La scala mobile a Vienna

Rieccomi!!! Scusate la breve assenza dal blog ma questa città è talmente viva che mi risucchia. Il tempo qui sembra non bastare mai, la noia non abita da queste parti e l’entusiasmo aumenta con il passare dei giorni. Insomma, se non avete ancora capito, io amo Vienna.

Stamattina ero in metropolitana (U-Bahn per chi volesse puntualizzare il nome in tedesco) e mentre mi trovavo sulla scala mobile ho pensato a voi, molti dei quali ignari dei retroscena che si annidano in quei pochi metri di gradini in movimento. Funziona bene o male così. I più svegli se la cavano discretamente, per quanto riguarda i dormienti perpetui invece proporrei una sorta di patentino, da prendere frequentando un corso di almeno un mese, un’ora al giorno con modalità su e giù dalla scala mobile.

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Innanzitutto dovete sapere che bisogna mantenere la destra. Provate a mettervi sul lato sinistro e avrete in 3…2…1…qualcuno che, bussandovi alle spalle, vi guarderà con gli occhi che urlano “Te voi levààà”. I meno fortunati invece saranno travolti con nonchalance e la parola “scusa” non verrà mai pronunciata. Mia figlia fatica a capire per quale motivo, se ci sono anche le scale normali, la gente deve prendere le scale mobili iniziando a correre. Il motivo è sicuramente questo, cioè che un corpo in movimento su una scala in movimento va più veloce. Insomma, la frenesia che si annida nelle grandi città. Voi cosa ne pensate? Per quanto mi riguarda, preferisco uscire da casa in orario per potermi concedere il lusso di fare il mio giro sulla scala mobile senza stress.

Certo, a volte è complicato anche riuscire a prendere quella benedetta scala. Nella stazione di Karlsplatz per esempio, snodo importante e sempre affollato, l’ansia da prestazione inizia già sul treno, mentre si sta per arrivare alla fermata. La gente si avvicina alle porte, vengono lanciati sguardi di sfida, il pulsante per l’apertura già premuto, onde evitare di perdere mezzo secondo. La galleria buia lascia spazio alla luce, il convoglio rallenta, si ferma, un bip, le porte si aprono e … escono tutti contemporaneamente, mentre i geni fuori, in attesa di entrare,  non capiscono che devono prima fare uscire quelli dentro. E così, per qualche secondo, si forma una matassa umana. Borse incastrate, monopattino sul piede della vecchietta, bicicletta sullo stinco di un signore, capelli tirati o infilati nella bocca di quello basso dietro e gomitate nello stomaco. Fortunatamente, come per magia, dopo qualche secondo la matassa si sbroglia e tutti, sempre insieme appassionatamente, si dirigono correndo verso l’imbocco della scala mobile.

Hai perso tua figlia? Non vedi più tuo marito dietro di te? Del cane ti è rimasto in mano solo il guinzaglio? Non importa, N O N  T I  F E R M A R E!!! Lascia che la folla ti trascini (se ti fermi ti travolgono, ed è peggio), anche se non sentirai più il suolo sotto i piedi fa niente, metti le braccia a cucchiaio e, di persona in persona, ti ritroverai finalmente sulla scala. Mi raccomando…mantieni la destra!!!

Immagine presa da internet.
Immagine presa da internet.

Un’infamata grande quanto una casa va invece a tutti i turisti che non si rendono conto di una cosa, apparentemente semplice da capire ma di difficile assimilazione…a Vienna non siamo tutti turisti! Capisco la voglia di cazzeggio elevata all’ennesima potenza ma, gentilmente, potreste evitare di camminare in fila per dieci, col resto di due…in orizzontale? Sembra la versione senza ruote dei ciclisti che, quando abitavo a Catania, mi obbligavano ad andare con l’auto a 20 km/h perché loro dovevano occupare l’intera corsia per chiacchierare.

Concludo dedicando invece un pensiero agli impavidi che, nonostante la scala mobile, preferiscono prendere quella normale. Se non ce la fate, andate ad agonizzare sul lato dentro, così gli altri possono passare! 🙂

Per oggi è tutto, tornerò presto a raccontarvi di noi, di Vienna e delle sue infinite sfumature!

Immagine presa da internet.
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Ritorno alla civiltà #Vienna

Civiltà, questa strana sconosciuta!

Chi ci segue da tempo lo sa, per i nuovi arrivati faccio un brevissimo sunto. Dopo due anni di Germania e un rientro (voluto) in Italia, abbiamo deciso di riespatriare, destinazione scelta…Vienna. All’interno del blog potete trovare le motivazioni che ci hanno spinti a prendere questa decisione. A quanto pare abbiamo fatto bene, perché è stato un ritorno alla civiltà.

Il babbo è stato il primo a partire, è arrivato a destinazione ieri. Vi riporto le sue prime impressioni. In realtà ha iniziato a notare un netto cambiamento già durante il viaggio.

