Ricci e Capricci amburghesi! Bianca dalla Germania si racconta…

Oggi abbiamo il piacere di leggere la storia di Bianca da Amburgo che cura il blog Ogni Riccio Un Capriccio! Vediamo che impressioni ha riguardo questa bellissima città della Germania. La ringrazio per quest’intervista e le lascio la parola. Roberta

Salve a tutti voi lettori di “A saperlo prima” e grazie per questa intervista.

In realtà, non è la prima per me. Mi viene spesso chiesto di raccontare la mia esperienza di expat. Dietro questa mia scelta, c’era l’entusiasmo di imbarcarsi in una nuova avventura e la voglia di scoprire cose nuove. Non ho scelto io Amburgo. Prima di trasferirmi, non avrei mai pensato di emigrare all’estero. E quando poi mi sono trasferita, non immaginavo di rimanerci…all’estero. Il destino ha, comunque, scelto per me. Nessun piano. Sono nata e cresciuta a Napoli, dove ho studiato comunicazione e marketing. Lavoravo per finanziare i miei studi. Un giorno il mio attuale marito, all’epoca il mio fidanzato, ha ricevuto un’offerta di lavoro. Sapevo che rappresentava per lui un importante avanzamento nella sua carriera professionale, per cui l’ho sostenuto sin dall’inizio nella sua scelta di cambiamento. Non ho avuto paura né dubbi. Lo avrei seguito ovunque. E così è stato. Amburgo non sapevo nemmeno dove fosse. Non esistevano gruppi virtuali di espatriati, come quelli che adesso affollano il web e i social media, da cui trarre spunti e informazioni. 7 anni fa ad Amburgo era raro sentir parlare la mia lingua alla fermata del bus o al supermercato. Oggi, ovunque io mi volti, incontro connazionali del sud come del nord. Dopo alcune valutazioni, abbiamo deciso di accettare quell’offerta. Ho raggiunto mio marito un anno dopo, non appena conseguito la laurea.

La prima cosa che ho fatto, è stato ritornare tra i banchi di scuola per imparare il tedesco, mai studiato prima. Sapevo solo dire “Eins, zwei, polizei…drei, vier Grenadier” (chi non conosceva, d’altronde, la famosa canzone dei Mo-Do negli anni ’90). Da quel momento, non è passato molto tempo per il mio primo impiego, che ho cambiato, poi, per un altro, più attinente al mio titolo e ambito di studi. Dopo 5 anni di vita amburghese, parlo fluentemente il tedesco e non ho difficoltà ad interagire con i madrelingua. Gli errori ci sono sempre, l’apprendimento è un processo continuo, ma chi ben inizia, è a metà dell’opera! Nel mio settore la lingua è fondamentale. In altri, però, come in quello tecnico-scientifico, invece, è sufficiente l’inglese, lingua molto parlata dai giovani e meno giovani. Ciò non toglie, che resta fondamentale, a mio avviso, imparare la lingua di chi ti ospita, per integrarsi meglio. Oltre che per il lavoro, è importante anche per la vita sociale. In ogni caso, imparare una nuova lingua è un’opportunità da cogliere, sempre, qualsiasi essa sia. E’ sicuramente una lingua non semplice, ma impararla non è impossibile. E’ schematica, ma una volta compresa la sua logica è molto più semplice di quanto si pensi. Questo è il consiglio che darei a chi vuole trasferirsi qui. Imparare la lingua, per avere maggiori opportunità di inserimento sociale e professionale. Fa la differenza saperla parlare.

Trovare lavoro ad Amburgo…domandona! Sicuro c’è un mercato del lavoro che in Italia non esiste più, se non per pochi fortunati. Ci sono settori, dove al momento c’è una maggiore richiesta, rispetto ad altri. I ricercatori, gli ingegneri, gli sviluppatori, ma anche i web marketer qui sono i benvenuti. Molto alta anche l’offerta di mini-job, lavori di poco più di 40 ore mensili per 450,00 €. Molto dipende dalle proprie competenze e dal proprio profilo professionale. Ad Amburgo ognuno svolge il lavoro nel settore in cui ci si è formati. Ogni curriculum viene valutato attentamente. Il match tra i requisiti richiesti dal futuro datore di lavoro, per coprire una posizione, e quelli posseduti dal candidato deve essere totale. La nostra elasticità e fantasia nel reinventarci nell’”arrangiarci”, frutto anche delle contingenze e della crisi economica, qui non trova posto. Che è un bene, ma spesse volte anche un male, quando ad esempio si vuole passare da un settore a un altro più congeniale a nuovi interessi e aspettative professionali. Una posizione la si ricopre solo se si è adeguatamente preparati. L’informatico qui non lavora come postino. Lavora come informatico.

