Me devi cercà tu, caro amico expat!


Fateci caso. Certe amicizie danno il meglio di sé al telefono. A quattr’occhi il contatto è disturbato. (Dino Basili)


Tempo fa parlavo, con una donna che vive qui a Vienna, di come siano strani gli amici che lasciamo in Italia. In realtà è sufficiente spostarsi dal sud Italia al nord per assistere alla metamorfosi della quale vorrei parlare oggi. Ho sempre pensato che fosse un problema limitato alla mia cerchia di conoscenze, invece ho scoperto, parlando di qua e di là, che è un fenomeno molto diffuso. Di cosa sto parlando? Della sindrome “Me devi cercà tu!”

Fin quando vi trovate a vivere nella stessa città, il rapporto bene o male è equilibrato. Una volta ti cerco io, una volta mi cerchi tu, una volta invento un impegno io, l’altra lo inventi tu. Però le amicizie riescono così a trascinarsi, tra ipocrisie e falsi slanci, senza subire grossi scossoni. Poi improvvisamente uno dei due decide di partire, che sia un’altra regione italiana o un’altra nazione poco importa, il concetto non cambia e tra i due amici si insidia l’ombra della lontananza e dell’abbandono.

Immagine presa da internet

Te ne sei andato? Come farò senza di te? Dobbiamo sentirci ogni giorno, va bene dai, ogni settimana! Ti voglio qui tutte le estati e tutti i Natali, e non prendere impegni perché devi stare con me! Posso scriverti delle lettere? Mi lasci il tuo indirizzo nuovo? E così via con lunghi e interminabili buoni propositi, propositi che vanno spesso a morire in un dolce, elegante, ipocrita “Scusamiii ma proprio stavolta non ho nemmeno un’ora da dedicarti!”

Come? Ho sentito bene? Fatemi capire…

Mi hai martellato le sacre sfere per due mesi prima della mia partenza, hai persino versato una lacrima il giorno dei saluti, mi hai sepolto con promesse che farebbero morire di invidia anche un marinaio…e ora che sono rientrato in vacanza TU NON HAI TEMPO???

Sorvoliamo sulle telefonate che non hai fatto, sulle lettere che non hai scritto, sui messaggi che non hai mandato, ma per sorvolare su questa carognata servirebbe un Mig-31!!!

Voi ridete, ma la situazione è davvero amltetica.

Facendo un’attenta analisi possiamo notare che, solitamente, gli “amici” che lasciamo in patria soffrono sia di sindrome da abbandono che di rosicamento acuto, quindi il loro pensiero si può riassumere con “Te ne sei voluto andare? Adesso, se vuoi vedermi, mi devi cercare tu!”. Inizialmente non presti molta attenzione a questi comportamenti patologici, armato di buona volontà prendi in mano la rubrica e inizi a telefonare.

“Ciao Ciccio sono qui, quando ci vediamo? Ah, capisco, domani non puoi, e dopodomani? Nemmeno. Martedì prossimo? Neanche. Ok dai, chiama tu appena hai un secondo.”

Riagganci, chiami un altro amico.

“Ciao sono io, sono atterrato oggi, che ne dici se ci vediamo domani sera per una birra e due chiacchiere? Come? Devi studiare perché hai un esame? E quando? Tra due mesi? Capisco. Allora dimmi tu, quando possiamo vederci? Non lo sai? Ok, allora attendo la tua chiamata.”

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E di numero in numero le conversazioni proseguono con lo stesso tono e la stessa voglia matta di spappolare il telefono contro il muro. Gente che durante l’anno non ha una cippa da fare, si ritrova improvvisamente piena zeppa di impegni e, alla fine, il risultato è questo. Se hai fortuna riesci a vedere giusto un paio di quegli “amici”, se sei proprio tra quelli baciati dalla dea bendata andrete a cena fuori e trascorrerete insieme qualche ora altrimenti, nella maggior parte dei casi, dovrete accontentarvi di un piccolo ritaglio di tempo tra un piano di studio e l’appuntamento dall’estetista per togliere i punti neri.

Trascorsi i primi periodi lontano da casa però anche tu subisci una trasformazione e inizi a pensare che la storia del “Sei partito, adesso mi cerchi tu” proprio non regge.

Caro amico, è vero che sono partito io ma è anche vero che, per poterlo fare, me sò fatto un mazzo così. La lontananza che ci divide è la stessa, sia per te che per me. Mentre in estate tu pubblichi foto che immortalano il tuo sedere a bagnomaria su una spiaggia, io sono tra quelli che il mare lo possono vedere solo in cartolina, fino al giorno delle meritate, beate, strasudate vacanze!!! Vacanze che non voglio trascorrere inseguendo te e quelli come te!

Quindi sai che ti dico? Io me sò rotto li **glio** e non ti cerco più, se avrai voglia di vedermi il mio indirizzo è sempre lo stesso, passa sotto casa, citofona, se mi trovi sali a bere qualcosa altrimenti torna a casa tua e prova a vedere se la prossima volta sarai più fortunato!

Ecco come si concludono tante amicizie dopo le partenze. Alcuni riescono a mantenere saldo il legame perché la volontà di farlo appartiene a entrambi. Un po’ come il matrimonio…si deve essere in due a volerlo. Per quanto riguarda me, visto che appartengo alla categoria di persone che ci restano sempre malissimo, ho man mano iniziato a non cercare più nessuno. Chi vuole (davvero) sa dove trovarmi!

Racconta la tua esperienza nei commenti all’interno del blog! 😉

 

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