Provare significa scegliere!!!

A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione – e altri sceglieranno per lui. (Paulo Coelho)

Ritorno in Italia!

Intanto vorrei ringraziare tutte le persone che hanno seguito il nostro percorso fino a oggi. Siete stati il mio supporto, la mia compagnia, la mia valvola di sfogo, la mia finestra su innumerevoli realtà differenti. Se asaperloprima.altervista.org e “Se anche il ragionier Ugo espatria” hanno un seguito sempre maggiore, lo devo a voi! Quindi mille e mille volte grazie!

Vi anticipo che continuerò a raccontarvi testimonianze provenienti dall’estero (manterrò i miei agganci), con l’aggiunta di nuove storie, tutte italiane. Potrete seguire il mio nuovo percorso, la ricerca del lavoro, i miei viaggi all’interno di una terra che ho imparato ad amare con il tempo.

Immagine presa da internet
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Il titolo di questo articolo è dedicato invece a coloro che pensano che rientrare in Italia sia un fallimento, mollare proprio quando in tanti si sarebbero “ambientati” rimanendo. A tutti coloro che asseriscono questo dico semplicemente  –Perché non provate voi?– Le prediche “migliori” arrivano da chi non ha mai provato (il più delle volte sono vecchi “amici”), da chi idealizza l’estero vivendolo attraverso lo schermo di un computer, da chi si lamenta dell’Italia senza sapere realmente come si vive da expat altrove.

Sperimentate, viaggiate, sentitevi stranieri in un luogo che non è casa vostra. Mangiate cibi locali, mandate i vostri figli in scuole non italiane, immergetevi nelle culture locali senza ritagliarvi la solita zona di comfort tra italiani all’estero. Solo allora la vostra predica avrà davvero un peso, le vostre parole una sincera sostanza.

Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere.

(James Joyce)

La maggiore fonte di gioia per me sono i vostri commenti, anche quelli critici se basati su un valido fondamento. Vorrei trascriverne qui uno, lasciato sulla mia pagina ieri da “Italiani in Baja California Sur – Messico”…eccolo…

“Uno si distrae un attimo e guarda che succede…e la Spagna? 🙂
Vi faccio un in bocca al lupo grandissimo e vi lascio con un passaggio di Seneca che a me piace molto”


Perché ti stupisci, se i lunghi viaggi non ti servono, dal momento che porti in giro te stesso? Ti incalza il medesimo motivo che ti ha spinto fuori di casa, lontano. A che può giovare vedere nuovi paesi?

A che serve conoscere città e luoghi diversi? E’ uno sballottamento che sfocia nel vuoto. Domandi come mai questa fuga non ti è utile? Tu fuggi con te stesso. Devi deporre il fardello che grava sul tuo animo, altrimenti prima non ti piacerà alcun luogo. Ora il tuo stato d’animo è identico, pensaci bene, a quello della veggente che Virgilio ci presenta già sconvolta e stimolata da un pungolo, invasa da uno spirito estraneo: La veggente delira e cerca di scacciare dal petto il grande dio.

Vai di qua e di là per scuotere il peso che ti sta addosso e che diventa ancor più fastidioso in conseguenza della tua stessa agitazione. Analogamente su una nave i pesi ben stabili premono di meno, mentre i carichi che si spostano, rollando in modo diseguale, mandano più rapidamente a fondo quella parte su cui essi gravano. Qualunque cosa tu faccia, la fai contro di te e con lo stesso movimento ti arrechi un danno: infatti stai scuotendo un ammalato. Ma quando ti sarai liberato da questo male, qualsiasi cambiamento di località diverrà un piacere.

Ti releghino pure nelle terre più lontane; ebbene, in qualsivoglia cantuccio di terra barbara in cui ti troverai per forza ad abitare, quella sede, qualche che sia, ti sarà ospitale. Più che la meta del tuo viaggio importa lo spirito con cui l’hai raggiunta, e pertanto non dobbiamo subordinare il nostro animo ad alcun luogo. Bisogna vivere con questa convinzione: “Non sono nato per un solo cantuccio di terra, la mia patria è l’universo intero”.

Quindi, augurando a tutti voi di non navigare mai contro voi stessi, vi saluto e vi aspetto numerosi nelle prossime avventure! 🙂

Sono le nostre scelte, Harry, che ci mostrano chi siamo veramente, molto più delle nostre capacità. (Dal film Harry Potter)

Roberta

 

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“Tanto io so fare tutto” non è una referenza #Silvia #Germania

“Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’.”

RITA LEVI-MONTALCINI

La collaborazione con il sito web “Donne che emigrano all’estero” ci ha dato la possibilità di intervistare Silvia dalla Germania. E’ una meta ambita da tanti, credo che i suoi consigli siano preziosi! Buona lettura…Roberta

Ciao, intanto grazie per la disponibilità. Inizio quest’intervista chiedendoti chi è Silvia?

Ciao! Allora, chi è Silvia…Sono nata a Bologna e cresciuta a Dozza, un paesino meraviglioso nella campagna romagnola. Ho sempre avuto a che fare con la musica, sia suonando e cantando in chiesa, sia ballando nel gruppo folcloristico locale, sia studiando canto. Ho frequentato la Scuola Interpreti a Forlì (SSLIMIT – Università di Bologna) studiando inglese e russo “perché il tedesco non mi piaceva”. Ho vinto due borse di studio che mi hanno portata in Inghilterra, prima a Londra e poi a Liverpool, a studiare giornalismo e lingue (ovviamente francese e spagnolo…) per due anni. A Liverpool ho incontrato quello che adesso è mio marito da quasi 18 anni.

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Cosa ti ha spinta a lasciare l’Italia e di cosa ti occupi?

Ho lasciato l’Italia per amore. Il marito incontrato a Liverpool è tedesco, ha un ottimo lavoro qui in Germania e quindi dopo il matrimonio mi sono trasferita. Ho imparato il tedesco, ho preso una seconda laurea in storia, faccio la mamma, la guida turistica e l’affittacamere per gli studenti.

Cosa hai trovato in più in Germania rispetto all’Italia e cosa invece non hai trovato e ti manca?

Ho trovato ordine, pulizia e silenzio. Molte, forse troppe regole. Ad esempio…quando nevica bisogna pulire il proprio marciapiede. Va bene. Entro le 7 nei giorni feriali. Va bene. Peccato che non si possa fare rumore prima delle 8…Dire che mi manca il sole è scontato no? Quello che mi manca veramente è la gente italiana, soprattutto quelli del mio paese. E mi manca la spontaneità. In Italia quando si incontra un conoscente per strada è normale fermarsi per un caffè. Qui bisogna sempre prendere appuntamento.

Cosa è necessario per una perfetta integrazione, se esiste una reale integrazione.Silvia1

Per essere perfettamente integrati bisogna essere tedeschi, non solo, ma bisogna essere nati e cresciuti nel posto in cui si vive.

Ho una curiosità da chiederti. Credi che per i tedeschi la scusa della lingua non perfettamente parlata sia un alibi? Un modo per tenere gli “stranieri” sempre un gradino sotto?

Quella della lingua è una scusa. Io parlo tedesco come l’italiano, con pochissimo accento, ma non sono per niente integrata. All’inizio pensavo che la “colpa” fosse della lingua e allora me la sono studiata, ho fatto un corso di sei mesi, poi sono nati i bambini e di tempo per i corsi non ce n’era più e così ho iniziato a fare ogni tipo di corso: 1 ora di ricamo, una di musica, una di “impacchettamento regali”…ogni scusa era buona. Adesso sto per dare l’esame di livello C2 (livello Madrelingua). Amici tedeschi non ne ho. Conosco i vicini di casa perché abitiamo nello stesso posto da 17 anni, ma oltre a buongiorno e buonasera e qualche chiacchiera quando ci si incrocia in giardino non si va. Ho provato a fare degli inviti, cena, colazione…si, vengono, mangiano, ringraziano e vanno. Penso che in 17 anni sia stato ricambiato 1 invito. A questo punto ho smesso, mi faccio la mia vita e basta.

Quanto sono aperti i tedeschi verso le altre culture e quanto invece tendono a sottometterle alla loro?

C’è un detto, i tedeschi amano gli italiani, ma non li rispettano. Gli italiani rispettano i tedeschi, ma non li amano. Ecco. I tedeschi amano quello che è straniero, ma non hanno (tolte le debite eccezioni, ovviamente) alcun rispetto per le altre culture, le vedono come qualcosa di esotico, ma non da prendere sul serio.

Scrivi per il sito web “Donne che emigrano all’estero”, cosa ti ha spinta a vivere anche quest’esperienza?

Mi sono sempre divertita a scrivere, ho in cantiere anche un progetto decisamente ambizioso, quindi mi sono detta, perché no, proviamo anche questa!

Domandina di rito…ti manca l’Italia? Che sentimenti provi nei confronti del nostro Paese e torneresti a viverci?

Si, mi manca l’Italia, soprattutto mi manca la situazione che ho lasciato, il lavoro che facevo, la gente che avevo attorno. Forse se venissi da una situazione differente, non mi mancherebbe. Non so se tornerei a viverci, mi sono abituata ad altre cose che in Italia non ci sono, purtroppo.

Potendo tornare indietro sceglieresti la Germania come meta?

No, col senno di poi non credo che sceglierei la Germania.

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti assolutamente dire ai tanti che sono intenzionati a venire a vivere in Germania?

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Da qualche mese aiuto gli italiani che sono appena arrivati e che non sanno la lingua. Li accompagno a fare i documenti, li accompagno dal medico, a scuola…una cosa che mi fa andare veramente su tutte le furie è vedere gente che arriva senza arte né parte, piena di idee sbagliate che gli sono state messe in testa da qualcuno. Arrivano senza sapere niente e cominciano a pretendere i sussidi statali. Perché Tizio mi ha detto…perché Caio ha fatto… e chi arriva qui con la mano tesa senza avere niente da offrire in cambio può anche fare dietro front e tornare a casa. Quando si arriva qui bisognerebbe (oltre ad avere almeno una base di tedesco) avere con se tutti i diplomi, lettere di referenze, prove che in Italia si lavorava, per quanti anni, con che mansione…a questo punto è forse un po’ più facile farsi riconoscere i titoli e trovare un lavoro umano. Arrivare dicendo “tanto io so fare tutto” senza poterlo provare non porta assolutamente a niente. Ho sentito anche turisti arrivare qui e dire “eh, beati voi che un operaio prende 3000€ al mese”. No, un operaio, a fine carriera, può arrivare sui 2000€, ma si parte dai 900-1000…ci sono lavori da 400€ al mese. Ci sono aiuti sociali, questo si, ma non vengono dati a tutti. Ci sono dei controlli severi e bisogna averne veramente diritto. Insomma, non è tutto oro quello che luccica…

“Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”

Khalil Gibran

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Non ho capito…potrebbe ripetere?

Imparare a “leggere” il viso delle persone è un’arte che ho affinato qui in Germania. Per quanto io riesca a capire il tedesco e a farmi capire, ci sono delle situazioni in cui, se parlassero in arabo, sarebbe la stessa cosa, non capirei niente ugualmente. Certe circostanze dipendono dal contesto, dall’argomento trattato (quindi dai termini utilizzati) e dalla velocità con cui gli altri parlano. Se poi a conversare sono più persone contemporaneamente il risultato è un’accozzaglia di suoni fastidiosi ed indefiniti. Quindi, per venir fuori con classe da certe situazioni, non serve altro che lo studio attento degli altri. Il volto, le smorfie, notare se sorridono o se hanno la faccia triste o sorpresa.

“Risponderò in stile minigonna, cioè in modo abbastanza lungo da coprire l’argomento e abbastanza breve da renderlo interessante.” Oriana Fallaci

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È una commedia e noi siamo gli attori, quindi serve ripassare la parte e fare molta pratica. I primi periodi, nei quali parlavo il tedesco come Luca Giurato parla l’itaGLIano, non avevo ancora questa capacità e la situazione che mi si riproponeva era sempre la stessa. Qualcuno mi parlava con concitazione ed  io cercavo di elaborare ma il suono che decifrava la mia testa era lo stesso, come se provenisse, a rallentatore, da dentro una bolla di sapone. Altre volte, in base al piede con il quale ero scesa dal letto, somigliava invece allo stridere delle unghie sulla lavagna!!! Brrr, mi fa impressione il solo pensiero!!! Ne seguiva la mia solita faccia da pesce lesso con il solito verso emesso…“Eh?“. No, troppo imbarazzante, dovevo trovare una soluzione e da lì ho appreso l’Arte, che ogni tanto (in realtà spesso) ancora mi serve. Come si dice? Di necessità virtù…

Ecco alcuni esempi da applicare quando qualcuno ti parla e non capisci cosa dice.