Come sono i tedeschi….anche questa una domandona! Parliamo degli amburghesi, che a quanto pare sono, a dire dei tedeschi stessi, gli snob della situazione. Qui li definiscono hochnäsig. Gli insider dicono che i tedeschi del sud, come quelli dell’est, siano più calorosi degli amburghesi e in generale di quelli del nord. Insomma, solita lotta tra nord e sud su chi è più espansivo, come quella tra Milano e Napoli, che noi italiani conosciamo molto bene. Tutto il mondo è paese! Viva la globalizzazione! Sono, per quanto mi riguarda, meno aperti di noi, nonostante siano abituati ad accogliere persone di cultura e nazionalità diversa. Possono apparire molto diffidenti, ma dopo l’approccio iniziale, si rivelano buoni amici. Ovviamente, questa è una valutazione generale, ci sono sempre eccezioni alla regola, ovunque. Fanno poche moine, soprattutto senza una buona birra davanti, ma sicuramente sinceri, o meglio, seri nei sentimenti. Educazione e cultura a parte, credo che il clima giochi il suo ruolo nella formazione delle loro social skills. Il grigiore tipico del Wetter amburghese, certo non li aiuta a essere solari. Non mi è mai capitato che qualcuno attacchi bottone sul bus, laddove a Napoli, nell’eterna attesa di un mezzo pubblico, si stringono amicizie e gare di solidarietà. Hanno un elevato senso civico e sono molto educati. L’aspetto che, invece, non mi piace della loro mentalità è l’eccessivo rigidismo e la loro pretesa di etichettare e categorizzare ogni aspetto della vita così come delle persone. Insomma, tra la mia cultura fatta di spontaneità e improvvisazione e la loro tutta schemi e organizzazione non c’è molto in comune, ma, a volte, possono venir fuori interessanti scambi culturali. Ho amici tedeschi con i quali passo piacevolmente del tempo insieme.

Le differenze, implicano sempre un confronto, e attraverso il confronto si impara a conoscere gli altri e sé stessi, i propri limiti, i propri punti di forza. Perché all’estero, soprattutto quando si parte da soli, è solo su se stessi che si può contare. Non ci sono riferimenti, ma solo il nostro fiuto, ad aiutarci. Questo, credo sia, l’essenza di un’esperienza all’estero e la sua utilità. Crescere come persona, prima ancora che nel lavoro. E’ per questo che non mi sono mai pentita di essere andata via. Non credo, ritornerò mai a Napoli, nonostante abbia scoperto, proprio con la lontananza, di essere legata a doppio filo a questa bellissima città, dove, però, viverci è diventato davvero impossibile.

Amburgo è una città con un’elevata qualità di vita. Una delle più belle della Germania. Fredda, organizzatissima e tanto verde. E’ un popolo, quello tedesco, che stimo molto. In poco più di 60 anni hanno messo su un paese ex-novo, svolgendo un ruolo di leadership nella guida di tutta l’Europa. Abbiamo molto da imparare, soprattutto quella ricerca continua dello sviluppo che in Italia sembra essersi fermata agli anni 60, quando si esportava quel made in Italy, invidiato in tutto il mondo, su cui ci siamo adagiati nel tempo e che non siamo più capaci di gestire né di proteggere da ingerenze esterne né, ancora, di rinvigorire.

Della mia vita da espatriata, e non solo, racconto sul mio blog www.ogni-riccio-un-capriccio.it nato dalla mia passione per la scrittura e la voglia di comunicare anche a grandi distanze. E’ un mega contenitore di argomenti diversi, dal beauty ai viaggi, dai film alla buona cucina. Riflessioni, più o meno serie, tra trucco e parrucco. Grazie anche ai canali social (Facebook, Twitter, Google+ e Instagram) ad esso collegati, mi aiuta a sentirmi sempre vicina a tutti quelli che hanno il piacere di stare in mia compagnia, nonostante fisicamente lontani. Nella categoria, “In Giro per il mondo”, dedicata ai viaggi, ho inserito la Rubrica “Amburgo”, in cui fornisco informazioni e consigli sulla vita nella città libera e anseatica di Amburgo. E’ una rubrica che ha raccolto molti consensi e visualizzazioni e che è divenuta in pochissimo tempo il centro di tantissimi contatti e conoscenze. Tutto ciò è per me davvero gratificante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *