Qui c’è della luce, in fondo al tunnel! #Minie #Sydney

Il 2015 è stato un anno pieno di interviste e di donne che, coraggiosamente, hanno deciso di lasciare tutto per cercare “altrove” una realizzazione personale, oltre che un modo dignitoso di poter vivere la propria vita. Ringrazio per questa possibilità Katia, ideatrice del sito web “Donne che emigrano all’estero”, e tutte le viaggiatrici che hanno deciso di condividere con noi la loro esperienza. Il 2016 è appena iniziato, lo inauguriamo con l’intervista fatta a Minie da Sydney, un’artista che ha deciso di non rinunciare al suo sogno. Che sia un anno meraviglioso per tutti! Vi auguro di trovare il coraggio di lasciare le poche certezze che avete se non appagano la vostra sete di vita! Buona lettura…Roberta

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Ciao Minie e grazie per la tua disponibilità. Raccontaci un po’ chi sei.

Ciao Roberta, grazie a te dell’intervista! Originariamente ferrarese e Antonella (ho dovuto adottare il nome d’arte “Minie” quando mi sono accorta che in Australia nessuno azzeccava mai il mio vero nome!), sono la classica artista che una ne fa e cento ne pensa! Attrice, cantante, da poco scrittrice (a fine ottobre è uscito il mio libro “Stella in Australia”), in Italia ero anche insegnante di dizione neutra. Ho la fortuna di essere sposata (da quasi 10 anni!) con un uomo che capisce e condivide i miei sogni: mio marito ed io suoniamo in duo musica jazz e classica da parecchio tempo e devo dire che vivere questo lavoro/passione insieme lo rende ancora più piacevole.

Perché hai deciso di espatriare e cosa ti ha portata in Australia?

In Italia Ermanno ed io abbiamo provato, per alcuni anni, a far diventare l’arte il nostro mestiere principale. Indovinate com’è andata. Arrivavano dei risultati, cominciavamo a vedere dei riscontri a tutti i nostri sforzi, ma il tutto con dei tempi pachidermici e senza mai corrispondere appieno alle nostre aspettative. “Sai che c’è?” ci siamo detti, “noi ce ne andiamo!”. Abbiamo scelto l’Australia un po’ per alcuni parametri che ci eravamo prefissati (lingua, cultura, clima…) e un po’ perché lui sognava l’Australia da tanti anni!

Hai trovato quello che cercavi? 

Christmas CMMSì. I fatti parlano chiaro: in questi 30 mesi australiani abbiamo già avuto più di 50 concerti e suonato in tutta l’area urbana di Sydney, in Central Coast, Canberra, Melbourne, Adelaide. Senza parlare della cultura: qui le regole funzionano, la burocrazia è rapida ed efficiente, la gente è cordiale e il clima è fantastico (matto, ma piacevole!). Chiaramente, per ora, abbiamo anche altri lavori che ci consentano di pagare le bollette, ma questo accadeva anche in Italia. La cosa fantastica è che qui se vali te ne danno merito: qui c’è della luce, in fondo al tunnel!

In ordine di difficoltà; quali sono stati i primi tre ostacoli più faticosi da superare?

Il primo è certamente il visto; noi siamo riusciti ad ottenere la residenza permanente (miraggio per chiunque approdi su suolo aussie!) grazie al titolo di studio di mio marito. Non la chiamerei solo “fortuna”, perché abbiamo comunque dovuto affrontare molti mesi di duro lavoro e di preparazione, per riuscire ad ottenere tale traguardo. Ma è certamente vero che per molti il visto permanente è un cammino lunghissimo e molto complicato.

Il secondo ostacolo è stato la lingua: che si abbiano solo alcuni rudimenti di inglese, o che si sia fluenti, la comunicazione della quotidianità è comunque a rilento e necessita di tanta buona volontà e determinazione. Se poi ci si vuole addentrare nello slang australiano, allora sono dolori! Ci vuole uno studio costante, un po’ di intraprendenza e, sì, anche una notevole dose di pazienza in quei rari casi in cui qualcuno rimarca il tuo accento straniero.

