I tedeschi ed il loro senso civico

Il senso civico che a noi manca.

Mentre sono ad aspettare mio marito vi descrivo un paio di lati decisamente positivi sulla Germania.

Il senso civico che hanno i tedeschi è una cosa meravigliosa! I primi giorni qui non ci potevo credere!

Hanno un grandissimo rispetto verso il prossimo e verso ciò che è pubblico! Quello che è di tutti va curato più delle cose che appartengono solo a noi.

Il senso della comunità è ancora molto vivo. Quando ci siamo trasferiti qui ho ricevuto dai vicini di casa montagne di piatti e bicchieri. Qualcuno mi ha anche offerto in regalo un armadio! 🙂

Il postino lascia i pacchi davanti alla porta se non ti trova, tanto nessuno si sognerà mai di toccarli!

Ogni tanto qualcuno suona alla mia porta e mi lascia dei regalini per la bimba. Penne,  colori e varie.

Ovviamente potete immaginare come funziona qui la raccolta differenziata…alla perfezione! Anche se poi ho riscontrato un altro problema, che ho raccontato in questo articolo>>> Clicca qui.

Non fumate lontano dalle aree adibite perché sicuramente troverete il cittadino di turno che vi rimprovererà. Evitate anche di buttare le sigarette a terra, nonostante ci siano molti tedeschi che lo fanno. Ricordate che con voi le autorità non avranno pietà.

Vi racconto questa. Sfilata di Carnevale, folla accalcata ai lati per permettere il passaggio dei carri. Uno però era più grosso degli altri e dovevo arretrare (o farmi schiacciare). Ma dove? Così metto i piedi dentro l’aiuola! Non l’avessi mai fatto! Una signora, nonostante il delirio, per poco non mi uccideva! Avevo calpestato un fiore!

Loro poi non si sono risparmiati vuoti di bottiglie in quell’aiuola ma… quando di tratta di birra tutto è concesso!

Se avessimo la metà del loro senso civico il nostro sarebbe sicuramente un Paese più vivibile, sarebbe davvero un Bel Paese insomma.

I tedeschi ed il loro senso civico
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Altweiberfastnacht (il Carnevale delle donne)

Scrivo questo breve articolo perchè oggi (giovedi 27 febbraio 2014) per la Germania della zona del Reno non è solo Carnevale…oggi è die Altweiberfastnacht, cioè il Carnevale delle donne. Potete incontrare andando in giro signore di tutte le età intente a bere, ballare e festeggiare!!! Per chi oggi invece si trova a lavoro la tradizione prevede che gli uomini indossino la cravatta che verrà tagliata dalle colleghe! In mancanza di cravatta verranno tagliati i lacci delle scarpe! In mancanza di lacci…non chiedetemelo… non lo so…Se vi trovate da queste parti in questo giorno dell’anno dovete essere pronti psicologicamente a vedere ogni tipo di scena! Sconsigliato ai deboli di cuore! Per quanto riguarda i mariti di queste allegre signore…beh…ovviamente non chiederanno mai alla moglie o fidanzata cosa ha fatto di bello…meglio non sapere! Viele Spaß (è un augurio di molto divertimento)!!!

Immagine presa da internet
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Sport estremo in Germania: andare in auto

La prima volta che abbiamo messo piede in Germania siamo atterrati all’aeroporto di Frankfurt Hahn. Ovviamente eravamo senza auto quindi i nostri parenti tedeschi sono venuti a prenderci.

È stata già un’impresa titanica montare in auto perchè nostra figlia non voleva usare il seggiolino. A quasi nove anni in Italia ne faceva a meno ma qui le cose erano due. O lei metteva il suo bel fondoschiena su quell’affare o loro non sarebbero mai partiti. Dopo aver rischiato di passare la notte in quel bellissimo parcheggio multilivello fortunatamente siamo riusciti nell’impresa e il nostro viaggio verso casa ha avuto inizio.

