Se mi banni non vale!

Ciao a tutti!!!

Devo per forza raccontarvi questa storia che per me ha del surreale e non mi si leva dalla testa. Almeno saprete dirmi se sembra allucinante anche a voi.

Quando sono arrivata a Vienna ho conosciuto tramite Fb una ragazza che si è presentata dicendomi che aveva vissuto qui per dieci anni e si era appena trasferita a Dublino. Ha detto che mi seguiva con piacere ed io ho iniziato a fare lo stesso, visto che ha una pagina Fb. Sapete quei rapporti che nascono bene? Subito pregni di un’intesa familiare anche se ci si conosce da poco. Tanti messaggi scambiati, informazioni di vario tipo e la promessa che alla prima occasione ci saremmo viste.

Manda un messaggio prima di Natale, deve venire a Vienna per le feste. Avrà poco tempo ma spera di trovarlo per un incontro veloce. Alla fine non viene. Peccato, sarà per la prossima volta dai. Ci scambiamo auguri di Natale, auguri di buon anno, auguri per tutto!

Continuiamo a sentirci ogni tanto e i toni sono sempre molto amichevoli. Il 5 febbraio pubblica uno scatto dove dice di aver fermato un signore per strada chiedendogli se poteva farle una foto. Cosa c’è di strano direte? Questo…si trovava a Vienna! Allora le ho scritto un commento dicendole “Caspita, ma sei qui? Potevi dirmelo, sarei venuta volentieri io a scattarti la foto, almeno ci saremmo viste!”. Risponde che non aveva tempo, che i parenti la tenevano sempre occupata. Ok le dico, ma la prossima volta ci tengo eh, mi accontento anche di un caffè al volo! Certo risponde con annessi baci, baci, baci!

Questa è l’ultima volta in cui l’ho sentita. Qualche giorno fa mi scrive una persona per chiedermi informazioni riguardanti un negozio. Visto che non ne avevo ho deciso di contattare la mia amica a Dublino perché sicuramente, dopo dieci anni a Vienna, avrebbe saputo darmi qualche notizia utile. Qui arriva il bello…

Se mi banni non vale!
Immagine presa da internet

Vedo la pagina ma non posso commentare, mandare messaggi privati né condividere. Mi ha bloccata? Penso subito…ma no dai, sarebbe assurdo. Vado a cercarla tramite profilo privato e anche lì è sparita dalle mie amicizie e non mi è più possibile mandare messaggi.

Contatto una signora che la segue e che segue anche me, le chiedo di vedere se riesce a scriverle e se è successo qualcosa. La contatta senza problemi e lei risponde che forse avrà toccato qualcosa per sbaglio, che mi avrebbe scritto subito. L’avete sentita? No! Scrivo ad un suo amico e gli chiedo lo stesso favore, la contatta e risponde con la stessa frase…”Adesso la contatto”…l’avete sentita? No!

Ho raccontato l’accaduto ad un paio di amiche e logicamente mi hanno chiesto…”Avete discusso? Le hai detto qualcosa di offensivo? Hai usato toni sgarbati? NO! NO! NO! Siamo passati da amore e baci al và a morì ammazzata, senza un apparente motivo. E allora ragazzi volevo sapere se è capitato anche a voi e se anche voi avete provato questo fastidio terribile. Non è che senza quel contatto io non possa vivere, è però una questione di principio.

Vedete, è inutile che la gente si riempia la bocca con la parola espatrio, che ostenti foto riguardanti i tanti posti che ha girato se poi non è in grado di fare una cosa vera, reale, come il rapportarsi con le persone. Mi è capitato di eliminare qualche contatto ma c’è stato sempre un motivo di fondo e una discussione prima (a parte i contatti fantasma, dei quali ogni tanto mi libero per fare spazio). Girare il mondo senza imparare questo è solo uno spostarsi da un posto a un altro, come prendere un soprammobile dalla sala spostandolo in camera da letto.

E poi diciamolo…nessuno crede alla storia del blocco per errore… 🙂

 

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Me devi cercà tu, caro amico expat!


Fateci caso. Certe amicizie danno il meglio di sé al telefono. A quattr’occhi il contatto è disturbato. (Dino Basili)


Tempo fa parlavo, con una donna che vive qui a Vienna, di come siano strani gli amici che lasciamo in Italia. In realtà è sufficiente spostarsi dal sud Italia al nord per assistere alla metamorfosi della quale vorrei parlare oggi. Ho sempre pensato che fosse un problema limitato alla mia cerchia di conoscenze, invece ho scoperto, parlando di qua e di là, che è un fenomeno molto diffuso. Di cosa sto parlando? Della sindrome “Me devi cercà tu!”

