Montalbano, Fb e gli amminchiati

Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’ipereccitazione.
(Fernando Pessoa)

Montalbano, Fb e gli amminchiati
Un mio scatto

Ho promesso di raccontarvi che cosa ha fatto girare le mie sacre sfere un paio di settimane fa. Eccomi qui a mantenere quella promessa, si parla di Montalbano, dei siciliani e…leggete che è meglio!

Mi trovavo a girovagare allegramente tra le pagine di fb quando, divincolandomi tra cazzate, bufale e santi, ho notato il post di una tipa che non vedeva l’ora di visitare i luoghi di Montalbano. Era già tutto prenotato e mancava pochissimo alla partenza. Questa felice annunciazione si trovava all’interno di un gruppo dedicato ai luoghi dove hanno girato la famosa serie televisiva. Visto che non avevo molto da fare mi sono messa a curiosare tra i commenti al post, fino a strabuzzare gli occhi su questo, scritto da un attempato fancazzista del nord Italia.

“Con tutto il bello della Sicilia perdete tempo con la casa di Montalbano!” E via di faccine che se la ridono a presa di culo.

Sorvolando sul fatto che la ragazza si riferiva a tutta la zona e non solo alla casa intesa come struttura, mi sono permessa di fargli notare che quella parte della Sicilia non può che ringraziare Andrea Camilleri e il suo amato Montalbano, che ha ridato lustro e vita a quel paese. Lui non pare recepire e inizia a elencare una serie di meraviglie siciliane più interessanti da vedere. Aggiunge anche “Non capisco che cosa avete da guadagnare voi con Montalbano, se avete già tutto questo”. Riprovo a spiegare il mio pensiero dicendo che io non ho da guadagnare niente perché vivo a Vienna, ma conosco abbastanza bene la situazione della mia terra e so che Montalbano è servito tantissimo, per dare nuovo vigore e risalto a quella zona. Dopo i primi successi della serie, pian piano, il flusso di turisti è aumentato, i soldi a disposizione sono aumentati, il paese è stato ristrutturato e pullula di gente che lo vuole visitare. Sarà stato merito di quella casa sulla spiaggia? Può essere, ma non vedo come questo possa essere un male. Per una volta che riusciamo a valorizzare e sfruttare una cosa in positivo, che ben venga, cazzo.

Comunque, da lì in poi il delirio. Inizia ad aggiungersi ai commenti una signora di Punta Secca che dice “Mica ci ha portato tanti soldi, e poi a noi che ce ne frega di Montalbano e dei turisti, la vera ricchezza sono le spiagge libere e i parcheggi gratis, il resto lo lasciamo volentieri agli altri. Il suo parere, signora Roberta, è utile quanto una forchetta nel brodo.” Non faccio in tempo ad aprire il suo profilo per vedere chi è questa principessa che mi appare questo annuncio in bella mostra, inserito da lei su airbnb.

Titolone: “RELAX CASA VACANZA” a Punta Secca di Montalbano

Una casa-vacanza con ampio spazio esterno dotata di area solarium attrezzata, vi concede di portare in vacanza anche il vostro inseparabile amico a quattro zampe in tutta sicurezza; a pochi passi dalla mitica “spiaggia di Montalbano” set televisivo della omonima serie -TV.

Montalbano, Fb e gli amminchiati
Il faro di Punta Secca ed io in versione fosforescente!

No, non ci credo, cado in preda ad una crisi isterica con risata annessa, copio il link e lo incollo tra i commenti in risposta alla signora. Lei non sa più cosa scrivere, non argomenta ma dice solo che le ho fatto un favore enorme mettendo il link nei commenti al gruppo. Ma brutta imbecille che imbelle, volevi fare il predicozzo a me quando sei la conferma vivente della mia tesi? Non ci posso credere. Rimango a pensare se risponderle o meno quando arrivano altre notifiche, le leggo.

