Siate i capitani di voi stessi!!! Giada, Sir Koala Londinese & Londra

Questa e’ la storia di Giada, ormai per tutti Sir Koala Londinese! Scopriamo con lei Londra… vista attraverso gli occhi di chi ha fatto “il grande salto”! La ringrazio per aver condiviso con noi questo spaccato di vita londinese…le lascio la parola… Roberta

foto4

Ciao ragazzi 🙂

Grazie per l’invito sulle vostre pagine del blog!

Mi chiamo Giada, ma ormai tutti mi chiamano Koala e nel 2010 ho fatto – come tanti – armi e bagagli, e sono andata a vivere in UK, precisamente e ovviamente a Londra.

Era dal 2007 che volevo andare a viverci ma non sono mai stata una gran fan del carpe diem, quindi ho rimandato e rimandato, mi sono fatta guidare dalle paure, ho dato troppo ascolto ad ansie, opinioni e consigli altrui, e mi sono fatta bollare come vecchia perché sull’orlo/abisso dei trent’anni volevo espatriare e cambiare vita mollando un modesto lavoro MA a tempo indeterminato … pazzia! Ho passato tutti quegli anni a viaggiare avanti e indietro, Londra, Manchester, Liverpool, Dublino … venivo qui in UK e mi dicevo questo é l’ultimo viaggio da turista che faccio! Poi tornavo a casa e giravo in tondo aspettando l’onda giusta, il momento perfetto per la grande fuga, finché nel 2010 sono scoppiata e ho capito che non esisteva alcuna onda perfetta, momento migliore, fatina magica e che dovevo io prendere la rincorsa e gettarmi nella nuova avventura.

In pochi mesi ho chiuso i miei 30 anni romani in una valigia, ho pagato il supplemento bagaglio in eccesso, e mi sono imbarcata all’alba per Londra, pochi soldi, informazioni confuse e discordanti, molta paura, zero conoscenze. Le prime due settimane sono “crashata” nelle valli verdi del Surrey alle porte di Londra, dormivo su un materasso per terra in cucina, ospitata presso una ragazza che avevo conosciuto online poche settimane prima della partenza. Furono due settimane idilliache e confuse, ma era Londra la mia vera destinazione. Lei che mi aveva catturato l’immaginazione fin da bimba, lei che mi aveva spinto a 13 anni a studiare l’inglese senza mai fermarmi, divorando libri, musica, film, giornali, riviste in lingua inglese. La lingua capite non era un problema, il problema erano i pochi soldi e i zero contatti che avevo. Fortunatamente trovai una stanza presso una tipica and real famiglia inglese, e se all’inizio fu una sorta di piccolo trauma scontrarsi con una cultura, pensiero e realtà ben differente dalla nostra, questa esperienza si rivelò invece di grande aiuto perché fui costretta velocemente a capire come ragionavano e vivevano gli inglesi. Loro furono molto carini con me, mi spiegarono bene Londra – che già conoscevo abbastanza bene visto l’andirivieni degli anni passati – i londinesi, e mi dettero molte dritte, oltre che affinai di più il mio livello d’inglese, essendo costretta a parlare tutto il giorno nella loro lingua e non in italiano.

foto3

Ero arrivata qui con l’idea di cercare lavoro per la mia laurea – grafico pubblicitario – ma gli inizi senza esperienze e studi sul posto, e soprattutto senza referenze furono difficili, così ripiegai sul vecchio lavoro di commessa. Passarono delle settimane e non usciva nulla, ero disperata i soldi volavano via a ritmo serrato fra affitto e mezzi pubblici, poi finalmente quando ero sull’orlo del cedimento e di chiudere le valige e tornarmene all’ombra del Colosseo, mi chiamò un importante department store di lusso nel cuore della Londra per bene. Fu il mio battesimo ufficiale come Londoner!