  • Il tuo interlocutore accenna un sorriso? Sorridi anche tu, con discrezione e senza esagerare (nel dubbio è consigliabile non esporsi troppo).
  • Il tuo interlocutore ride a crepapelle? Deve essere una cosa divertente quindi ridi a crepapelle pure tu, ogni tanto inserisci (se vivi in Germania), tra una risata e l’altra, un “mamma mia” sempre ridendo…a loro piace!
  • Il tuo interlocutore ha la faccia stizzita e ti nomina alcuni vicini di casa o il panettiere? Sta sicuramente spettegolando, quindi indossa la maschera di circostanza e fingi stupore quando inizia a fare versi del tipo “ah“ “egt“ “ja!!!“ Non aprire bocca però…potesti creare un incidente diplomatico senza saperlo.

Il problema serio nasce quando percepisci che, a fine frase, c’è un punto di domanda…logicamente, se non hai capito, non puoi dare una risposta. Fortunatamente la solita Arte corre in nosto aiuto. Se presterai bene attenzione, senza farti prendere dall’ansia (o come direbbe un mio amico dall’ansietudine), noterai che la risposta da dare, il più delle volte, è già nella domanda.

  • Il tuo interlocutore ti pone una domanda annuendo leggermente con la testa? La risposta è ovvia…devi dire si!
  • Il tuo interlocutore ti pone una domanda aggrottando un pò le sopracciglia? La risposta è quasi sempre no.

Se ti chiedono se hai pranzato e rispondi per errore no…non dare, per favore, la  colpa a me!

Per concludere…quando la faccia del tuo interlocutore è perplessa mentre pone la domanda…rispondi sempre forse!!!

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E se proprio non hai capito niente usa l’ultima carta…“Ich habe nicht verstanden” e cerca di tendere meglio l’orecchio perché, se un tedesco ti ripete mal volentieri una frase per la seconda volta…beh…immagina la terza!!! 😉

Ovviamente quest’articolo è un modo per esorcizzare certe situazioni imbarazzanti…però provate, poi mi fate sapere!!! 🙂

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FAILED #altrogiro


 

L’esperienza che ho maturato a 21 anni sarebbe utile se avessi di nuovo 21 anni. Ma ho 71 anni e sono un principiante e continuo a fare gli errori di uno che ha 71 anni.
(Robert Brault)


Pochi giorni fa avevo postato l’articolo (lo trovate qui) dove spiegavo in cosa consisteva il nuovo corso che stavo frequentando e perchè lo stavo frequentando. Bene, più passavano i giorni e più mi rendevo conto che era tutto tempo perso! Le nozioni che stavano studiando al pc erano per me troppo elementari ma, c’è sempre un ma, erano tutti esercizi da eseguire dopo aver letto montagne di fogli con le indicazioni su cosa fare.

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Non te ne pentirai. Se è bene, è meraviglioso. Se è male, è esperienza.
(Victoria Holt)

Prima di confermare la mia presenza ho dovuto fare più di un colloquio con la direttrice della scuola, che avrebbe detto se per me (livello B1) andava bene quel tipo di corso o se era meglio un’altro corso di lingua per conseguire il livello B2 o C1. Lei, entusiasta (certo, essendo ente privato le entravano altri soldi), disse che era semplice, che non importava se non parlavo bene il tedesco e che, anzi, sarei stata agevolata imparando nuovi termini. Vero, ma, cara mia direttrice, se mi avesse detto che ogni giorno avrei dovuto leggere 20 pagine per fare un esercizio del cavolo di 30 secondi, beh…le avrei detto no grazie.

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Ieri, primo test, tutti agitati ed io tranquilla perchè diamine…le so fare quelle cose, le faccio da 16 anni!!! Sorpresa sorpresona!!! Il test per valutare se sai usare il computer è scritto non pratico!!! Insomma, mi sono ristrovata con tantissimi fogli sul banco e altrettante crocette da mettere! Ehhhhhhhh??? Ma è uno scherzo??? Mi servirebbe un mese per tradurre tutti quei fogli!!!

Stringo per non essere prolissa, mi sono alzata e me ne sono andata. Sinceramente, detto tra noi, sono un pò stanca. Sotto questi mille tentativi che ci fanno fare ci sono mattinate in piedi alle 05.00, figli lanciati a scuola e cani portati volando a fare la pipì per essere puntuali in classe alle 08.00, a 25 km di distanza da casa con ghiaccio allegato per le strade. Ci sono sogni, speranze, soldi, tempo e spesso si riduce tutto in una bolla di sapone. La possibilità di inserirsi bene nel loro contesto lavorativo prevede certificati che richiedono tempo e soldi che non entrano. Qualsiasi altro documento, proveniente dall’Italia, difficilmente ha un valore quando arrivi qui. E se, con un pò di impegno, iniziare a parlare il tedesco è possibile, scriverlo bene e leggerlo invece è decisamente più complicato.

Per rispondere a tutti quelli che dicono…basta un pò di pratica e la lingua si impara…spiegherò presto con un articolo perché non è sempre possibile fare pratica di tedesco qui in Germania, è più facile riuscire ad esercitare il russo o l’arabo.


Sono una parte di tutto ciò che ho trovato sulla mia strada.
(Lord Alfred Tennyson)


Questo è tutto, per ora. Non so quale direzione prenderò, anche se, infilarsi in una fabbrica (se si trova posto) per 1000 euro al mese, alla fine risulta essere la cosa meno stressante da fare. Ho molti progetti personali che esulano da questo contesto e che, sono sicura, mi daranno molte soddisfazioni. Essere realizzati nel lavoro sarebbe bello, ma è decisamente utopico anche qui…se così deve essere me ne farò una ragione. 🙂

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Altro giro altro corso #Germania

Approfitto dei rari momenti “tranquilli” per scrivere l’articolo sul corso che sto frequentando ma prima vanno fatte un paio di premesse.

Qui in Germania ogni tipo di lavoro richiede un Ausbildung, potete trovare qui l’articolo che spiega cosa sia. Quindi, quando noi italiani arriviamo in Germania, a parte alcuni casi, siamo completamente senza referenze. Non importa quanta pratica si sia fatta sul campo, quante ore, giornate, mesi, anni si siano “persi” facendo esperienza, senza un “pezzo di carta” difficilmente si trova un impiego. Fatta questa premessa ecco la mia situazione. Dopo il liceo, purtroppo, ho deciso di non proseguire con gli studi e mi sono catapultata subito nel mondo del lavoro.