Un tipo X, di quelli che dal vivo manderesti a cagare in un nanosecondo, scrive “Da noi la fame non esiste e la nostra terra ci nutre di primizie eccezionali che a Vienna non arrivano o se arrivano sono solo gli scarti. La Sicilia è l’unico paradiso terrestre.” Ho riassunto il suo lungo commento e l’ho anche scritto correttamente, altrimenti i vostri occhi sarebbero esplosi. Comincio a rendermi conto che la gente non andava a leggere l’origine della conversazione, ma si limitava agli ultimi commenti inseriti, si faceva un’idea vaga e scriveva di conseguenza. Io ero diventata il mostro che non ama la Sicilia, ne parla male e vive all’estero (cosa che i siciliani non sopportano e difficilmente ti perdonano). Iniziano ad aggiungersi altre persone, a ruota libera, usando frasi del tipo “L’estero l’ha fatta diventare fredda come gli austriaci” e cose simili. Mi arrendo, capisco di avere a che fare con una massa di coglioni e chiudo tutto, bannandoli da fb e dispiaciuta per non avere la possibilità di bannarli dal mondo o incenerirli.

Queste cose, forse lo sapete già, mi fanno incazzare tantissimo. È ormai palese il fatto che i siciliani abbiano un’immagine completamente distorta della loro terra e nessuno si può permettere di contraddirli senza essere aggredito. La cosa che però mi fa roteare maggiormente le sacre sfere è che io, proprio perché amo quella terra (inteso proprio come terra e basta), ho evitato di scriverne l’ultima volta che sono stata lì in vacanza, ad agosto. Ho evitato di scrivere che le meraviglie tanto decantate sono coperte completamente di munnizza. Ho evitato di scrivere che nella riserva naturale protetta di Acitrezza (Paese dei Malavoglia) la fogna scarica a mare da anni perché mancano i depuratori e la merda galleggia sotto gli occhi dei turisti e degli abitanti del posto. Ho evitato di scrivere che la gente è più incivile di come me la ricordassi. Mi sono limitata a fotografare le cose belle, scansando persone e spazzatura. Forse, più che per rispetto, ho taciuto perché me ne vergogno. 

Quindi, ditemi, quella fatta male sono io, che ammetto l’importanza dei soldi portati dai turisti in una terra senza lavoro, o la gente che nega l’evidenza ignorando i problemi? Ma, in fondo, il problema è quella gente! Vorrei aprire una piccola parentesi anche riguardo alle aggressioni di gruppo che avvengono puntualmente sui social. Siete una massa di invertebrati se avete bisogno l’uno dell’altro per sostenere una conversazione. Forse, dico forse, lo fate perché le vostre argomentazioni, da sole, non stanno in piedi? È la famosa legge del branco applicata ai social…che pena.

Sono andata a curiosare per vedere se Montalbano avesse fatto economicamente bene al paese, quindi per verificare se io avessi torto o ragione. Ecco un paio di link che ho trovato.

Turismo da Fiction

Avete letto? Affari aumentati del 300%, un intervistato che dice “A noi i turisti ci piacciono. Portano picciuli (soldi).”

Grazie Commissario Montalbano Qui si parla di 800 mila turisti in più, ed è un articolo del 2013, ad oggi immagino che i numeri siano lievitati ulteriormente.

Montalbano, Fb e gli amminchiati
Noi che ce la spassiamo a Punta secca.

Potrei andare avanti per ore con gli articoli che parlano di quanto Montalbano abbia fatto bene alla Sicilia, ma ve li risparmio e, se volete, potete tranquillamente cercarli su San Google. Voglio concludere dicendo che in una terra deturpata dai propri cittadini, dove la gente non trova lavoro, dove la spazzatura sta prendendo il posto dei fiori e la merda del mare, non accetto che un turista del nord o un siciliano corrotto nell’animo mi vengano a dire che si può fare a meno di Montalbano e dei suoi turisti, provenienti da tutto il mondo. 