Entrai come semplice commessa, ma sapevo vendere sabbia agli arabi ed ero come un cane che non molla l’osso, così nel giro di alcuni mesi scalai fino ai livelli più alti, fino ad avere un pezzo di floor tutto gestito e allestito da me!

Non fu facile conquistare gli inglesi, soprattutto in posti come questi very british, dove il lusso lo toccavi con mano davvero, dove ogni giorno passavano principesse e uomini d’affari, e ti sentivi di continuo “l’emigrata” ma ho sempre rubato con l’occhio e puntato i piedi anche nei periodi più difficili. Gli inglesi – i british quelli veri! – sono persone molto riservate, badano molto all’etichetta, il lavoro per loro é importantissimo, specialmente a Londra capisci come tutto ruoti attorno ad esso. Dal Lunedì al Venerdì alle 5:30 PM é tutto un corri-corri, un lavorare e lavorare, sono molto carrieristi. Ma almeno qui se dai ricevi, ossia la meritocrazia sussiste e persiste. Qui poi ho imparato il vero senso della parola flessibilità, noi una volta che siamo stati assunti con il mitico contrattone indeterminato ci incolliamo lì con le unghie e i denti, é questo che ci frega e blocca … qui invece anche se hai 40 anni cambi, sei sempre alla ricerca di una situazione, posizione, stipendio migliore, cambiano casa come le mutande, cambiano città o paesi senza strapparsi i capelli e pure che hanno prole, sono formiche sempre alla ricerca di qualcosa di meglio, votate al lavoro e al miglioramento di status. Anche qui c’è la crisi, ma si sente molto di meno perché sono un popolo che non si ferma mai, che é flessibile, e non mette pezze ma cerca una soluzione e non si ferma finché non la trova. C’è molto da imparare da loro, in questi anni ho capito che noi italiani non siamo tutti difetti e zero pregi come ci piace bollarci, ma dagli anglosassoni c’è molto da imparare ma tranquilli hanno dei difetti anche loro! 😉

foto2

Quello che consiglio é state a stretto contatto con loro! Sembra una cosa scontata e invece non lo é, molti quando arrivano qui cercano casa e posti di lavoro presso italiani, fanno gruppo fra loro, lo fanno per paura, per insicurezza, perché é difficile mollare le vecchie abitudini o non parlano bene l’inglese, ma é sbagliato e prima o poi se ne paga il prezzo! Non dico che bisogna ignorare i “nostri”, ma soprattutto agli inizi se vuoi integrarti in fretta devi fare una full immersion totally British!

Quando vivi all’estero tutto all’inizio é confuso vivi di sentimenti ambigui verso la tua nazione, poi come dopo una mareggiata l’acqua torbida torna limpida e cominci a rivalutare alcune cose, mentre altre non le tolleri più. Sono partita con due mega valige piene sia fisiche che mentali, e negli anni, in questi anni ho imparato a lasciarmi dietro un sacco di cose, a guardarmi dentro, soprattutto nei momenti di solitudine perché se é vero che Londra é unica e mitica e figa, ci sono anche i momenti down quando rifletti, ti ritrovi da solo al coffee shop con il tuo cappuccino a guardare il veloce via vai londinese e rifletti, rifletti. Ma soprattutto ho imparato che bisogna ascoltarsi e credere in se stessi, che la vita é solo tua e non puoi permettere agli altri di avvelenarti con i loro pensieri e aspettative su di te e come dovresti essere o comportarti. Siate i capitani di voi stessi!

Qui ho anche ripreso la mia antica passione dello scrivere, così nell’Halloween del 2010 é nato il mio blog Sir Koala Londinese. Perché questo nome? Perché fin da piccola mi chiamavano Koala, il Sir era perché ero timida volevo mantenere l’anonimato! Anyway, ero a Londra da pochi mesi, non avevo ancora questo grande cerchio di amicizie, passavo molto tempo da sola, facevo solo la spola casa-lavoro-lavoro-casa, inoltre mi girava da parecchio in testa l’idea che non ci fosse un vero e proprio blog che raccontava la vera natura e vita di Londra. Sì c’erano portali più o meno anonimi o blog di espatriati, ma per lo più erano diari di viaggio o racconti sporadici. Ognuno diceva la sua su Londra, dava informazioni discordanti o incomplete così cominciai a raccontare la mia di visione, e soprattutto a mettere nero su bianco senza indorare la pillola su come era la vita qui. Credo sia stata la mia chiave di successo!

