Sulle tracce di Ketut Liyer

Lo scorso novembre ho avuto il piacere di intervistare Michela, la solare gallinella del blog “La gallinella in fuga” che potete seguire anche sulla sua pagina Fb. Trovate qui la sua intervista, oggi invece vi propongo un articolo che ha deciso di scrivere per noi, dedicato ad un incontro che non dimenticherà mai! Vi auguro buona lettura, sperando riusciate ad immergervi in questa bellissima e armonica atmosfera. Roberta

Reduce da una lettura attenta (perché in inglese) e curiosa (perché anche io come la protagonista mi ritrovavo all’estero, precisamente in Australia) di “Eat Pray Love”, ovvero “Mangia Prega Ama”, mi ero appassionata alle vicende di Elisabeth Gilbert, soprattutto all’ultimo capitolo a Bali, quando passa gran parte del suo tempo con il “santone” di Ubud che le insegna a sorridere ed amare nuovamente, curandole la tristezza che aveva nel cuore! Anche io come Lei, scelsi Bali come ultima meta della prima parte della mia lunga esperienza estera; avevo voglia di incontrare questo uomo, sebbene fosse diventato una meta turistica, un personaggio famoso al punto tale da far spuntare diversi Ketut fasulli! Desideravo ricevere una sorta di “buona fortuna” balinese, visto che da li poi me ne sarei rientrata in Italia per un mesetto, e visto che l’ansia stava prendendo il sopravvento; ricordo che le notti si facevano via via sempre più agitate, e poi erano mesi che tentavo invano di trovare la nuova famiglia in cui andare a fare la ragazza alla pari, e il tempo stringeva, quindi dovevo rischiare.. e trovare il Ketut giusto, in cerca di una “benedizione”!

Una delle prime domande che rivolsi al Sig. Gusti, il balinese che ci ospitò per qualche giorno nel suo Bed & Breakfast, fu “Can I meet Ketut ?” ma ci impiegai un po’ a farmi capire, perché pronunciavo il nome all’inglese, “KetAt”, invece era semplicemte “KetUt”! “. …the paranormal???” mi chiese Gusti; oddio, se fosse “paranormal” non ne ero al corrente, così gli dissi, come da libro, “the medicine man”, Gusti capì e confermò; ci consigliò di recarci la mattina presto onde evitare lunghe file di attesa; l’indomani io e la mia amica, alle 8 eravamo pronte per farci portare da Ketut Lyier.

Fuori casa era appeso un cartello, ma non bastava a capire se mi ritrovavo nel posto giusto!

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Una volta dentro, i riquadri appesi con le foto di Ketut con la Roberts sul set erano senz’altro la prova schiacciante che ero da quello “originale”!

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“Ok ci siamo!” mi sono detta! Ero emozionatissima ed eccitatissima!
Ci diedero dei numeri e ci fecero aspettare…

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Come previsto eravamo tra le prime, la numero 4 e 5 rispettivamente! Si dice che la fila possa arrivare anche a 30 persone!! Attesi il mio turno facendomi intanto trasportare dall’ambiente circostante, sbirciando le sedute di chi mi precedeva, e sentendomi un po’ la Liz Gilbert della situazione (ma anche un po’ la Julia Roberts :P).
Quando mi sedetti in fronte a Ketut, gambe incrociate e piedi nudi, rimasi impressionata dal suo sorriso sdentato, e dalle sue lunghe sopracciglia! Ero serena di fronte a quell’uomo che mostrava fiero il suo sorriso imperfetto, trasmettendo gioia di vivere… una gioia che per lui è valsa la perdita del conteggio degli anni, visto che nessuno sa a che età sia arrivato… c’è chi dice più di 100!

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Mi prese la mano, che non lasciò per tutto il tempo, e ci presentammo; iniziò a parlare, ma era difficile comprenderlo… un po’ perché il suo inglese non era proprio il massimo, e un po’ perché, poverino, con i due denti rimasti non riusciva a parlare troppo bene. Continuava a ripetermi “I’m pery pery happy to meet you” e “you are pery pery luckyyyyy and pery pery prettyyyyyy” … non so perché allungasse l’ultima vocale delle parole, ma quel modo semplice e armonioso di dire le cose mi rilassò e mi faceva sorridere. Mi confidò anche altre cose personali che non sto qui a riportare. Per quanto sinceramente mi comunicò “tutto e niente”, un po’ come i “fattucchieri” da noi, posso comunque ammettere di aver beneficiato di un karma positivo e di un carisma che solo certe anime profonde riescono trasmettere!

10574358_10203895175115475_3275110146680826917_nAnche la mia amica, inizialmente scettica, che venne da Ketut solo per accompagnare me nella mia missione, alla fine si convinse di provare… uscendone estasiata!
Pertanto, non so se fu il santone o una semplice coincidenza, ma pochi giorni dopo avevo finalmente trovato la famiglia in cui andare a lavorare.. la mia destinazione successiva venne segnata in quella terra mistica ..Olè!

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