Il terzo è la solitudine. Tanta solitudine. E non mi riferisco agli australiani, ma all’Italia: alle volte il tuo e il loro mondo diventano universi talmente differenti che sembra di parlare due lingue diverse. Lì capisci che qualche affetto andrà inevitabilmente perduto.

Che disponibilità economica avevi (e che disponibilità serve) per affrontare i primi periodi?

La mia storia è particolare per due ragioni: sono venuta con un visto studente (hoIMG_4910 preso un Diploma di Business della durata di un anno) ed ho dovuto pagare il corso e l’assicurazione sanitaria (obbligatoria per tale visto); la seconda ragione è che ci siamo portati dietro i nostri due cani dall’Italia e quella è stata una spesa molto onerosa: intorno ai 5000 euro tutta la procedura burocratica per i cani (quarantena, documenti, volo…). Se si emigra con dei figli, la spesa può diventare ancora superiore. Se siete giovani, single e senza pretese, magari con un budget di 3000 dollari ce la fate. Ma bisogna documentarsi molto bene, perché le spese possono variare. Un esempio? Le regole (e i costi) per i visti cambiano ogni 6 mesi, quindi è bene non basarsi troppo su esperienze fatte da altri, anni prima.

Sei riuscita a stringere qualche amicizia?

Certo! Gli australiani sono persone amichevoli, gioviali; avrei aneddoti molto divertenti su come certe volte ho dovuto inventare balle per non ammettere che non mi piace la birra: sarebbe stato un ostacolo troppo grande alla mia integrazione…ma quanto bevono! La comunità italiana è stata un buon punto d’appoggio iniziale, ma qui è stupendo poter allacciare amicizie con persone di tutte le età, razze, culture e religioni. È un’adorabile boccata di aria fresca!

In che misura ti ha cambiata l’espatrio?

Più che cambiarmi, l’espatrio mi ha fatta sbocciare. Ho scrollato di dosso tanta amarezza, tanti pregiudizi, tante frasi fatte stantie che per troppo tempo hanno intorpidito la mia determinazione e la mia voglia di assaporare nuove esperienze. Sono ancora me stessa, solo più schietta, paziente, dinamica, determinata. Ho finalmente capito quanto sia prezioso il tempo a nostra disposizione. O forse sono solo invecchiata!

Scrivi per il sito web “Donne che emigrano all’estero”, raccontaci quest’esperienza.

Ho letto i primi articoli di Donne che emigrano all’estero grazie a Facebook; spesso, quando sei un emigrato, cerchi informazioni, persone, esperienze simili alla tua. Ed ecco che ho scoperto una realtà assolutamente interessante ed arricchente, dove ognuna di noi può aggiungere colori e sapori al concetto di “espatrio”. È un sito ricco di informazioni, ricette, consigli, spunti per chiunque, che viva all’estero e non!

Ti manca l’Italia e tornerai a viverci?

Assolutamente no. Nel 2016 torneremo per un tour italiano di musica (classica e jazz) e per presentare il mio libro; quattro settimane di lavoro in varie regioni italiane e stop. Devo essere obiettiva? Farò rifornimento di calze velate italiane: sono qualitativamente migliori e a prezzi più bassi.

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Cosa consiglieresti a tutte le persone che vorrebbero partire ma non hanno i mezzi per farlo?

Preferite un’esperienza in UK, piuttosto. Per imparare l’inglese non serve andare dall’altra parte del mondo: il Regno Unito è meno complicato dal punto di vista dei visti di lavoro e di lontananza da casa. Se invece avete proprio l’Australia in testa e sapete che nient’altro vi renderebbe ugualmente felici, allora non mollate mai! La terra dei canguri non è una realtà impossibile, ma richiede una determinazione incrollabile.

Cosa ti aspetti da questo 2016?

IMG_4793Tantissime nuove esperienze! Ho molti progetti dal punto di vista artistico e non; vorrei anche poter visitare nuovi posti: l’Australia, oltre ad una flora e una fauna uniche, offre panorami mozzafiato che meritano di essere vissuti e goduti! Se poi, durante il tour italiano, riuscissi a viaggiare per l’Italia senza arrabbiarmi con Trenitalia, sarebbe il non plus ultra!