Fin quando vi trovate a vivere nella stessa città, il rapporto bene o male è equilibrato. Una volta ti cerco io, una volta mi cerchi tu, una volta invento un impegno io, l’altra lo inventi tu. Però le amicizie riescono così a trascinarsi, tra ipocrisie e falsi slanci, senza subire grossi scossoni. Poi improvvisamente uno dei due decide di partire, che sia un’altra regione italiana o un’altra nazione poco importa, il concetto non cambia e tra i due amici si insidia l’ombra della lontananza e dell’abbandono.

Immagine presa da internet

Te ne sei andato? Come farò senza di te? Dobbiamo sentirci ogni giorno, va bene dai, ogni settimana! Ti voglio qui tutte le estati e tutti i Natali, e non prendere impegni perché devi stare con me! Posso scriverti delle lettere? Mi lasci il tuo indirizzo nuovo? E così via con lunghi e interminabili buoni propositi, propositi che vanno spesso a morire in un dolce, elegante, ipocrita “Scusamiii ma proprio stavolta non ho nemmeno un’ora da dedicarti!”

Come? Ho sentito bene? Fatemi capire…

Mi hai martellato le sacre sfere per due mesi prima della mia partenza, hai persino versato una lacrima il giorno dei saluti, mi hai sepolto con promesse che farebbero morire di invidia anche un marinaio…e ora che sono rientrato in vacanza TU NON HAI TEMPO???

Sorvoliamo sulle telefonate che non hai fatto, sulle lettere che non hai scritto, sui messaggi che non hai mandato, ma per sorvolare su questa carognata servirebbe un Mig-31!!!

Voi ridete, ma la situazione è davvero amltetica.

Facendo un’attenta analisi possiamo notare che, solitamente, gli “amici” che lasciamo in patria soffrono sia di sindrome da abbandono che di rosicamento acuto, quindi il loro pensiero si può riassumere con “Te ne sei voluto andare? Adesso, se vuoi vedermi, mi devi cercare tu!”. Inizialmente non presti molta attenzione a questi comportamenti patologici, armato di buona volontà prendi in mano la rubrica e inizi a telefonare.

“Ciao Ciccio sono qui, quando ci vediamo? Ah, capisco, domani non puoi, e dopodomani? Nemmeno. Martedì prossimo? Neanche. Ok dai, chiama tu appena hai un secondo.”

Riagganci, chiami un altro amico.

“Ciao sono io, sono atterrato oggi, che ne dici se ci vediamo domani sera per una birra e due chiacchiere? Come? Devi studiare perché hai un esame? E quando? Tra due mesi? Capisco. Allora dimmi tu, quando possiamo vederci? Non lo sai? Ok, allora attendo la tua chiamata.”

Immagine presa da internet

E di numero in numero le conversazioni proseguono con lo stesso tono e la stessa voglia matta di spappolare il telefono contro il muro. Gente che durante l’anno non ha una cippa da fare, si ritrova improvvisamente piena zeppa di impegni e, alla fine, il risultato è questo. Se hai fortuna riesci a vedere giusto un paio di quegli “amici”, se sei proprio tra quelli baciati dalla dea bendata andrete a cena fuori e trascorrerete insieme qualche ora altrimenti, nella maggior parte dei casi, dovrete accontentarvi di un piccolo ritaglio di tempo tra un piano di studio e l’appuntamento dall’estetista per togliere i punti neri.

Trascorsi i primi periodi lontano da casa però anche tu subisci una trasformazione e inizi a pensare che la storia del “Sei partito, adesso mi cerchi tu” proprio non regge.

Caro amico, è vero che sono partito io ma è anche vero che, per poterlo fare, me sò fatto un mazzo così. La lontananza che ci divide è la stessa, sia per te che per me. Mentre in estate tu pubblichi foto che immortalano il tuo sedere a bagnomaria su una spiaggia, io sono tra quelli che il mare lo possono vedere solo in cartolina, fino al giorno delle meritate, beate, strasudate vacanze!!! Vacanze che non voglio trascorrere inseguendo te e quelli come te!

Quindi sai che ti dico? Io me sò rotto li **glio** e non ti cerco più, se avrai voglia di vedermi il mio indirizzo è sempre lo stesso, passa sotto casa, citofona, se mi trovi sali a bere qualcosa altrimenti torna a casa tua e prova a vedere se la prossima volta sarai più fortunato!

Ecco come si concludono tante amicizie dopo le partenze. Alcuni riescono a mantenere saldo il legame perché la volontà di farlo appartiene a entrambi. Un po’ come il matrimonio…si deve essere in due a volerlo. Per quanto riguarda me, visto che appartengo alla categoria di persone che ci restano sempre malissimo, ho man mano iniziato a non cercare più nessuno. Chi vuole (davvero) sa dove trovarmi!

Racconta la tua esperienza nei commenti all’interno del blog! 😉

 

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