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Ho fatto la mia prima esperienza seria a Milano (primo “espatrio” interno), nel reparto grafico di un giornale. Ringrazio quel posto e le mie colleghe pazienti per la capacità che ho oggi di usare decentemente il computer. In seguito ho proseguito lavorando come “addetta alla vendita” avendo sempre la fortuna (fortuna?) di essere regolarmente assunta da grandi aziende. Una per tutte Max Mara…il campo in cui ho fatto tanta tanta esperienza è l’abbigliamento…e di un certo livello anche. Comunque…sono arrivata qui con un curriculum che in Italia (nel mio settore) ha un certo peso e con l’unica lettera di referenza scritta che avevo (se non ne fai richiesta in Italia non è in uso), redatta in inglese dal mio ex titolare di Max Mara. Apro una parentesi dicendo che qui, ogni volta che si lascia un lavoro, si va via con un attestato in mano di “buona condotta” che va allegato al CV. Non è un foglietto scritto a mano ma un vero e proprio certificato. Ho anche fatto diversi corsi e seminari quando, per due anni, ho lavorato nel settore “gioielli e beni di lusso”…ma i certificati che ho sono scritti in italiano e per farli tradurre da un traduttore giurato dovrei spendere un capitale (finché non mi servono li lascio nel cassetto). Quindi, tirando le somme, sono arrivata in Germania con carta straccia.


Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono.

Primo Levi


Niente di quello che ho serve…l’unico punto fermo è che non ho fatto un Ausbildung in Germania (ovviamente) quindi non posso lavorare (per lavorare intendo un lavoro per il quale valga la pena, almeno per me, essere arrivati fin qui). Inizialmente ho seguito un corso di integrazione per la lingua tedesca presso la VHS (da febbraio ai primi di ottobre) conseguendo il livello B1 che è la base…sarebbe meglio avere un B2 almeno, se non un C1…ma io non ho più voglia di studiare in teoria la lingua…voglio lavorare e stringere i tempi. Quindi le alternative sono due. La prima…fare un altro corso di tedesco per prendere il libello B2 e potere accedere ad un Ausbildung di due o tre anni (con massimo 700 euro al mese di guadagno e avendo la fortuna di trovarne uno adatto ai miei 36 anni) o prendere un certificato tedesco qualsiasi sperando, in seguito, di essere presa in considerazione da qualcuno (ma temo ci siano altri corsi all’orizzonte). Tra i vari “pezzi di carta” che servono per fare l’addetta alla vendita serve quello che certifichi che sai usare i programmi base del PC. Quindi devo seguire un corso, che per me dura tre mesi e mezzo, dove spiegano come usare il computer. Siamo partiti da zero, quindi come digitare, come selezionare un testo o come aprire una pagina su internet (per una che ha impaginato un giornale è una “botta di vita”). Al momento siamo arenati su Outlook, che io conosco abbastanza bene, avendolo usato in passato per lavorare. Potete immaginare quanto sia maledettamente noioso per me questo corso. Unica nota positiva è che questo è un corso per tedeschi quindi ho modo di ascoltare molti termini nuovi cercando di riprodurli…tra strani versi ed un’improvvisa balbuzie. Inoltre tutti i programmi sono chiaramente scritti in lingua tedesca…ecco…tradurre le parole è il mio unico passatempo.

Olpe, andando al corso.
Olpe, andando al corso.

Dimenticavo una cosa importante, in questi tre mesi e mezzo è incluso un mese di pratica in un negozio. Mi è stato detto solo dopo l’iscrizione che il dove è un problema mio…devo cercare da sola il posto dove farlo. Mi è stato anche riferito da colleghe che non è facile trovarlo perchè le aziende non hanno molta voglia di “perdere” tempo, figuriamoci di “perdere” tempo con una che ancora capisce il 50% della lingua (se va bene), non considerando il problema leggere e scrivere. Quindi non ho la più pallida idea di come andrà e di cosa farò…vi terrò prontamente (o quasi) aggiornati se ci saranno novità. Una cosa importante…normalmente il costo di questi tre mesi e mezzo ammonta a 2100 euro e la scuola si trova a 25 km da casa mia, per altri anche a 40 km.  Lo faccio presente perchè, per molti, sono costi che vanno considerati. 

Abbiamo quindi visto che non basta avere un mestiere in mano e non basta avere buona volontà e conoscere la lingua (nel mio corso son tutti tedeschi in cerca di attestati). Serve tempo, soldi e tanta pazienza. Ho sentito diverse volte dire…”eh, ma lì non è come in Italia che per ogni cosa serve una laurea”…no…forse è “peggio” perchè serve aver fatto scuole e corsi qui in Germania e senza “pezzi di carta” da loro rilasciati non vieni preso in considerazione. In Italia spesso hai la possibilità di essere messo alla prova per dimostrare cosa sei in grado di fare, qui no!

Io e Marco
Io e Marco

Noi siamo venuti in Germania per scelta e non per disperazione, avendo degli agganci più che buoni in loco, un pò come buttarsi con un materasso sotto, e nonostante questo è davvero davvero difficile. Anche perchè, quando qualcuno ti racconta la realtà di un posto, difficilmente ne trovi riscontro arrivando. Ogni realtà è soggettiva, nessuno vivrà mai un posto alla stessa maniera di un altro. Vorrei che, tutte le persone che invece vogliono fuggire dall’Italia, valutassero attentamente anche queste sfumature che possono fare la differenza tra un successo ed un fallimento. La Germania è strutturata alla perfezione per i tedeschi, ogni cosa si incastra ed ogni cosa funziona…ma quando sei uno straniero devi mettere in conto che la situazione potrebbe non essere facile allo stesso modo. Detto questo…in bocca al lupo a tutti!!! 🙂


Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.

LEV TOLSTOJ


 

 

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50 domande poste da italiani che vivono in Germania

Leggiamo spesso le domande di chi vuole lasciare l’Italia, ma cosa si chiede chi in Germania vive già? Ho raccolto per voi una minima parte delle domande che potete trovare sui vari gruppi e sulle varie pagine FB scritte da chi vive in Germania. Ho evitato di riportare le richieste di lavoro perchè sono tantissime e sempre le solite…cioè si riducono quasi tutte a “cerco un lavoro, qualsiasi lavoro…”…Ho omesso di proposito nomi e cognomi per questioni di privacy (anche se sono post già resi pubblici), per il resto copio e incollo.