Per concludere, c’è qualcosa che vorresti dire e non ti ho chiesto?

Posso fare propaganda? Sul mio sito personale si trovano tutte le informazioni e i link alla nostra musica e ai miei lavori artistici. Mi piace ricevere nuovi pareri e opinioni: aspetto i vostri!

Ultimo consiglio: non smettete mai di vivere i vostri sogni perché a volte si avverano! Se anche non si avverano, rimane comunque una gioia immensa averci provato!

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Michela: il senso del mio espatrio? “TO HAVE & TO BE”

Oggi a raccontarsi è Michela che, dopo l’Australia, è “approdata” a Valencia. La sua passione per la scoperta di nuove culture e di nuove prospettive l’ha portata anche a condividere le sue storie attraverso il suo blog lagallinellainfuga.wordpress.com. Potete seguire Michela anche sulla pagina Fb Lagallinellainfuga! A lei la parola…

Ciao Michela. Intanto grazie per quest’intervista e per il tempo che ci stai dedicando. Inizierei con il chiederti “Chi è Michela?”

Whitsunday un paradiso ma occhio alle cubomeduse

Michela, o Michi Mouse quand’era in Australia, o Micaela qui in Spagna, è una ragazza di 27 anni, nata e cresciuta a Pesaro, ex studentessa di ragioneria diplomatasi a ottimi voti (ma negata nella pratica), laureata in Scienze politiche a tempo perso, impiegata creativa di banca da ben 7 anni; ma anche attrice mancata, cats addicted, appassionata di viaggi, …e aspirante blogger!

Cosa ti ha spinta a lasciare l’Italia?

Le ragioni principali che mi hanno spinta a partire sono diverse e combinate tra loro. Innanzitutto sentivo la necessità crescente e impellente di un’esperienza di vita significativa all’estero, dal momento che al tempo dell’università già lavoravo in banca; poi perché, essendo amante e studiosa autodidatta delle lingue, specialmente di inglese, volevo perfezionarmi e dare un’esame per testarne il livello. Erano anni che avevo in testa l’idea di partire, ma con un mutuo sulla casa da pagare non ne avevo il coraggio! Mi sentivo in gabbia! E poi questa crisi ci sta facendo vivere come robot…ero frustrata…così come l’ambiente intorno a me…la mia vita era caduta in un limbo, soprattutto dopo un lungo periodo, un paio di fa, in cui sono stata vittima di stalking; quella fu la spinta decisiva perchè trovai la forza di trasformare questa esperienza negativa, in qualcosa di positivo, potendo richiedere l’aspettativa per motivi “gravi”!! L’ottenimento dell’aspettativa rappresentò per me il rimborso morale e psicologico di tutta questa brutta storia! Riuscìì a vendere la macchina, la casa, e a chiudere il mutuo…potendo così partire, e sentirmi di nuovo viva!

Sei stata in Australia, passando per Mumbai approdando poi a Valencia (e non so se manca qualche nome a quest’elenco). Raccontaci di queste tue esperienze e di quello che ti hanno insegnato.

Elephant Tour Bali
Elephant Tour Bali

Ti correggo, andai a Mumbai per una settimana, un mese prima di partire per l’Australia; ma quella è un’altra storia… ho accompagnato e aiutato il mio ragazzo per motivi di ricerca/lavoro; e gli sono grata di avermi dato questa occasione, perché penso che altrimenti in India non ci sarei mai andata di mia spontanea volontà… perché andare in India non è una vacanza… andare in India significa dover aprire gli occhi! Mi chiedo come possano chiamarlo paese in via di sviluppo…sono ancora molto molto molto arretrati, non saprei bene a che epoca collocarli rispetto a noi…Fino a prima di mettere piede in certi posti, la povertà te la puoi solo immaginare, e mai fino in fondo…ma quando sei in certi paesi, come l’India appunto, la povertà la vedi, la odori, la tocchi.. e a quel punto rifletti…Mi ha colpito che nonostante tutto, non c’è stata una sola volta che io mi sia sentita in pericolo…e poi ricordo che avevo gli occhi puntati addosso tutto il tempo, sia da uomini che da donne…perché ero bianca e bionda…una extraterrestre per loro! Da li a un mese sarei partita per l’Australia come ragazza alla pari. Ho vissuto a Cairns per circa 5 mesi! L’Australia, la terra dei canguri ieri, la terra promessa oggi, non è perfetta…ma è un posto in cui speranze e sogni sono realizzabili!

