Sono Felice, nonostante tutto! #Elena #Londra

Oggi la collaborazione con il sito web “Donne che emigrano all’estero” ci porta a Londra, per conoscere Elena! Buona lettura…Roberta

noi
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Ciao e grazie per quest’intervista. Inizio chiedendoti, chi è Elena?

Bella domanda, quanto tempo ho? 🙂

london sky
london sky

Sono nata e cresciuta a Milano da papa’ barese e mamma comasca, un bell’incrocio! Ho infatti i colori del Sud di papa’, nonché le “forme” delle donne del Sud (o almeno cosi’ mi dicevano!), ed il carattere quasi teutonico di mamma. Per anni avrei anche voluto i colori di mamma, bionda e con gli occhi azzurri, “ereditati” invece da mio fratello piu’ giovane. Ci sono voluti anni perche’ accettassi queste due parti di me.

Cresciuta a Milano durante gli anni di piombo, che ricordo molto bene ancora oggi, e “vittima” del boom generazionale degli anni ’60 che mi porto’ a frequentare una scuola di suore dagli 8 ai 18 anni (erano gli anni in cui le scuole statali avevano i doppi turni, e mia mamma lavorando non poteva gestire me e mio fratello), un vero incubo! “Forzata” da mamma a studiare ragioneria, “serve sempre sapere fare due conti”, odiata con tutte le mie forze! La mia materia forte e’ sempre stata l’inglese, e cosi’ al diploma mi ribello all’idea di mamma di fare domanda in banca e spinta da un suggerimento di un’amica (“ma se Antonella studia lingue dovresti farlo anche tu”) decido di iscrivermi alla scuola interpreti (la “mitica” in Via Silvio Pellico, ora trasferitasi altrove), non tanto spinta dal desiderio di fare l’interprete quanto dall’idea che per fare l’interprete devi sapere molto bene le lingue e quello era il mio obiettivo. E così è, studio inglese e tedesco, quest’ultimo scelto in base ad una sfida che mi ero data quando su una spiaggia della costiera romagnola non capivo cosa la famiglia tedesca con il lettino vicino a noi avesse da dire su di noi! Al diploma ho poi anche aggiunto la laurea in lingue.

emirates
emirates

Lavoro inizialmente nella moda, anni divertenti per certi versi – ho visto la prima sfilata di Claudia Schiffer ad esempio – nonostante io, con la mia taglia “abbondante”, fossi un pesce fuor d’acqua, soprattutto di fianco alle minuscole compratrici giapponesi che se avevano la 36 già erano grasse! Ad un certo punto non mi basta piu’, il mondo era troppo vacuo e falso e la mia mente non stimolata a sufficienza. E cosi’ a 29 anni, dopo un paio di avventure professionali che non vi sto a raccontare, mi trovo a lavorare in un prestigioso broker di assicurazioni, nel cosiddetto “ufficio Lloyd’s”, io che avevo detto che mai avrei lavorato in assicurazioni, delle quali la mia unica conoscenza era l’assicurazione auto!

Sarà questo il lavoro che mi porterà a trasferirmi a Londra, dove la mia società aveva un proprio ufficio; colsi l’occasione quando il mio capo disse che un collega italiano rientrava in Italia e cercavano qualcuno per sostituirlo. Era l’occasione che aspettavo, e non me la feci sfuggire! E sono ancora qui, dopo 17 anni.

In realtà il “sogno” e’ vivere in America, sogno ancora non realizzato ma sempre nel cassetto!

A Londra ho “vissuto”, rispetto agli anni in un certo senso apatici in Italia, che mi e’ sempre stata stretta. Qui ho conosciuto il mio ex marito, mi sono sposata, ho avuto una figlia, ho divorziato, ho incontrato il mio ex compagno, ho avuto un figlio, mi sono ritrovata mamma single, ho fatto carriera, ho cambiato casa piu’ volte, ospitato studenti stranieri, avuto anche 4 gatti in un colpo solo…insomma, la vita non e’ mai stata noiosa!

Lavoro ancora con i Lloyd’s, sempre assicurazione, per la quale ho una passione! Il mio lavoro mi piace e mi soddisfa.

Mi piace tantissimo la storia contemporanea, con un particolare interesse per la seconda guerra mondiale e la guerra del Vietnam. Adoro leggere, ho una memoria di ferro, sono curiosa, adoro i film americani, mi piace andare al cinema, al teatro. Mi piace anche molto ballare la salsa, cosa che purtroppo non faccio da anni!

Quando è nata realmente in te la voglia di espatriare?

docks
docks

Il desiderio di vivere all’estero l’ho sempre avuto, in quanto l’Italia mi e’ sempre andata “stretta”; ho sempre trovato la mentalità troppo soffocante. Il desiderio e’ sempre stato l’America, che ho visitato diverse volte e dove ho anche dei cugini dalla parte di mio papa’, in California. Durante un soggiorno da loro il papa’ mi chiese perche’ non mi cercavo un lavoro, ed io risposi che dovevo tornare in Italia a finire gli studi. Per anni poi ho un po’ “maledetto” quella risposta! Ma credo nel destino, e si vede che non era il momento.

Sono un’avventurosa particolare, nel senso che devo avere delle sicurezze, soprattutto con il lavoro, e quindi non mi sono mai buttata all’avventura, della serie “vediamo che succede”. Quando poi si e’ pero’ presentata l’opportunita’ tramite il lavoro non me la sono fatta scappare! Questo era il 1998.