Credo che, lette attentamente, le domande abbiano in sè tutte le risposte…Roberta

Immagine presa da internet
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1) Buona sera a tutte. Piccolo problema!!!  Poco fa, esattamente dopo le dieci il mio piccolo di 15 mesi piangeva forte e non riuscivo a calmarlo. Dopo un minuto di pianto, da fuori dalla finestra della cucina sento improvvisamente gridare….un vicono di casa, che sta dall’altro lato della strada e urlava parole in tedesco…l’unica cosa che ho capito ” polizei, polizei”. Adesso il mio piccolo si e’appena addormentato…credo che avesse delle colichette. Comunque chiedo a tutte voi che magari avete piu tempo che state in Germania…come devo comportarmi… Mio marito dice che dopo le 22 non bisogna fare alcun rumore. Ma un bambino piccolo che piange …come puoi farlo stare zitto? Non ha l’eta’per capire che ad un certo orario non deve piangere o fare capricci? Cosa ne pensate?


2) Buongiorno! Mia sorella è a Francoforte in erasmus, ed è in crisi nella ricerca di una casa in affitto. Sta sei mesi (fino a fine Febbraio) e tra poco inizia la “Goethe University”: avete qualche consiglio per per trovare una sistemazione vicino al centro? Lei si sta muovendo cercando annunci su internet, ma la maggior parte delle volte le dicevano “le faccio sapere” e poi le davano buca il giorno dopo. Grazie mille a tutti se potete darmi una mano!


3) Aiutoooo, siamo una coppia e ci siamo da poco trasferiti a Francorforte,io ho un buon contratto ma il mio ragazzo e’ ancora in cerca…ora stiamo vivendo in un appartamento temporanio ma a fine ottobre il contratto finira’ e stiamo cercando un altro posto ma e’ un inferno… se non sei tedesco e con doppio stipendio collaudato nemmeno ti prendono in considerazione… qualcuno ha qualche dritta da darci oppure conosce qualcuno che deve affittare casa? grazie per il vostro aiuto…..!


4) Normalmente sono ottimista e cerco di pensare sempre bene, ma ci sono giorni che nonostante tutti gli sforzi che faccio mi sento sempre tagliata fuori da questo “circolo” di mamme del paese. So che qui sono sempre e comunque l’immigrata della situazione, e anche se c’è massimo rispetto, l’integrazione non avviene mai fino in fondo. Ma non e’ solo quello, noto anche che qui (sono in un paesino, magari in città e diverso) le famiglie si incontrano poco fra di loro, hanno tutto case grandi e giardini e stanno bene li. Ma io sono triste per questa situazione, non tanto x noi adulti, noi ci possiamo razionalmente abituare, ma per i bambini, per mio figlio che avrebbe tanta voglia di stare con altra gente! In queste giornate mi manca lItalia, fare pranzi tutti insieme, invitare amici e avere casino in casa… Scusate lo sfogo, anche se me lo sono scelta, a volte e’ difficile.


5) Circolare con un auto targata tedesca, con bollo tedesco e tassa tedesca in italia. A chi interesserebbe?


6) Ciao io attualmente sono in Germania sono diplomato in elettronica telecomunicazioni e informatica ma non so il tedesco lo sto studiando da 2 settimane cerco lavoro anche cm lavapiatti potreste aiutarmi Grazie


7) Ma i datori di lavoro italiani sono tutti d’accordo x pagare tutti alla stessa maniera in Germania? Tutti dicono 800 tetto max 1200 x 60 ore a settimana assicurato x 500 euro e un giorno libero quando sono chiusi. Ma è tutto normale? O sono stato sfigato io a trovarne 5 su 5 così?


8) Salve a tutte vi pongo una domanda riguardante il jc. Avete mai sentito che una pratica per gli aiuti viene bocciata dopo cinque mesi di richieste di documenti….semplicemente perché agli atti risulta che gli ultimi documenti sono stati inviati dalla sottoscritta 4 giorni dopo??? Sapete dirmi il da farsi in questo caso??? I documenti richiesti dal Job center sono stati trasmessi tutti….c’è un modo. …magari fare ricorso…come???


9) Io forse sono un povero tonto… se ci si permette di criticare i lati oscuri dei tedeschi si viene additati come ” eretici” in uno stato che ti sta dando da mangiare… ma a me lo stato tedesco non da da mangiare! Lo stato tedesco non mi ha MAI aiutato manco per le balle! Se ho un lavoro lo devo alla mia testardaggine di essere ritornato sui banchi di scuola a studiare . Lo devo alla mia volonta’ di essermi alzato alle 4.00 del mattino per recarmi al lavoro! Lo devo alla mia cocciuttagine di NON PIEGARMI alle idiozie di molti miei superiori e di essere capace di mandarli a quel paese se sbagliano e di avermi creato un posto in questa societa’!!!
Chi devo ringraziare ME STESSo , per non aver abbassato la testa ed aver fatto sempre cio’ che ritenevo giusto per me!
Lo stato tedesco ( ci sono pure nato…) lo rispetto come quello italiano ma non lo metto sopra un altarino… poi fate quello che piu’ vi aggrada ma risparmiatevi i commenti idioti del tipo :-perche’ continui a stare qui se non ti piace… io ci sto’ perche’ SONO riuscito a crearmi con le mie forze una posizione in seno a questa societa’!


10) Buonasera ragazze sembrerebbe che mio marito abbia trovato un lavoro a Heilbronn ma il problema ora é la casa!! Se non ha un alloggio non lo assume come faccio a trovarla?


11) Ciao ragazze, sta mattina malinconia da parte di mio figlio (4 anni) che chiede quando può andare da nonna xche lui sta bene li. Voi come le gestite le crisi dei figli, se le hanno???


12) Porco ca**o entro lunedi devo fare sta benedetta visita u7 e non trovo un pediatra tutti pieni e non ci prendono che due cojoni ma tutte a noi le difficoltà


13) Ragazze mi aiutate a tradurre delle cose??domani ho la visita dal pediatra e parlando in metodi medici non saprei come esprimermi..x favore..grazie a tutti


14) Spero che mi potete aiutare. Vivo in questo appartamento da 1 mese circa. Ora scendo le Scale incontro il vicino che sta sotto il mio che mi dice scazzato che facciamo troppo Casino con le sedie e i bimbi e che si VA a lamentare dal Padrone di casa. Sapete cosa mi aspetta?? Come faccio a tenere fermi i bimbi??