In Australia conobbi un ragazzo con cui parlai a lungo “sulla vita”.. e lui mi disse “devi scegliere tra to have or to be“.. Questo discorso mi toccò nel profondo, tanto da imprimermelo sulla pelle con un tatuaggio (a breve…a Natale lo farò).
Ad ogni modo, dopo tanto riflettere su quella frase, credo che si possa aspirare a “essere e avere” contemporaneamente…pensate che sto chiedendo l’uovo e la gallina?.. ma io posso, sono una gallinella 😉
Prima di lasciare l’Australia, comunque, ho fatto un tour in cui ho visitato Townsvile, Arlie Beach, Withsunday Island, Bribi Island, Brisbane, Gold Coast, Byron Bay, Sydney, ..con ultima tappa Bali.. sulle tracce di mangia prega ama.. fantastica!
Infine sono approdata in Spagna per questioni di cuore…venendo in Europa infatti sarebbe stato più facile gestire il rapporto con il mio ragazzo in Italia.
Sono arrivata a Valencia un paio di mesi fa, sempre come ragazza alla pari! Sto bene qui, forse più che in Australia…Valencia è una città che mi rilassa.. inoltre è multiculturale e puoi conoscere gente da tutto il mondo…e, aspetto da non sottovalutare, è molto “barata”, cioè economica!

Quali consigli daresti a chi vuole espatriare in uno di questi luoghi? Servono referenze particolari? E’ necessario conoscere bene, prima di partire, la lingua del posto?

I miei amici multietnici (francia,polonia,korea,giappone, slovacchia,germania)
I miei amici multietnici (Francia, Polonia, Korea, Giappone, Slovacchia, Germania)

Certo che se si partisse con una base linguistica sarebbe meglio…però ogni storia è a se…conosco persone che in Australia dopo un anno ancora non parlano inglese eppure sono capitati nel giro giusto e lavorano tantissimo.. oppure io qui in Spagna che, nonostante non parlassi spagnolo, sono stata scelta per insegnare inglese ai bambini che tengo.
Nello specifico, vorrei dire a tutti quelli che decidono di andare in Australia, specialmente a chi parte da solo, per la prima volta, di tenere duro…le prime settimane sono difficili, ma anche le più costruttive…superate quelle hai vinto!
Altra cosa, che ci terrei a precisare è che in Australia è impossibile non lavorare…ho sentito troppe volte dire “non trovo lavoro”…certo, non lo trovi perché non lo cerchi…e sai perché? Perché da casa mamma e babbo ti mantengono! Io, in Australia, oltre la ragazza alla pari, andavo a scuola di inglese alla mattina, e lavoravo in un ristorante la sera; ho trovato lavoro come cameriera in una settimana (e ho fatto solo la bancaria nella mia vita)! Per cui ragazzi “no excuses please!”
Per quanto riguarda la Spagna, se pensate di venire qui e trovare più lavoro di quanto già non ce n’è in Italia, vi sbagliate.. tuttavia è un paese molto fantasioso, che lascia spazio alla creatività… In sintesi, gli ingredienti principali sono forza di volontà e tenacia…il resto viene da sè!

Quanto ci avviciniamo alla realtà usando il termine “integrazione”? Che difficoltà si possono incontrare?

Il mio 27esimo compleanno a Valencia festeggiato con persone conosciute 2 giorni prima a un language exchange
Il mio 27esimo compleanno a Valencia festeggiato con persone conosciute 2 giorni prima a un language exchange

Quando decidi di viaggiare devi mettere in preventivo di doverti integrare…perché una volta uscito di casa, una volta abbandonate le tue certezze, ti ritrovi nella giungla…e “il nero o il muso giallo” che in Italia snobbi, potrebbero essere i tuoi compagni di classe, i tuoi colleghi, o addirittura i tuoi datori di lavoro! Non riuscire ad accettare le altre culture, e quindi non integrarsi, è la difficoltà che si potrebbe incontrare!

