loro le leggano e siano con me…

Roberta

2 commenti

  1. Ciao Maria! Beh anche io ho una figlia ed è dura in entrambi i casi. Se resti in Italia hai paura di negarle opportunità che all’estero troverebbe. Quando sei all’estero provi il sentimento che hai descritto tu…le neghi una famiglia, la propria famiglia. Mi sa che tra i due mali bisogna scegliere il minore…un bacio…e complimenti per il tuo gruppo, molto utile…Roberta

  2. Cara ti capisco perfettamente! E finché sei sola questo sentimento e’ anche bello, la cosa si da dura quando hai tu dei figli a cui neghi(perché di questo si tratta) di crescere vicino ai nonni, zii e cugini, costringendolo a cercare dei legami tra amici/insegnanti che hanno invece i loro cari li vicino! E’ inevitabile il senso di colpa, almeno per noi genitori.

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