Se l’Italia fosse Vienna

Rieccomi. Mi sembra arrivato il momento di fare un piccolo punto della situazione. Lo faccio a modo mio, immaginando per un attimo che l’Italia sia Vienna.

Se l’Italia fosse Vienna i ragazzi non avrebbero bisogno di espatriare per necessità. Qualcuno lo farebbe per il puro piacere di viaggiare e vivere altrove, ma sarebbero pochi casi e non la regola, come lo è adesso.

Se l’Italia fosse Vienna la gente avrebbe quasi sempre una propria identità, non vivrebbe ficcando il naso nella vita del prossimo perché la sua sarebbe satura di impegni e la filosofia del Vivi e lascia vivere prenderebbe il sopravvento.

Nationalbibliothek Wien
Nationalbibliothek Wien

Se l’Italia fosse Vienna la gente eviterebbe di infrangere le regole perché le punizioni sono direttamente proporzionali alla libertà di scelta che questa città offre. Puoi essere chi vuoi, fare ciò che vuoi, ma se sbagli ti castigano pesantemente.

Se l’Italia fosse Vienna i genitori non avrebbero l’incubo dei libri di testo e dell’infinita lista di cose (spesso inutili) da comprare. La scuola stessa provvederebbe a fornire tutto l’occorrente (alla mia hanno dato anche i quaderni) e con una piccola spesa si acquisterebbe il materiale mancante.

Se l’Italia fosse Vienna il biglietto per entrare nelle strutture balneari (non c’è il mare ma le piscine e il Danubio sì) costerebbe 4,30 € per gli adulti e 1,80 € per i bambini e ragazzi. Quindi una famiglia di tre persone spenderebbe una decina di euro e non trenta (se va bene). In caso di abbonamento stagionale, il prezzo diventa davvero irrisorio!

Seestadt (Vienna)
Seestadt (Vienna)

Se l’Italia fosse Vienna potremmo vivere senza auto perché i mezzi di trasporto funzionerebbero benissimo.

Se l’Italia fosse Vienna non avremmo paura per il futuro dei nostri figli perché il problema non si pone, il lavoro c’è e per chi cresce in loco è tutto molto semplice.

Se l’Italia fosse Vienna la mente delle persone sarebbe piena di idee e cose da progettare, perché nell’aria si respirerebbe la netta sensazione di avere infinite possibilità, dipenderebbe solo da noi.

Immagino già i punti di forza che alcuni elargiranno, rispondo a priori.

Abbiamo il buon cibo? Ok è vero, ma posso aspettare le vacanze per abbuffarmi con pesce e arancini.

Il clima fa schifo? L’estate in realtà è stata più bella qui che in Italia.

Augarten (Vienna)
Augarten (Vienna)

La famiglia è lontana? Abbiamo un rapporto migliore quando siamo distanti.

Gli austriaci sono freddi? Prima andrebbero trovati gli austriaci, questa città è una meravigliosa esplosione di culture e colori, quindi la parola freddo non è concepita. Vorrei anche dire che spesso nemmeno noi italiani all’estero brilliamo per apertura mentale, umana e simpatia.

E’ difficile trovare una vera amicizia? Ma smettiamola di prenderci in giro. L’ultima volta che siamo riusciti a creare un legame sincero di amicizia avevamo ancora i brufoli in viso e l’apparecchio ai denti! Inoltre, il più delle volte, quegli stessi “amici” svaniscono nel momento di vera necessità.

Eh ma in Italia avete arte e cultura! Non avete idea di quanta se ne respiri qui a Vienna!

Certo, se l’Italia fosse Vienna non ci sarebbero gli italiani all’estero che So tutto io o gli italiani in Italia che Posso farlo anche io, meglio di te…ma non fanno mai una mazza. Sfortunatamente l’Italia non è Vienna e fortunatamente Vienna non è l’Italia!

E per la milionesima volta vorrei rispondere alla domanda del secolo. E’ necessario conoscere il tedesco? La risposta è, senza ombra di dubbio, !!! Lo è nella stessa maniera in cui è necessario conoscere l’italiano in Italia (già sarebbe una conquista)… 🙂

Me

 

 

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