Un paio di parole scambiate a fatica perchè il nostro tedesco era alquanto insufficiente. Uno sguardo fuori dal finestrino ma era buio e potevamo vedere solo il nostro naso riflesso nel vetro. Quindi non restava che guardare avanti. L’accellerazione è arrivata improvvisa e inaspettata! Cento, centocinquanta, duecento, duecentotrenta… duecentoquaranta…sentivo il sangue gelarsi, anzi peggio, fermarsi nelle vene. A fatica e lottando contro la forza accelleratrice ho girato la testa per cercare lo sguardo di mio marito. Era spiattellato contro il sedile, giallo in viso e con la maniglia tra le mani che per poco non si staccava per la troppa energia con cui la teneva!

La bambina, sicuramente per incoscienza dovuta all’età, era l’unica che se la rideva divertita! L’accellerazione è stata rapida ad arrivare ma anche a sparire. Pochi minuti dopo infatti un’inchiodata pazzesca!!! Ho avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con il sedile anteriore e la cintura di sicurezza, vista la mia deludente altezza, ha provato a strozzarmi! Inutile dirvi di mio marito. Era lì ad amoreggiare ancora con la maniglia ed avevo la sensazione che volesse vomitare!

Tre ore di viaggio così! Una sola parentesi nel mezzo quando, nonostante il navigatore, ci siamo persi tra le campagne finendo in mezzo ad una decina di mucche che dormivano. Avranno pensato che eravamo pazzi. Beh…non erano le uniche ad avere quel dubbio.

In quell’occasione arrivammo sani e salvi a casa e solo oggi capisco il perchè di quella apparente follia. Qui in Germania le autostrade non hanno limiti di velocità e questo spiega l’accellerazione. Ci sono dei tratti però in cui compare il cartello con il limite. I limiti in Germania vanno assolutamente rispettati. E questo spiega invece l’inchiodata. La strada che percorro io la mattina per esempio ha dei tratti con il limite di settanta, dei tratti senza limite (e in questo caso mi metto nella corsia di destra perchè la mia utilitaria non ce la può fare) e dei tratti invece che oscillano tra i cinquanta o addirittura trenta in prossimità di scuole.

I tedeschi tendono a seguire alla lettera le indicazioni di questi cartelli quindi dove non c’è limite schizzano via e se dopo pochi metri c’è il cartello limite settanta inchiodano. Quindi se vi trovate a guidare in Germania mi raccomando, rispettate la distanza di sicurezza, mettete la freccia per uscire dalle rotonde e rispettate i limiti di velocità. Ci sono parecchi controlli e sono molto severi! Inoltre non fate a meno del navigatore perchè se sbagliate traversa quasi sicuramente vi ritroverete a salutare le caprette insieme ad Heidi.

Se invece non guidate voi vi consiglio per le prime volte un forte tranquillante da assumere prima e del malox da prendere dopo!!! Buon viaggio!!!

Immagine presa da internet
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Chi sono…

Chi sono? Una domanda che mi pongo spesso, la verità è che non lo so nemmeno io.

Io

Mi chiamo Roberta, appartengo alla classe 1978, per alcuni sono ancora giovane, per altri troppo avanti con l’età, forse perché (come in ogni cosa) è solo questione di punti di vista! Appassionata di fotografia non perdo occasione per immortalare qualcosa o qualcuno.

Per dieci lunghi anni ho vissuto lontano dalla Sicilia, a Milano, una città che mi ha regalato e allo stesso tempo tolto tantissimo. Si può dire che è stato il mio primo vero “espatrio”! Troverete diverse disavventure nel mio libro “Eppure, me l’avevano detto”, disponibile in tutti gli store online. Ho provato a raccontarvi i vari incontri che, nel bene e nel male, hanno cambiato il percorso della mia vita.

Sono poi rientrata nell’Isola, per circa tre anni, ma la voglia di evadere da certi contesti era ancora forte, motivo per cui ho rifatto le valigie con destinazione Toscana. Dopo tre anni di ottimo vino e chianina però ho deciso di azzardare, percorrendo verso nord una quantità di chilometri sufficienti a farmi sentire in salvo, abbastanza lontana dall’Italia.

Il mio paese mi aveva delusa, amareggiata, sconfortata, volevo vivere il più lontano possibile da quel pessimismo cosmico. La Germania mi sembrava il giusto compromesso.