Cosa ne pensi della frase, molto in uso ultimamente, “ogni posto è meglio che in Italia?”

Penso che lo dica la gente ignorante…vai in India o in Africa per vedere se ogni posto è meglio dell’Italia…La gente spesso, ho come l’impressione che apra la bocca per dar fiato alle trombe.. come quando parla del tempo al bar…
Certo, impossibile negare il traumatico periodo storico che stiamo attraversando…ma, a mio avviso, in questo momento sono veramente pochi i posti in cui poter star meglio che in Italia… tra questi ovviamente l’AustraliaE in ogni caso tutti sembrano pronti a partire, perchè “ogni posto è meglio dell’Italia”, ma pochi partono sul serio! Parlate di meno, agite di più!

Cosa ti manca dell’Italia? Ci torneresti a vivere?

Quando il mio ragazzo mi ha raggiunta in Australia
Quando il mio ragazzo mi ha raggiunta in Australia

Dell’Italia mi manca la nonna Maria, la persona più importante della mia vita… che in questi mesi ha imparato ad usare Skype e a leggere i messaggi che ogni tanto le mando sul telefonino. Anche a 75 anni non si finisce mai di imparare!!
Si, rientrerò in Italia, perché come ho detto prima, sono in aspettativa, anzi, posso dirvi ufficialmente che il 2 febbraio 2015 tornerò al lavoro!…e poi ho ancora il fidanzato che mi aspetta, e che quando ha potuto mi ha seguito in giro per il mondo…tra l’altro abbiamo appena festeggiato il nostro primo anniversario a Madrid! Tuttavia, dopo un anno come questo, so già che il rientro sarà tosto!

Per concludere vorrei che ci parlassi del tuo blog “LA GALLINELLA IN FUGA”…da dove nasce il nome e l’idea?

Il nome del mio blog prende spunto da un viaggio, guarda caso; durante un soggiorno in un country house in Campania, mi venne assegnata la camera della Gallina in fuga.. trovai la cosa buffa.. e la interpretai, come faccio sempre del resto, come un segno del destino! Sapevo che sarebbe stato un anno importante, unico ed irripetibile…volevo trovare il modo di mantenere i ricordi a lungo, e scrivere mi piace da morire, per cui un blog mi è sembrato lo strumento più giusto! La gallinella in fuga infatti nasce inizialmente come una sorta di diario; volevo appuntarmi le mie avventure, ma anche condividerle con amici, familiari e non solo…I miei articoli erano diventati una sorta di appuntamento settimanale…tanto che io l’ho definito un reality book! Col tempo il blog si è evoluto e sviluppato…come le mie idee…e per me sta diventando un secondo lavoro, visto il tempo che ci dedico…seppur non retribuito… una vera e propria passione al momento diciamo! Da quando sono in Spagna infatti, mi muovo per ricerche sul campo, collaboro con altre blogger, mi faccio aiutare da amiche fotografe…insomma è diventato qualcosa di più di un diario…e il bello è che sono in un turbinio di idee! Anche perché questo anno sabbatico sta volgendo al termine e io non ho nessuna intenzione di smettere di scrivere…perché la gallinella è in fuga dalla routine, dai pensieri dozzinali.. per questo troverà qualcosa di stravagante anche quando tornerà al pollaio! Purtroppo e per fortuna sono una persona curiosa, mi piace scoprire, provare, incontrare nuova gente, abbracciare altre culture.. dico sempre che voglio arrivare all’ultimo mio giorno di vita, che sia domani o tra “x” anni, e poter dire di aver fatto tutto quello che mi era possibile fare fino a quel giorno! Cmq il mio blog si sta rivelando utile a molte ragazze che vogliono partire come ragazze alla pari, a tutti quelli che vogliono partire ma non trovano il coraggio, a chi ha intenzione di partire per la Spagna o l’Australia e si rivolgono a me per un parere!

Surf a Byron Bay
Surf a Byron Bay
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