Nel 2012 ho salutato il mondo del retail e fashion, sono stati anni molto formativi che mi hanno dato materia di storie e racconti, ogni giorno finivo a parlare con così tanta gente, donne e uomini ricchissimi, di altri paesi, nobili oppure anche gente normale come me e te. Inoltre é stata un’ottima palestra per assimilare la cultura e modo di vivere inglese, oltre che affinare la lingua … anche se la calata italiana rimane sempre un pochino! 😉 Scordatevi l’inglese della BBC! Ero spaesata iniziavo di nuovo da capo una carriera, una via nuova, ma sono quella che sulle sponde del se, forse e magari non ci sa rimanere, quindi mi sono buttata di nuovo e ho nuotato. Oggi lavoro come blogger, cerco di espandere il progetto – che nel frattempo é diventato molto più grande – di Sir Koala Londinese. Ho un mio canale Youtube con oltre 150 video, ho scritto delle guide ebook, creo Curriculum Vitae per vari mercati mondiali, scrivo per alcuni blog, e sono sempre in prima linea ad aiutare chi come me anni fa ha deciso che é ora di andare a provare all’estero come si sta!

foto5

Voi di Se Anche Il Ragionier Ugo Espatria, mi chiedete se sia facile integrarsi con gli inglesi e se potendo rifare oggi la stessa scelta cambierei qualcosa … io vi rispondo che é facile e no integrarsi con gli inglesi, bisogna avere pazienza, osservarli molto, aderire ai loro standard, prestare ascolto ormai sono 4 anni che sono qui, mi sono integrata ma vivi sempre come Giano Bifronte, un volto rivolto verso l’Italia e uno verso l’Inghilterra. Sarai sempre lo straniero in terra straniera, certo con gli anni le differenze si assottigliano e ti integri bene, ma non la trovo una cosa spiacevole ho molti amici di tutte le nazionalità perché Londra é un porto di mare, un via vai di gente che parte e arriva, un girotondo di feste di benvenuto e di arrivederci, le amicizie durano poco fortuna che ci sono i Facebook e Twitter!

E per rispondere alla tua seconda domanda, sì miei cari lo rifarei, rifarei tutto però ovvio mi organizzerei meglio, viste le zuccate prese, le cadute e rialzate. Ecco perché ho aperto SKL, per informare, aiutare, guidare in questo delicato e importante passaggio di vita, che poi uno viene qui con il forever in mente, il per sempre lascio l’Italia, il per sempre rimango qui, invece… conosco molti che dopo tempo tornano volontariamente a casa, altri dopo anni se ne vanno altrove sempre più lontani dall’Europa. L’Inghilterra é un isola, e credo che il mare forse invita a salpare verso nuovi lidi, io stessa spesso mi ritrovo a pensare di andarmene altrove, son fatta così forse é perché sono figlia di Mercurio e la terra sotto i piedi non riesce ad incollarsi mai! Intanto sondo giro, ascolto e parlo. Mi alleno e preparo per un altro grande salto!

foto1

 

4 commenti

  1. Grazie per la tua testimonianza! Come te, mi ritrovo in quel punto in cui capisci di dover cambiare, ma hai paura di farlo…mi sono laureata a luglio in Lingue e sto pensando a cosa farne del mio futuro! Sento che il mio posto non è più qui, seguirò il tuo blog che sicuramente mi chiarirà le idee almeno per quanto riguarda Londra 🙂

    Take care! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*