Il profumo del Natale passato

Il profumo del Natale passato
IO

È di nuovo dicembre, il mese del Natale, dei desideri, della magia. Un buon momento per annusare i profumi del nostro passato. Proverò a elencarli, in ordine sparso, seguendo naso e cuore.

Profumo di caldarroste calde, dure fuori, morbide dentro.

Profumo di incenso e umidità, come nei vecchi oratori che frequentavamo da piccoli, durante le prove del coro o per i preparativi delle recite natalizie.

Profumo di clementine e di arance, quello che poi ti resta sulle mani anche dopo averle lavate.

Il profumo del Natale passatoProfumo di impasto per le scacciate e del suo ripieno (Broccoli, salsiccia, olive nere, tuma…).

Profumo di dolci appena sfornati e di biscotti caldi.

Profumo di salmone da adagiare sui crostini con il burro.

Profumo degli addobbi natalizi, che escono dalla scatola dopo un anno di letargo.

Profumo di camino e di legna bruciata.

Profumo dei cappotti delle anziane signore, quando ti costringevano ad andare a messa la notte di Natale.

Profumo delle guance morbide dei tuoi nonni, quando ti riempivano di baci.

Profumo di noci e noccioline.

Profumo di pandoro e panettone.

Profumo di lenticchie e cotechino.

Profumo di carte da gioco e cartelle della tombola.

Profumo di casa dei tuoi genitori, dei tuoi nonni, di tua zia, dove fatichi a tornare perché quel salto temporale fa troppo male.

Profumo di vento dopo che ha accarezzato la neve e il mare.

Profumo di presepi (viventi e non), di muschio verde e casette di legno.

Profumo di vin brulé

Profumo della carta che nasconde la sorpresa.

Profumo di fiori, quando approfitti delle feste per portarne qualcuno a chi non c’è più.

E infine profumo di nostalgia. Quello che cambia, che non è uguale per tutti e che azzera lo spazio e il tempo facendoci sentire a volte meno soli, a volte invece di più.

Il profumo del Natale passato
Il mio regalo da parte di Babbo Natale.
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