Paola dalla Svezia: le tante sfumature di un espatrio

Bentornati con un altro appuntamento bisettimanale nato dalla collaborazione con il sito web DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO. Oggi abbiamo con noi Paola dalla Svezia che ci spiega cos’è secondo lei un espatrio e che sensazioni ci regala…in che modo ci cambia per sempre. La ringrazio e le lascio la parola. Roberta

Ciao a tutti, sono Paola e vivo in Svezia da 14 anni.

Queste che scrivo sono mie riflessioni sul perché della pagina Donne che emigrano all’estero di cui faccio parte. Rimando la mia storia personale alla prossima occasione.

Emigrare

Se guardiamo sul vocabolario alla voce EMIGRARE troviamo “Lasciare il territorio di origine, per andare a vivere, temporaneamente o stabilmente, altrove”.

É sempre una necessitá che ci spinge a lasciare il NOSTRO paese, sia pure soltanto la necessitá di rispondere ad una curiositá che crea un vuoto dentro di noi. Emigrare é entusiasmo, desiderio, volontá di fare di piú, di andare oltre, ma é anche sacrificio. Chiunque abbia affrontato questa esperienza lo sa, il sacrificio é grande. Lasciare qualcosa di conosciuto per un qualcosa di in gran parte sconosciuto. Lasciare il conforto dell’ambiente famiglia-amici-lingua per l’avventura. Nuove persone, possibili ma anche difficili amicizie, ostacoli da superare, cose da scoprire e fare proprie e una nuova lingua che spesso fai fatica a capire. Quando finalmente comunichi con quella nuova lingua arriva il momento piú difficile di iniziare a capire veramente la gente del posto e la loro cultura. Perchè purtroppo, ad eccezione forse del grosso melting pot Stati Uniti, non è sufficiente imparare la lingua di un paese per sentirsi integrati in una società straniera.

“Perché appartenere attivamente al gruppo Donne che emigrano all estero?”

Il sito web Donne che emigrano all’estero sta compiendo un grosso lavoro con la collaborazione di molte donne che vivono in giro per il mondo. Noi donne emigrate ci confrontiamo e parliamo nella nostra lingua al resto del mondo in Italia e fuori raccontando la nostra storia, parlando della condizione di emigrate, del paese che ci ospita e della cultura che ci circonda, delle difficoltà incontrate, delle singolarità e delle bellezze della nostra vita quotidiana.

Da parte mia sento che quello che c’é tra me e il paese che mi ospita da tanti anni, la Svezia, può essere raccontato in brevi episodi e può dare a molte persone una dimensione più reale ai loro sogni di fuga dall’Italia.

L’altro aspetto, magari più banale ma non meno importante, è che questa pagina ci fa sentire appartenenti ad un gruppo familiare. Spesso vivendo all’estero si perde in parte la propria identità e non si riesce ad acquistare del tutto quella del paese. Viviamo spesso costruendo intorno a noi una realtà nuova per fusione di esperienze culturali e di vita diverse. Ci adattiamo ad abitudini anche molto diverse da quelle del nostro paese di origine e accettiamo compromessi per essere “accettati” e non “discriminati”. Quando si é stanchi, arrabbiati, felici, delusi, depressi, demotivati, entusiasti… c’é un gruppo di donne come te che legge volentieri e con affetto le tue parole, i tuoi racconti, le tue riflessioni e in gran parte le condivide.

 Ma cosa vuol dire emigrare per una donna?

Spesso la condizione di donna é di per sè più difficile, le relazioni all’interno della società meno ovvie, con un ruolo in molti paesi meno emancipato. Di conseguenza emigrare per una donna può significare spesso un problema di integrazione più accentuato.

Ogni donna peró ha più risorse di quante pensi.

Io credo molto nel genere femminile, pur non essendo assolutamente femminista. Uomo e donna, una realtà biologica li posiziona in due ruoli diversi all’interno della societá, ma la donna, per una serie di ragioni, sono convinta abbia una marcia in più.

 Infine: Chi sono? Cosa ci faccio qui?  Quale sarà il mio futuro? Dove voglio trascorrere la mia vecchiaia?

Sono le domande che prima o poi ognuna di noi si pone.

Avete visto il film “La grande bellezza”? La vita, una ricerca, una ricerca a volte forzata e frenetica, e poi…alla fine é la vecchiaia e la ricerca delle radici…il richiamo alle origini, da dove siamo venuti.

Arriviamo dunque all’ultima domanda: Tornerei in Italia?

La mia risposta è SI. Sono certa che in tal caso tenterei con tutte le mie forze di vivere la Mia Vita italiana con quelle abitudini e quello stile che ho conosciuto e accolto vivendo in Svezia. So per certo che questo mi potrebbe portare ad entrare in conflitto con il sistema Italia e con molti connazionali. Sarei considerata per molti aspetti una straniera nel mio paese. Questo perché vivere all’estero ci fa cambiare. Ci fa capire che non esiste il popolo perfetto, che c’é sempre da imparare. Ci insegna a pensare in maniera piú flessibile, ad essere tolleranti verso il diverso e verso lo straniero. Ci fa pensare infine guardando il nostro paese quale grande bellezza possiede e con quale semplicità questa bellezza viene imbruttita al punto tale che molti italiani non la vedono o non la vogliono vedere più.

E’ un paradosso, ma forse é piú facile dimenticare le proprie radici per gli italiani che vivono in Italia che per quelli che sono all’ estero.

Si può pensare che la storia e le tradizioni degli italiani acquistino spessore nel tempo anche grazie al contributo di coloro che con il loro sacrificio di espatriati hanno portato sempre con sé quelle origini lontane continuando a restarne abbarbicati e a considerarle “la grande bellezza”. Ed é quasi piú bello raccontare il proprio paese dalla prospettiva dell’emigrato.

5 commenti

  1. Lo stesso è successo a noi quindi non possiamo che condividere questo bellissimo pensiero… 🙂

  2. Bel post! Sono d’accordo anch’io che spesso chi sta all’estero scopre di essere più unito che mai a quelle radici lasciate in patria e cerca di valorizzarle con più cura di chi non ha mai lasciato l’Italia.

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