15) Scusatemi ma ho un problema nn sono ne sposata e ne lavoro potrei usufruire della tessera sanitaria xke ogni volta in ospedale o medico x un malessere mi vien voglia di tenermelo stretto visto ke gli ultimi ke ho pagato hanno superato i mille euro xke se io sono residente nn ce qualche legge ke mi aiuti nn so se mi son fatta capire


16) Mi chiedevo se anche voi abbiate notato che la Germania è piena di ragni..ma giganteschi!


17) Ragazze salve a me manca L ultimo anno dei superiori…cioè x poki mesi lo completavo ma sono partita e ho dovuto lasciare tutto…premetto ke non so il tedesco…ma x poter prendere il diploma qui non c’è qualche società dv potrei prenderlo da esterna..cioè studiare a casa e darmi le materie…ma ke sia italiano???


18) ciao a tutti sono nuovo del gruppo, vorrei fare delle domande del tipo se io in italia ho avuto dei protesti anche in germania risultano e quindi posso non aprire conto corrente etc etc. Seconda domanda se io sono residente in Germania ma voglio aprire un locale in Italia rimanendo residente in germania e pagare le tasse tedesche si può? Grazie a tutti.


19) Ciao a tutti e grazie per avermi accettata…parto già col chiedervi un grandissimo favore…mio fratello attualmente si trova in Germania precisamente a Dietzenbach, è alla ricerca disperata di un appartamento/studio in affitto nella stessa città o nei dintorni…ne ha bisogno per ottenere la residenza e eventuali documenti…qualcuno può aiutarci!!! grazie mille in anticipo per la disponibilità….ciao


20) Ciao! Volevo chiedervi se qualcuna di voi ha fatto l’assicurazione sugli eventuali danni provocati dai bimbi. So’ che qui in Germania praticamente è la prassi ma noi ancora non ci siamo informarti…voi come avete fatto? Grazie!


21) Buongiorno ragazze…a Monaco piove….come sempre tra altro…da voi che tempo fa??


22) Ragazze ma è vero che qui se scarichi musica o film da emule o torrent ti scoprono e ti multano sicuro?


23) Oggi si parlava della nuova legge che è uscita ne sto discutendo con un amica che sostiene che anche se uno vive qui senza lavorare e campa con i risparmi in attesa di trovare lavoro lo cacciano via E che non è 6 mesi ma 3 credevo fosso solo xchi vive con i sussidi se uno vive con i suoi soldi mica danneggia lo stato qualcuno di voi ha letto l’articolo mi sa dire cosa dice ? Es noi siamo qui da dicembre e viviamo con i ns risparmi mio marito ha iniziato a lavorare da un mese nessun aiuto solo il kindergeld ( che anche questo mi dicono che se non lavori o ti licenzi lo sospendono) ora mi chiedo mettiamo che domani licenziano mio marito o lui si licenzia e continuiamo a vivere con i ns risparmi rischiamo di essere cacciati???


24) Ciao ragazze avevo una domanda il mio ragaźzo tra un mese sara licenziato e prendera la disoccupazione…io sono a casa perche ho la bimba di 2 mesi e prendo gli eltangeld e i kindergeld..conoscete qualche agevolazione o dei bonus in piu??perche con 1300 1400 euro non facciamo tanto.


25) Domanda un pò stupida ma….i contenitori della pasta barilla li devo buttare nella carta o nel gelb sack?perche c è scritto cartone riciclato ma c è il grüne punkt!!


26) Chi mi da una mano x compilare un modulo da inviare all ikk? Chi ha pazienza?


27) Quindi vicino soest lippstadt..più o meno in qst paraggi non c sta nessuno??


28) Ragazze stiamo pensando di mettere in cantiere a breve un fratellino o sorellina x E. ma l’idea di fare una gravidanza in un paese straniero tutta sola e senza capire un kez Mi spaventa un sacco Anche se a gennaio vorrei mandare all asilo la piccola e iniziare un corso Voi sapevate tutte il tedesco? Se no come avete fatto comè la gravidanza ..parto eccc …..


29) Oggi ci hanno gentilmente invitato ad uscire dal comune xché mio figlio (2 anni) si era messo a cantare a squarciagola, e non riuscivo in nessun modo a farlo smettere! W la perfezione tedesca!! mavaff..


30) Qlc di voi sa dirmi quanto tempo ci vuole per avere risp dal ciobcenter per gli aiuti della casa e dei bambini e anche per noi genitori??? Io sto ancora asp da agosto è possibile???


31) Ciao, il job center vuole che io trovi un app max 500 euro warm Entro sei mesi. Devo cercarlo per forza a Berlino? Io voglio andarmene a Colonia trovare un lavoro Ben remunerato per crescere A. senza il loro aiuto. Qui a berlino pagano una miseria e son costretta a chiedere la carita al jc


32) Ma non c’è nessuno di freiburg x fare amicizia?


33) Ma possibile che se uno non fa le visite x tempo vengono a casa a controllare ??? A qualcuna di voi é successo??? Nella lettera dice che il 30 vengono a vedere ma che palle …..


34) ciao a tutti, ieri la mia ragazza ha firmato un contratto di 21 ore settimanali e gli hanno detto che pagherà il 50% di tasse è cosi? come mai? ha diritto ad un aiuto dello stato? grazie a tutti spero in un vostro intervento ps lei sta nelle vicinanze di francoforte


35) Oi raga ma una pizza a casa a wedding pseudo-italiana e’ un miraggio?


36) Ciao conoscete un dottore di fiducia che parla italiano?


37) Salve ragazzi … ma per trovare 1 casa a francoforte – offenbach cosa si deve fare?? ho chiamato 1000 numeri trovati su internet ma nessuno risponde.. 1 agenzia immobiliare non c’e ?? Grazie in anticipo


38) Ciao a tutti, sapete dirmi se ce un dermatologo/a italiano/ a in Francoforte e dintorni?


39) CIAOOOO ragazzi, allora, sondaggione prefestivo: Ma voi, in che citta’ della Germania siete? Cosi, per quelli che vivono vicino, possiamo organizzare degli incontri in quelle citta’. Che ne pensate?


40) Salve a tutti! Qualcuno conosce qualche palestra in cui ci sia un maestro di taekwondo italiano/che parli italiano? Grazie!


41) salve ragazze, qualcuno puo aiutarmi per fare un anmledung qua a Berlino ?Grazie mille.


