Quello che Vienna non sa


La più grande scoperta della mia generazione è che l’uomo può cambiare la propria vita semplicemente cambiando il proprio atteggiamento mentale.
(William James)


Quello che Vienna non sa è che sono già trascorsi 52 giorni da quando il babbo è partito per raggiungerla. Lo ha visto arrivare con una valigia carica di abiti e sogni, ammirare la sua eleganza, stupirsi per la sua grandezza, smarrirsi negli sguardi di sconosciuti, che sarebbero diventati man mano sempre più familiari. Lo ha osservato da una finestra mentre trovava tra due magliette la foto che gli ho nascosto, per ricordargli che noi siamo sempre accanto a lui anche se distanti. Gli ha fatto compagnia durante le notti insonni, piene di pensieri da mettere in ordine. Lo ha visto masticare chilometri alla ricerca di un lavoro, sbrigare pratiche burocratiche con una buona padronanza del tedesco, trovare un’occupazione e iniziare l’andirivieni quotidiano che regala una confortevole routine.

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Quello che Vienna non sa è che non è il nostro primo espatrio, che abbiamo già provato queste sensazioni e che la consapevolezza della seconda volta rende la situazione meno romantica. Non sa che nonostante la paura lo abbiamo fatto lo stesso, non sa nemmeno che abbiamo imparato a riconoscere questa paura, che adesso non ci spaventa quasi più.

Quello che Vienna non sa è che stavolta siamo preparati alle facce fredde, ai sorrisi stentati, agli atteggiamenti diffidenti, agli italiani all’estero che ti aspettano in tenuta da guerra, al cibo buono che non trovi e al clima che fa i capricci. Non sa che abbiamo già scoperto le trappole seminate in strada da una lingua che non è la nostra, che abbiamo trovato percorsi alternativi e che l’importante è capire e farsi capire.


Chi pondera a lungo prima di fare un passo passerà la sua vita su una gamba sola.
(Anthony De Mello)


Quello che Vienna non sa è che abbiamo già navigato sul veliero della nostalgia, facendoci traghettare in una valle di rassegnazione priva di ogni prospettiva. Non sa che quel viaggio ci ha regalato una tenacia inesauribile, non sa nemmeno che non siamo più intenzionati a riprendere quella nave.

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Quello che Vienna non sa è che nessuno degli ostacoli seminati nel cammino potrà farci desistere stavolta. Siamo pronti e aperti a tutto e a tutti. Ci saranno visi di ogni colore, accenti che indicheranno le più svariate provenienze, amici che prepareranno per noi i cibi più strani, altri che indosseranno i colori più improbabili da abbinare. Alcuni si perderanno per strada, altri rimarranno annoverati tra le persone che hanno colorato e dato un senso in più alla nostra vita. Ci saranno persone delle quali avremo bisogno oggi, e altre che avranno bisogno di noi domani. Sarà come rinascere, con lo stesso timore misto a curiosità che può avere un bambino che si approccia per la prima volta al mondo.

Quello che Vienna non sa è che la amo già, perché ci ha regalato una nuova prospettiva…


 La vita di una persona consiste in un insieme di avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme.
(Italo Calvino)


4 commenti

  1. Mi piace molto la frase di Anthony de Mello. A volte attendere il momento giusto condanna all’attesa perenne.
    Voi avete fatto una scelta, già consapevoli in parte di ciò a cui andavate incontro. Anche se sapete bene che ogni città, ogni posto è diverso dall’altro.
    E quindi in bocca al lupo per l’esperienza viennese.

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