E ora, se vi va, commentate e condividete! 😉

Lo stupido può anche dire una cosa giusta,

ma per ragioni sbagliate. (Umberto Eco)

 

 

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La scala mobile a Vienna

Rieccomi!!! Scusate la breve assenza dal blog ma questa città è talmente viva che mi risucchia. Il tempo qui sembra non bastare mai, la noia non abita da queste parti e l’entusiasmo aumenta con il passare dei giorni. Insomma, se non avete ancora capito, io amo Vienna.

Stamattina ero in metropolitana (U-Bahn per chi volesse puntualizzare il nome in tedesco) e mentre mi trovavo sulla scala mobile ho pensato a voi, molti dei quali ignari dei retroscena che si annidano in quei pochi metri di gradini in movimento. Funziona bene o male così. I più svegli se la cavano discretamente, per quanto riguarda i dormienti perpetui invece proporrei una sorta di patentino, da prendere frequentando un corso di almeno un mese, un’ora al giorno con modalità su e giù dalla scala mobile.

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Innanzitutto dovete sapere che bisogna mantenere la destra. Provate a mettervi sul lato sinistro e avrete in 3…2…1…qualcuno che, bussandovi alle spalle, vi guarderà con gli occhi che urlano “Te voi levààà”. I meno fortunati invece saranno travolti con nonchalance e la parola “scusa” non verrà mai pronunciata. Mia figlia fatica a capire per quale motivo, se ci sono anche le scale normali, la gente deve prendere le scale mobili iniziando a correre. Il motivo è sicuramente questo, cioè che un corpo in movimento su una scala in movimento va più veloce. Insomma, la frenesia che si annida nelle grandi città. Voi cosa ne pensate? Per quanto mi riguarda, preferisco uscire da casa in orario per potermi concedere il lusso di fare il mio giro sulla scala mobile senza stress.

Certo, a volte è complicato anche riuscire a prendere quella benedetta scala. Nella stazione di Karlsplatz per esempio, snodo importante e sempre affollato, l’ansia da prestazione inizia già sul treno, mentre si sta per arrivare alla fermata. La gente si avvicina alle porte, vengono lanciati sguardi di sfida, il pulsante per l’apertura già premuto, onde evitare di perdere mezzo secondo. La galleria buia lascia spazio alla luce, il convoglio rallenta, si ferma, un bip, le porte si aprono e … escono tutti contemporaneamente, mentre i geni fuori, in attesa di entrare,  non capiscono che devono prima fare uscire quelli dentro. E così, per qualche secondo, si forma una matassa umana. Borse incastrate, monopattino sul piede della vecchietta, bicicletta sullo stinco di un signore, capelli tirati o infilati nella bocca di quello basso dietro e gomitate nello stomaco. Fortunatamente, come per magia, dopo qualche secondo la matassa si sbroglia e tutti, sempre insieme appassionatamente, si dirigono correndo verso l’imbocco della scala mobile.

Hai perso tua figlia? Non vedi più tuo marito dietro di te? Del cane ti è rimasto in mano solo il guinzaglio? Non importa, N O N  T I  F E R M A R E!!! Lascia che la folla ti trascini (se ti fermi ti travolgono, ed è peggio), anche se non sentirai più il suolo sotto i piedi fa niente, metti le braccia a cucchiaio e, di persona in persona, ti ritroverai finalmente sulla scala. Mi raccomando…mantieni la destra!!!

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Un’infamata grande quanto una casa va invece a tutti i turisti che non si rendono conto di una cosa, apparentemente semplice da capire ma di difficile assimilazione…a Vienna non siamo tutti turisti! Capisco la voglia di cazzeggio elevata all’ennesima potenza ma, gentilmente, potreste evitare di camminare in fila per dieci, col resto di due…in orizzontale? Sembra la versione senza ruote dei ciclisti che, quando abitavo a Catania, mi obbligavano ad andare con l’auto a 20 km/h perché loro dovevano occupare l’intera corsia per chiacchierare.