Questa volta non ha preso l’aereo, ma il treno, ha preferito non viaggiare per aria. Intorno alle 23.00 il convoglio che lo avrebbe portato fino a Roma è partito (in ritardo) dalla stazione centrale di Catania. Dalla banchina l’ho visto salire in carrozza e rimanere bloccato nel corridoio, le cuccette erano già aperte, la scala impediva l’accesso al finestrino (niente saluti con lacrime quindi) e un signore stava cercando di posizionare in alto la sua valigia. Dopo 15 minuti dalla partenza ricevo la prima telefonata dal babbo, aveva dovuto cedere il suo posto in alto a un signore che voleva dormire in basso, fin qui nessun problema. Verso mezzanotte però mi arriva sul cellulare questa foto…

Ritorno alla civiltà #Vienna
Involuzione dell’essere umano

I signori che dormivano in cuccetta con lui, napoletani che avevano preso il treno a Siracusa, non erano esattamente un esempio di evoluzione umana…anzi. Uno dei tre si è limitato a dire, in un dialetto biascicato, “Dormiamo”. Si è completamente spogliato, ha messo via i vestiti ed è rimasto così, con i pelacci in bella esposizione e nemmeno il buongusto di coprire quella flaccida pellaccia con il lenzuolo. I miei genitori mi hanno insegnato che, quando si è in mezzo alla gente, non ci si può comportare come quando si è soli a casa. E’ l’ABC dell’educazione, delle buone maniere, del saper stare al mondo senza creare disagio a chi ci sta accanto.

Come se non bastasse il nudo quasi integrale, il disinibito essere ha iniziato ad arieggiare lì, dove non batte il sole. Puzza e sgomento, sgomento e puzza. Un tormento che si è concluso in Campania, quando i tre reperti storici sono finalmente scesi dal treno, per tornare nella propria caverna. La prima tappa del viaggio era Roma, il babbo avrebbe dovuto attendere una giornata, aspettando la coincidenza serale per Vienna. Quale miglior occasione per incontrare Alessia, cara amica e brillante blogger di Gnoseologia della moda. Pranzo veloce insieme e foto di rito per il blog, eccola.

Ritorno alla civiltà #Vienna
Ale e il Babbo

Il bello dei nostri incontri è che non sappiamo mai dove avverrà il prossimo!

Dopo l’incontro con Ale il babbo ha proseguito il suo giretto da turista a spasso per Roma. Verso le 17.00 però è rientrato in stazione, per recuperare le valigie che aveva lasciato nel deposito bagagli (10 euro a pezzo, che sia valigia o borsa). Impresa che non è risultata semplice, perché il meccanismo che recuperava le valigie in base alla ricevuta si era rotto, scatenando il panico e l’ira delle persone, molte delle quali avevano fretta e il terrore di perdere il treno. Un turista tedesco non riusciva a capire cosa gli stesse dicendo l’uomo allo sportello, che provava a comunicare in inglese “Dovete scendere voi sotto e cercare tra i bagagli il vostro”. Fortunatamente il babbo parla tedesco, quindi ha spiegato lui al malcapitato quale fosse il problema, lo ha condotto fino al deposito, facendogli recuperare la valigia. Immagino che situazioni come questa siano la gioia dei ladri, un disonesto avrebbe potuto prelevare qualsiasi bagaglio fingendo di riconoscerlo come proprio.

Finalmente il babbo riesce a raggiungere il treno, eccolo.

Ritorno alla civiltà #Vienna

Molte delle persone a bordo erano straniere, quasi tutte parlavano in tedesco. Sembrava di essere approdati su un altro pianeta. Ordine, parole sussurrate, compostezza. Man mano che il treno percorreva la sua strada, i finestrini mostravano scenari sempre più ordinati, puliti. La sensazione di degrado urbano lasciava il posto ad altre sensazioni, una tra tutte la sensazione di conforto, come se i luoghi fossero così ordinati da volerti abbracciare. “Sembra di essere di nuovo in Germania” ha detto il babbo. “Ho capito subito di essere tornato in un posto giusto” ha aggiunto. E’ una sensazione che difficilmente si può descrivere se non la si è provata. Bisogna vivere all’estero per capire lo sgomento e il caos mentale che si provano rientrando in Italia. Non parliamo poi di chi, come noi, è rientrato in meridione. Tra nord Italia e Sicilia c’è già una differenza abissale, sembra che i due luoghi appartengano a dimensioni distanti tra loro anni luce. Figuratevi rispetto alla Germania o all’Austria.

La prima impressione riguardo Vienna è stata di meraviglia. “Non so da che parte guardare per quanto è bella” dice il babbo. Una città grande ma ordinatissima. Tanti abitanti ma silenziosa. Maestosa ma a misura d’uomo. Pulita! Possiamo dire per ora che è stato amore a prima vista. Ecco delle foto, scattate il giorno dell’arrivo.

Ritorno alla civiltà #Vienna

Ritorno alla civiltà #Vienna

Ritorno alla civiltà #Vienna

Per ora è tutto, vi terrò aggiornati! Roberta

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