42) Ciao a tutti ho 44 anni cerco donna Italiana per trascorrere insieme le serate di berlino


43) Ragazzi ma voi avete trovato dei cornetti / brioches decenti da qualche parte a Wedding? E se sì… dove?


44) Buongiorno a tutti! Vorrei regalare un criceto ai miei bimbi. Esiste un luogo a Francoforte dove si possono ‘adottare’ i criceti abbandonati? Grazie!


45) salve a tutti c e qualcuno che sa dirmi una scuola di ballo dove insegnano latino americano pero con maestri davvero bravi…xke l esibizioni ke ho visto sui palchi in due anni senza offesa ma sembrano che ballano i balletti dell asilo… sarà che nel mio paese gia i bambini a 5 anni fanno delle esibizioni stupende ma vorrei trovarne una anke x la mia bambina ke ha 4 anni grazie a ki mi sarà di aiuto… buona giornata


46) Buongiorno fanciulle! Sempre affari burocratici… Sapete dirmi chi paga l’Elterngeld? Io torno al lavoro al 20% e la TK mi ha detto che mi pagherà un tot, 600 euro circa. Ma questo è meno della metà che prenderei non lavorando proprio (in Elternzeit). Manca qualcosa che mi sono dimenticata di fare? Se sapete aiutarmi ve ne sarei super grata! Con questa burocrazia non riesco davvero a venirne fuori…


47)  qualcuna mi può aiutare a compilare in internet il modulo per i mütter Geld? Al comune mi hanno detto di fare richiesta on line


48) È arrivato il conguaglio della corrente …diamine 560 euro ..


49) chi mi indica dove posso cercare voli economici per Firenze o qualche trucco per pagare di meno GRAZIE A TUTTI


50) salve,dopo una brutta esperienza….mi ritrovo a cercare lavoro a Francoforte…se qualcuno ricerca un cameriere e un cuoco mi contatti


Voglio concludere con questo post…non è una domanda ma è una riflessione che ho trovato navigando…

“Se hai vent’anni vattene dall’Italia ma ricordati che le università non sono gratis, che non sei l’unico ad averci pensato, che ricreare un’altra little Italy non è forse la soluzione migliore, che senza parlare bene la lingua non puoi ambire ad un buon lavoro. Parti ma ricordati che il cibo non ha lo steso sapore, la gente non si comporta nello stesso modo nè è sempre ad aspettarti con le braccia aperte. Ricordati che nonostante la Ryanair non vedrai molti momenti belli e brutti della tua famiglia e dei tuoi amici, che ricostruire la tua vita da zero in città in cui la gente va e viene di continuo non è facile, che la solitudine è sempre dietro l’angolo. Ricordati che no, non è facile non finire per anni a fare il lavoro che doveva mantenerti finchè non miglioravi la lingua, non è facile passare i giorni liberi a cercare un altro lavoro e a studiare per migliorare. Ricordati che quando parti non vai in Erasmus, diventi un immigrato con il tuo bagaglio culturale e gli stereotipi a esso associati. Ricordati che Eldorado è solo un mito e che per arrivare all’oro devi prima scavare e non è detto che la miniera sia quella buona. Ricordati che se hai mamma e papà che possono pagarti tutto, forse non ha molto senso partire. Ricordati tutto questo, fa un bel respiro, preparati e, poi, parti”.

 


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Ricci e Capricci amburghesi! Bianca dalla Germania si racconta…

Oggi abbiamo il piacere di leggere la storia di Bianca da Amburgo che cura il blog Ogni Riccio Un Capriccio! Vediamo che impressioni ha riguardo questa bellissima città della Germania. La ringrazio per quest’intervista e le lascio la parola. Roberta

Salve a tutti voi lettori di “A saperlo prima” e grazie per questa intervista.

In realtà, non è la prima per me. Mi viene spesso chiesto di raccontare la mia esperienza di expat. Dietro questa mia scelta, c’era l’entusiasmo di imbarcarsi in una nuova avventura e la voglia di scoprire cose nuove. Non ho scelto io Amburgo. Prima di trasferirmi, non avrei mai pensato di emigrare all’estero. E quando poi mi sono trasferita, non immaginavo di rimanerci…all’estero. Il destino ha, comunque, scelto per me. Nessun piano. Sono nata e cresciuta a Napoli, dove ho studiato comunicazione e marketing. Lavoravo per finanziare i miei studi. Un giorno il mio attuale marito, all’epoca il mio fidanzato, ha ricevuto un’offerta di lavoro. Sapevo che rappresentava per lui un importante avanzamento nella sua carriera professionale, per cui l’ho sostenuto sin dall’inizio nella sua scelta di cambiamento. Non ho avuto paura né dubbi. Lo avrei seguito ovunque. E così è stato. Amburgo non sapevo nemmeno dove fosse. Non esistevano gruppi virtuali di espatriati, come quelli che adesso affollano il web e i social media, da cui trarre spunti e informazioni. 7 anni fa ad Amburgo era raro sentir parlare la mia lingua alla fermata del bus o al supermercato. Oggi, ovunque io mi volti, incontro connazionali del sud come del nord. Dopo alcune valutazioni, abbiamo deciso di accettare quell’offerta. Ho raggiunto mio marito un anno dopo, non appena conseguito la laurea.

La prima cosa che ho fatto, è stato ritornare tra i banchi di scuola per imparare il tedesco, mai studiato prima. Sapevo solo dire “Eins, zwei, polizei…drei, vier Grenadier” (chi non conosceva, d’altronde, la famosa canzone dei Mo-Do negli anni ’90). Da quel momento, non è passato molto tempo per il mio primo impiego, che ho cambiato, poi, per un altro, più attinente al mio titolo e ambito di studi. Dopo 5 anni di vita amburghese, parlo fluentemente il tedesco e non ho difficoltà ad interagire con i madrelingua. Gli errori ci sono sempre, l’apprendimento è un processo continuo, ma chi ben inizia, è a metà dell’opera! Nel mio settore la lingua è fondamentale. In altri, però, come in quello tecnico-scientifico, invece, è sufficiente l’inglese, lingua molto parlata dai giovani e meno giovani. Ciò non toglie, che resta fondamentale, a mio avviso, imparare la lingua di chi ti ospita, per integrarsi meglio. Oltre che per il lavoro, è importante anche per la vita sociale. In ogni caso, imparare una nuova lingua è un’opportunità da cogliere, sempre, qualsiasi essa sia. E’ sicuramente una lingua non semplice, ma impararla non è impossibile. E’ schematica, ma una volta compresa la sua logica è molto più semplice di quanto si pensi. Questo è il consiglio che darei a chi vuole trasferirsi qui. Imparare la lingua, per avere maggiori opportunità di inserimento sociale e professionale. Fa la differenza saperla parlare.

