Roberto dalla Germania: “Sapevo a cosa sarei andato incontro quando decisi di trasferirmi”

Oggi a parlare è Roberto che ha deciso di condividere con tutti noi la sua esperienza in Germania. Il messaggio che ritengo molto importante in questa storia è uno: la CONSAPEVOLEZZA! Partire sapendo cosa potrà offrirci la nuova patria in base alle nostre conoscenze è importantissimo. Un domani potrete dire anche voi “ho scelto” invece che ritrovarvi a dire “…io pensavo di trovare…….invece ho trovato…..” Detto questo diamo la parola a Roberto ringraziandolo per questa sua testimonianza. Roberta

“Io sono uno delle tante vittime della crisi… per via indiretta… Mi presento brevemente… Il mio nome è Roberto ho 41 anni. Nato e vissuto in Veneto ma di origini siciliane (Prov. Catania)

Diplomato Geometra e con alle spalle tre anni di studi universitari non completati per motivi che mi astengo dallo spiegare. Vanto un curriculum Vitae di tutto rispetto, in Italia, in Germania sono di tutt’altra opinione solo per un dettaglio, sufficiente per farti passare per il più abietto ed ignorante: Non conosco la lingua Tedesca.

Per molti anni ho vissuto separato dalla mia famiglia…. io in Italia con un lavoro a tempo indeterminato e mia moglie ed i miei figli in Germania tutti stabilmente sistemati.

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Ogni 4 mesi di lavoro mi concedevo due settimane di ferie per raggiungere in Germania i miei affetti, per poi tornare nuovamente in Italia, (il breve soggiorno in Germania non era sufficiente per imparare la lingua, e ciò avrà le sue conseguenze).

Quindi se la matematica non è un’ opinione, tre viaggi all’anno per un totale di 6 settimane… un nulla… Non contando le spese supportate, sia per lo spostamento che per il soggiorno, si fa per dire…

Eravamo stanchi di questa vita e mia moglie decise di mollare il lavoro in Germania per trasferirsi in Italia con la convinzione che l’esperienza acquisita in Germania e le due lingue parlate fluentemente (Tedesco – Inglese) facilitassero l’eventuale ricerca di un impiego. Ma ci sbagliavamo!!!!! Non avevamo fatto i conti con una crisi economica senza precedenti…(senza contare che le agenzie interinali snobbavano mia moglie con la scusante di essere troppo qualificata per essere collocata in quanto troppo costosa)…due anni di vita sacrificata dove a stento ci si viveva, dato che a lavorare ero solo io e mia moglie con attività saltuarie e molto discontinue (per es. Baby sitter e pulizie). Non ci si poteva vivere, quindi decidemmo di ritornare allo stato di prima e, a malincuore, dopo due anni di vita coniugale normale tornammo a separarci, lei in Germania (che tra l’altro trovò impiego quasi subito)… ed io in Italia solo a lavorare e a vivere pressochè da eremita.

Dopo un anno e più di vita solitaria, stanco e depresso presi una decisione che andrebbe contro ogni logica, ma necessaria, mollare il mio lavoro sicuro e raggiungere definitivamente la mia famiglia con l’idea di divenire un disoccupato a lungo termine.

Quindi nel Luglio del 2013 partii alla volta della Germania, pieno di speranze ma con la consapevolezza che la situazione non sarebbe stata una delle migliori, infatti dopo due giorni, quando mi registrai come residente presso il comune, constatai che non sapendo la lingua per me lavoro non ce n’era.

Quindi senza aiuti da parte dello stato tedesco in quanto non avente diritto, senza disoccupazione italiana in quanto non avente diritto per la mia volontaria cessazione lavorativa, la situazione era chiara! Io disoccupato, con i pochi fondi portati dall’Italia… e mia moglie unica sostentatrice della famiglia.

E’ passato più di un anno, e la situazione non è poi cambiata di molto. La mia conoscenza del Tedesco non è migliorata da allora, ma in un anno di convivenza in terra straniera è pressochè impossibile impararla da autodidatta (ascoltando radio e seguendo trasmissioni televisive in  lingua tedesca), ma almeno con quel poco che ho imparato e con il mio stentato inglese mi faccio capire.

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(Sono nonno di due nipotine, la più grande si esprime solo in tedesco in quanto la mamma parla solamente questa lingua…e mi aiutano con il mio studio)

Sono riuscito a trovarmi un minijob (frei stoja) di due ore al giorno come addetto alle pulizie presso una fabbrica… uno stipendio molto irrisorio ma che mi permette di pagarmi l’assicurazione sanitaria che fino adesso è a mio carico.

Ho lavorato presso un centro per anziani per risarcire una multa, ma questo è un altro discorso.

Sapevo a cosa sarei andato incontro quando decisi di trasferirmi, ma almeno adesso ho la mia famiglia accanto, mia moglie dopo 20 anni di lavoro sotto agenzie interinali proprio ieri ha firmato il contratto d’assunzione con la fabbrica dove stava lavorando…. 20 anni di duro lavoro e di immense privazioni sono stati ripagati.

Non è tutto rosa e fiori, la Germania è bellissima da visitare, luoghi meravigliosi e per un appassionato di fotografia come lo sono io è la ciliegina sulla torta, ma se devi viverci allora le cose cambiano e di molto.

Da quando mi sono trasferito a tutti coloro che mi hanno chiesto consiglio se trasferirsi o no in Germania, ho risposto con un perentorio: Se non conosci la lingua, e non hai un buon supporto sul posto, lascia perdere!!!!

Ribadisco un concetto che sicuramente non è chiaro nel testo, mia moglie è italiana ma dall’età di 18 anni vive all’estero (USA – Germania)…

Sono lieto di poter dare, anche se piccolo, il mio contributo con la mia testimonianza…”

3 commenti

  1. Ma scusa perché non ti fai un corso di lingua alla VHS?? Io non capisco ti lamenti della lingua, non lavori, quindi hai tempo e non ti è venuto in mente di iscriverti ad una scuola di lingua??

  2. Ciao Noemi! Beh, tuo padre sarà anche pessimista ma direi molto fortunato. Purtroppo anche io ne ho vista poca di gente che, senza parlare bene il tedesco, ha trovato un buon lavoro. Forse nel suo settore in effetti è meno richiesto…cmq bellissima cosa e concordo con l’ottimismo!!! Mai scoraggiarsi!!! Baci! Roberta

  3. E’ una storia molto… triste, direi. Vorrei però rincuorare il sig. Roberto in un qualche modo: mio padre, 50 anni, si è trasferito in Germania perché erano due anni che qui in Italia non lavorava (e se pur lavorava o veniva pagato saltuariamente o non veniva pagato proprio). Mio padre fa il muratore, non ha titoli di studio rilevanti ed è la persona più pessimista di questo mondo, ma, da quando è approdato in Germania, si è ripreso. Ha trovato un buon lavoro, nonostante non spiccica mezza parola di tedesco e adesso, a 50 anni ha deciso di intraprendere lo studio di una lingua, ma non una lingua qualsiasi, il tedesco (che persino io che parlo inglese, francese e giapponese, trovo un po’ complessa)! Tutto questo per dirti solo una cosa: non abbatterti, cerca un corso di tedesco buono, ma poco dispendioso- magari recati alle chiese italiane, mio padre ha fatto così- e pensa positivo! Il karma, la fortuna o qualsiasi cosa ci gira attorno, passerà anche da te!

    Buona fortuna, Noemi. 🙂

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