Se potessi tornare indietro cambierei sicuramente meta, però consiglio a tutti di provare l’esperienza estera perché, a prescindere dal rimanere o meno, ogni cosa assume un colore diverso. Lì, in quei due anni di vita teutonica, nasce il mio blog e la pagina Fb “Se anche il ragionier Ugo espatria”, la rappresentazione perfetta di un italiano medio che, senza referenze da guinnes, parte e si mette alla prova.

Piazzetta

Oggi il ragionier Ugo è un contenitore di esperienze, provenienti da ogni parte del mondo. Mi piace dire che è una piccola finestra sul mondo. Per quanto riguarda me, sono di nuovo in partenza, direzione Vienna!

Che dire…buon viaggio!!!

Roberta

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Tutti pazzi per YouTube!

Immagine presa da internet
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Una delle prime cose che noi italiani facciamo appena arrivati in Germania è andare su internet, aprire YouTube, e cercare i video dei nostri cantanti preferiti. Basterà poco per capire che non sempre è possibile. La frase che leggete nella foto sarà inizialmente il vostro peggiore incubo (oltre la mancanza del bidet ovviamente).

Dovete sapere che con il passare del tempo inizierete ad apprezzare gli usi e costumi del posto in cui avete scelto di vivere ma i primi periodi saranno dedicati per il 90% delle volte a veri e propri riti nostalgici. Ascolterete musica tipica, ma proprio tipica tipica italiana, musica che gli italiani nemmeno si ricordano più sia stata mai scritta! Arriverete persino ad emozionarvi vedendo Albano ospite di un programma tedesco (tranquilli questo malanno non è permanente).

Quando alla radio tedesca passeranno per la prima volta Eros Ramazzotti la vostra faccia assumerà l’espressione che caratterizza chi ha appena visto la Madonna! A prescindere se in Italia lo ascoltavate o no, adesso siete in Germania ed è una grande emozione!

Su internet leggerete poi del gran successo che sta avendo il nuovo videoclip del vostro artista preferito, bisogna correre a vederlo…nooo…….bisogna lasciar correre il pc giù dalla finestra perchè il video, in Germania, non è disponibile!!!

Immagine presa da internet
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Ogni video ufficiale viene bloccato e spesso troverete solo versioni improponibili, come canzoni di Lucio Dalla cantate da Piero il postino contornate da foto rotanti della sua altrettanto improponibile amata!!!

Potete provare con ProxTube. È un’estensione (su internet trovate tutte le informazioni su come funziona) che dovrebbe permettervi di visualizzare i video senza blocchi. Ma leggendo un pò di commenti in giro ho notato che non sempre funziona. Io sinceramente, almeno per ora, ho abbandonato l’idea di vedere i video ufficiali.

Anzi, devo dire che sto iniziando ad apprezzare qualche loro canzone, anche se, la mattina in auto…andando al corso…io devo cantare a squarciagola e in tedesco non mi viene!!! 🙂

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Toglietemi tutto ma non il BIDET!!!

Questa sezione nasce per puro spirito di sopravvivenza. Ci sono diverse cose che non pensi ti mancheranno espatriando. Una di queste, mi sento di posizionarla ai primi posti, è il bidet.

I primi giorni in Germania solitamente non presti attenzione a questo “piccolo particolare”. Sei totalmente assorbito dalla nuova vita, il 90% delle volte ospite di qualcuno o cliente di un modico Ostello. Ti adatti a quello che trovi non ponendoti troppe domande.  Man mano il tempo passa e la tua nuova vita prende forma. Un bel giorno ti ritrovi, come tutte le mattine, seduto sul tuo trono con una rivista o il cellulare in mano o meglio ancora a leggere per la decima volta la composizione, in tre lingue, dello shampoo. Ed è in quel momento che un pensiero, uno dei più agghiaccianti, ti attraversa la mente. “Ma il bidet dov’è”? *-*

Subito la prima risposta che ti dai è questa… sarà che non ce l’hanno qui.

Da quel giorno in poi il tuo chiodo fisso diventa uno, visitare più bagni che puoi per accertarti che, ovviamente, ci sia il bidet. Casa dopo casa, bagno dopo bagno, le tue speranze si spengono e prende vita una certezza… in Germania non usano il bidet.

Tranne qualche raro caso in cui lo trovi incorporato nel wc (vedi foto),  per lo più non esiste. E va bene che loro, tutte le mattine, fanno la doccia ma immaginate il mio disagio iniziale… e non solo iniziale.

Scena tipo>>>Vai in bagno, poi ti lavi, poi ti vesti e sei pronto per uscire quando l’ultimo sorso di caffè ti è fatale. In preda a coliche e sudorazioni fredde corri in bagno, stavolta non leggi la composizione dello shampoo perchè hai fretta, ti pulisci e…….. non c’è il bidet!

Quindi le scelte sono tre.

1) Ti rispogli e ti infili nuovamente sotto la doccia.

2) Usi come meglio puoi le salviettine umidificate sperando di non averle fatte seccare dimenticando l’apri e chiudi aperto.

3) Non fai niente. Ti rivesti ed esci, tanto nessuno sa che non hai fatto il bidet.

Lascio immaginare a voi quanto l’assenza di questo oggetto sia problematica per la donna quella settimana al mese.

Informazione di servizio >>> I piccoli asciugamani che trovate nei bagni tedeschi, come avrete intuito, non sono utilizzati per asciugare lì dove non batte mai il sole. Sono da viso. I tedeschi adorano anche bagnarli e adagiarli sul volto durante un bagno caldo.

Io ragazzi vi ho avvisati…

 

 

 

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Come ‘azz li porti sti capelli…?!

Chi di voi, vivendo all’estero, non ha mai avuto un incontro ravvicinato con un parrucchiere indigeno?

Inizialmente ho pensato che il problema fosse mio. La prima volta che una parrucchiera tedesca ha messo le mani sui miei capelli sono uscita dal negozio perplessa. Sì, potevano andare ma avevano quel non so che di donna in stato avanzato di decomposizione! Meglio cambiare.

Così il mese dopo mi sono lanciata decisa su un parrucchiere più figo che sicuramente sarebbe stato in grado di dare un aspetto fashion ai miei capelli!

Oh yeah!!! Sono uscita dal negozio che a confronto Elvis, potendo rinascere, si inchinerebbe per tanto splendore. Un ciuffo che sembrava sopravvissuto per miracolo ad una tromba d’aria. Basette stile “scusa mi è partita la lametta”.

Sono arrivata velocemente a casa e, appena mi hanno vista, la faccia è stata come quella di un uomo che vede arrivarsi in testa un meteorite!

No…non ci siamo. Non avevo voglia di cambiare ancora quindi ho iniziato a documentarmi. Forse è un problema della zona in cui vivo. Magari nelle grandi città il risultato è migliore. No, a quanto pare qui in Germania i parrucchieri hanno fatto pratica tosando pecore.

Solitamente i risultati sono due. O effetto ciotola per bagnare i biscotti nel latte o effetto casco di banane. Il mio taglio era un effetto numero tre. Indefinito e in fase sperimentale!

Non mi resta che insistere con il mio parrucchiere e provare a fargli capire pian piano che, quando esco dal negozio, la gente non deve dirmi “Come ‘azz li porti sti capelli…?!

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Se non mangi la zuppa muori!

Vivendo in Germania ci si può imbattere in vecchi libri di storie per bambini. È quello che è successo a me. Sfogliando le pagine ho notato che il modo di affrontare certi discorsi è decisamente più “crudo”.

Ogni azione ha una conseguenza ed è un concetto che i tedeschi tendono a marcare, anche se si tratta di farlo con bambini. Può piacere o meno. Al momento non so decidere se sia meglio La Bella Addormentata nel Bosco o questa storia che mi accingo a raccontarvi.

Ne ho presa una tra le tante, sarò breve e sintetica. È la storia di un bambino che non voleva mangiare la zuppa. Fin qui niente di strano, direte. La maggior parte dei bambini non vuole mangiare verdure. È vero, ma aspettate di sentire come finisce.

Ogni giorno la povera creatura diventa sempre più magra e alla fine muore. La foto che conclude la storia immortala una tomba con una croce con il nome del bambino e la zuppa accanto.

Non c’è un’alternativa, non gli hanno proposto una bella fetta di manzo con le patatine fritte, nessuno ha preparato per lui una bella lasagna al forno. Non ha voluto la zuppa ed è morto. Punto.

A voi l’ardua sentenza!IMG_20140213_180458

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