Concludo dedicando invece un pensiero agli impavidi che, nonostante la scala mobile, preferiscono prendere quella normale. Se non ce la fate, andate ad agonizzare sul lato dentro, così gli altri possono passare! 🙂

Per oggi è tutto, tornerò presto a raccontarvi di noi, di Vienna e delle sue infinite sfumature!

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

 

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Pistoia e Il Principe Rospo

Il viaggio, come avrete intuito, è parte integrante della mia vita. Prima della mia esperienza in Germania, grazie alla quale ho deciso di iniziare questo blog, ho visitato parecchi luoghi, ognuno dei quali ha lasciato un segno indelebile nei miei ricordi, forgiando di volta in volta la mia personalità. Mi piacerebbe condividere con voi queste esperienze, accompagnandovi (almeno virtualmente) in giro per l’Italia (e non solo).

Grazie Trenitalia
Grazie Trenitalia

In passato avevo visitato diverse volte la Toscana, ma non ero mai stata nella provincia di Pistoia. Siamo partiti in treno da Catania Centrale e arrivati a destinazione dopo una lunga notte di spifferi, provenienti da un finestrino rotto. Il nostro tentativo di tappare tutto con dei pezzi di giornale si rivelò poco utile, la mattina seguente le nostre ossa cantavano “pietà”.

Dopo un breve giro perlustrativo (ho avuto modo di vivere davvero Pistoia in seguito) ci siamo diretti, come se fosse un miraggio, verso il B&B che avevamo contattato prima della partenza. Il nome evocava una favola, IL PRINCIPE ROSPO, il prezzo era abbordabile. Dopo esserci puntualmente smarriti (a piedi dalla stazione) con la valigia che ha perso le ruote a furia di saltellare su tutti i sampietrini, siamo finalmente giunti a destinazione. Dall’esterno si vedevano solo vecchi palazzi, niente che potesse avvicinarsi all’idea che avevo di quel B&B, ma quando aprimmo il portone d’ingresso l’atmosfera fu subito magica.

PicsArt_1443600125833Ci trovammo di fronte ad una ripida e stretta scalinata, ogni gradino era decorato con richiami diversi e variopinti, un piccolo sgabello in legno riposava proprio nel mezzo del cammin.

Sulla porta d’ingresso era raffigurata una fatina con una scritta sotto che diceva:

In questa misteriosa camera viveva “Non ti scordar di me”, la Fata dei fiori che poteva fare magia con l’acqua, volare veloce come il vento, parlare con gli animali e, chi la Fata dei Fioriincontrerà non si scorderà più di lei. In questa camera, durante la notte, quando tutto intorno è silenzio, i fiori danno grandi feste, invitano folletti, fate e gnomi ed insieme ballano e cantano tutta la notte accompagnati da una dolce e soave musica. Chiunque dorma in questa camera sarà ricoperto da un sottile ed invisibile pulviscolo d’oro che i fiori sprigionano durante la notte e soltanto chi crede veramente dal profondo del cuore che sia esistita la fata dei Fiori avrà poteri magici per sempre e si sorprenderà quando accadranno eventi fantastici nella sua vita.

I poteri credo di non averli ma lo stupore fortunatamente si, mi accompagna ancora ed è una grande fortuna!Bagno del Topo

La stanza evocava immediatamente una favola, un dolce topolino invece ci dava il benvenuto dalla porta del bagno, dove era intento a leggere un giornale con occhiali da vista sul naso e le zampine incrociate.

Quella notte è volata velocemente ma le sensazioni positive  di quel contesto magico invece rimarranno per sempre. La prossima volta che mi troverò a Pistoia IL PRINCIPE ROSPO sarà sicuramente tra le mie tappe, ho inoltre curiosato all’interno del loro sito e pare che le stanze oggi siano più belle di allora. Quindi, se vi troverete a passare da quelle parti, vi consiglio questo confortevole e accogliente posto dove trascorrere una magica notte…Roberta

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