Sono anche un’emigrante “particolare”, nel senso che in Italia avevo tutto, il mio appartamento, la macchina, un lavoro sicuro, la famiglia. Non avevo esigenza di cercare un lavoro altrove. Pero’ mi mancava la libertà di essere.

Londra accende diversi pensieri romantici nell’immaginario collettivo, in realtà com’è? Ovviamente l’argomento “clima” è puramente soggettivo.

Io adoro Londra! E’ una citta’ bellissima, sempre in trasformazione e movimento, che ti sorprende sempre. Nei giorni di sole, perché si’ abbiamo anche il sole a Londra!, a me sembra di essere in vacanza anche quando lavoro. C’e’ tantissimo verde, con parchi molto grandi e ben curati, che si riempiono al primo raggio di sole. Si’ perche’ il sole bisogna prenderlo quanto c’e’, e soprattutto approfittarne per usare l’abbigliamento estivo!

Il Tamigi divide Londra in “north of the river” e “south of the river”, in genere chi abita north tende a rimanerci e viceversa (io ho sempre abitato a north). Poi c’e’ il West End, con i suoi cinema (costosissimi!) e teatri e palazzi imponenti, bellissimi. L’East End, tradizionalmente più povero (ora non più) e più “etnico”.

Ci sono le mille stradine che scopri solo a piedi; Tower Bridge, bellissimo; St Katherine docks, un gioiellino alle porte della City; la City, il motore finanziario della citta’; la ruota; il complesso o2, nato come Millennium Dome ed ora sede di concerti, cinema, ristoranti e bowling;  Greenwich, con il suo parco bellissimo e la linea meridiana; i tanti mercatini; i ristoranti per tutti i gusti; i mezzi pubblici che funzionano e ti consentono di muoverti da una parte all’altra della città; i teatri.

er
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Londra e’ anche difficile: il costo della vita, per quanto riguarda le abitazioni ed i trasporti, e’ molto alto; affittare una casa decente ad un prezzo ragionevole e’ un’impresa; se hai la macchina, posteggiare e’ un’impresa e pure costosa, a seconda delle zone; i topi imperversano; le metropolitane sono super affollate nelle ore di punta.

Il clima merita un discorso a se’. Io mi ci sono abituata, per cui non ci faccio piu’ caso. Come la maggior parte degli inglesi ho sempre un ombrellino in borsa, che uso solo se piove a rovesci, altrimenti niente! Abbiamo avuto estati caldissime (una di queste io ero incinta, non vi dico che bello! not!) ed estati fredde e super piovose. La nebbia di Londra, tanto famosa in anni passati, e’ ormai una rarita’. Le previsioni per la prossima estate sono buone, farà caldo dicono, ma l’ultima volta che lo dissero, qualche anno fa, piovve tutta l’estate!

In conclusione, a Londra non ci si annoia!

Quanto è importante conoscere alla perfezione la lingua? Ci si può arrangiare i primi periodi parlandola come Alberto Sordi?

Un minimo di inglese e’ necessario per qualsiasi posto di lavoro. Inoltre serve anche per relazionarsi con l’esterno: la banca, le poste, il padrone di casa, ecc.

Londra e’ comunque ormai piena di italiani, so che alcuni si sono organizzati come landlords e/o datori di lavoro; il mio consiglio comunque e’ di essere un po’ pratici con la lingua e poi di impegnarsi a migliorarla sul posto.

Che rapporti hai con la gente del posto? E’ possibile integrarsi completamente?

o2
o2

L’integrazione e’ possibile se lo si vuole veramente. Io ho fatto uno sforzo consapevole fin dall’inizio, e mi sento integrata. Bisogna tenere presente che la popolazione di Londra e’ multietnica e circa il 37% non e’ nato in UK. A me la gente del posto piace, ho imparato a conoscerla e relazionarmi. Piu’ di una persona che conosco mi dice spesso che sono piu’ inglese degli inglesi, e per me e’ fonte di orgoglio!

Scrivi per il sito web DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO…come mai hai deciso di vivere anche quest’esperienza?

Alla pagina ci sono arrivata tramite l’invito di qualcuno, non ricordo chi. La pagina mi e’ piaciuta in quanto racconta le esperienze di donne che si trovano in varie parti del mondo, e dopo aver letto qualche post, ho pensato di presentarmi anche io. La presentazione e’ piaciuta e mi e’ stato chiesto di scrivere per la pagina, cosa che ho accettato con grande entusiasmo. Mi piace raccontare e soprattutto condividere le esperienze.

Domanda di rito…ti manca l’Italia e…torneresti a viverci? Che sentimenti provi nei confronti del nostro Bel Paese?

st paul's
st paul’s

L’Italia non mi manca per niente, e ci torno (per lavoro e vacanza) anche malvolentieri; non ho nessuna intenzione di tornarci a vivere, anche se mai dire mai. Certo, riconosco che in Italia il cibo ha un sapore migliore, il tempo e’ più bello ma quando sono in Italia mi manca “casa”, che per me e’ Londra.

Per l’Italia provo insofferenza e frustrazione: da sempre sostengo che l’Italia abbia grosse potenzialità di crescita economica, purtroppo rovinate da una burocrazia soffocante e soprattutto dalla mentalità.

Prima di salutarci…c’è qualcosa che vorresti dire e non ti ho chiesto?

Non mi hai chiesto se sono felice, per parafrasare un famoso film. La risposta è si, nonostante tutto.

thames
thames
tower bridge
tower bridge

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