Trovare lavoro ad Amburgo…domandona! Sicuro c’è un mercato del lavoro che in Italia non esiste più, se non per pochi fortunati. Ci sono settori, dove al momento c’è una maggiore richiesta, rispetto ad altri. I ricercatori, gli ingegneri, gli sviluppatori, ma anche i web marketer qui sono i benvenuti. Molto alta anche l’offerta di mini-job, lavori di poco più di 40 ore mensili per 450,00 €. Molto dipende dalle proprie competenze e dal proprio profilo professionale. Ad Amburgo ognuno svolge il lavoro nel settore in cui ci si è formati. Ogni curriculum viene valutato attentamente. Il match tra i requisiti richiesti dal futuro datore di lavoro, per coprire una posizione, e quelli posseduti dal candidato deve essere totale. La nostra elasticità e fantasia nel reinventarci nell’”arrangiarci”, frutto anche delle contingenze e della crisi economica, qui non trova posto. Che è un bene, ma spesse volte anche un male, quando ad esempio si vuole passare da un settore a un altro più congeniale a nuovi interessi e aspettative professionali. Una posizione la si ricopre solo se si è adeguatamente preparati. L’informatico qui non lavora come postino. Lavora come informatico.

Come sono i tedeschi….anche questa una domandona! Parliamo degli amburghesi, che a quanto pare sono, a dire dei tedeschi stessi, gli snob della situazione. Qui li definiscono hochnäsig. Gli insider dicono che i tedeschi del sud, come quelli dell’est, siano più calorosi degli amburghesi e in generale di quelli del nord. Insomma, solita lotta tra nord e sud su chi è più espansivo, come quella tra Milano e Napoli, che noi italiani conosciamo molto bene. Tutto il mondo è paese! Viva la globalizzazione! Sono, per quanto mi riguarda, meno aperti di noi, nonostante siano abituati ad accogliere persone di cultura e nazionalità diversa. Possono apparire molto diffidenti, ma dopo l’approccio iniziale, si rivelano buoni amici. Ovviamente, questa è una valutazione generale, ci sono sempre eccezioni alla regola, ovunque. Fanno poche moine, soprattutto senza una buona birra davanti, ma sicuramente sinceri, o meglio, seri nei sentimenti. Educazione e cultura a parte, credo che il clima giochi il suo ruolo nella formazione delle loro social skills. Il grigiore tipico del Wetter amburghese, certo non li aiuta a essere solari. Non mi è mai capitato che qualcuno attacchi bottone sul bus, laddove a Napoli, nell’eterna attesa di un mezzo pubblico, si stringono amicizie e gare di solidarietà. Hanno un elevato senso civico e sono molto educati. L’aspetto che, invece, non mi piace della loro mentalità è l’eccessivo rigidismo e la loro pretesa di etichettare e categorizzare ogni aspetto della vita così come delle persone. Insomma, tra la mia cultura fatta di spontaneità e improvvisazione e la loro tutta schemi e organizzazione non c’è molto in comune, ma, a volte, possono venir fuori interessanti scambi culturali. Ho amici tedeschi con i quali passo piacevolmente del tempo insieme.

Le differenze, implicano sempre un confronto, e attraverso il confronto si impara a conoscere gli altri e sé stessi, i propri limiti, i propri punti di forza. Perché all’estero, soprattutto quando si parte da soli, è solo su se stessi che si può contare. Non ci sono riferimenti, ma solo il nostro fiuto, ad aiutarci. Questo, credo sia, l’essenza di un’esperienza all’estero e la sua utilità. Crescere come persona, prima ancora che nel lavoro. E’ per questo che non mi sono mai pentita di essere andata via. Non credo, ritornerò mai a Napoli, nonostante abbia scoperto, proprio con la lontananza, di essere legata a doppio filo a questa bellissima città, dove, però, viverci è diventato davvero impossibile.

Amburgo è una città con un’elevata qualità di vita. Una delle più belle della Germania. Fredda, organizzatissima e tanto verde. E’ un popolo, quello tedesco, che stimo molto. In poco più di 60 anni hanno messo su un paese ex-novo, svolgendo un ruolo di leadership nella guida di tutta l’Europa. Abbiamo molto da imparare, soprattutto quella ricerca continua dello sviluppo che in Italia sembra essersi fermata agli anni 60, quando si esportava quel made in Italy, invidiato in tutto il mondo, su cui ci siamo adagiati nel tempo e che non siamo più capaci di gestire né di proteggere da ingerenze esterne né, ancora, di rinvigorire.

Della mia vita da espatriata, e non solo, racconto sul mio blog www.ogni-riccio-un-capriccio.it nato dalla mia passione per la scrittura e la voglia di comunicare anche a grandi distanze. E’ un mega contenitore di argomenti diversi, dal beauty ai viaggi, dai film alla buona cucina. Riflessioni, più o meno serie, tra trucco e parrucco. Grazie anche ai canali social (Facebook, Twitter, Google+ e Instagram) ad esso collegati, mi aiuta a sentirmi sempre vicina a tutti quelli che hanno il piacere di stare in mia compagnia, nonostante fisicamente lontani. Nella categoria, “In Giro per il mondo”, dedicata ai viaggi, ho inserito la Rubrica “Amburgo”, in cui fornisco informazioni e consigli sulla vita nella città libera e anseatica di Amburgo. E’ una rubrica che ha raccolto molti consensi e visualizzazioni e che è divenuta in pochissimo tempo il centro di tantissimi contatti e conoscenze. Tutto ciò è per me davvero gratificante.

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Germania: ostelli e trasporto

Oggi ho chiesto un paio di informazioni per quanto riguarda degli ostelli dove soggiornare spendendo poco e mi è stato consigliato questo sito jugendherberge.de

Immagine presa da internet
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Mi hanno detto che è un buon riferimento quindi ho pensato potesse essere utile a chi, arrivato qui, non ha ancora un posto dove dormire.

Aggiungo anche un altro sito che mi è stato consigliato invece per quanto riguarda i mezzi di trasporto che, come sappiamo, qui in Germania sono abbastanza cari. Esiste questa compagnia che pare copra una vasta area della Germania offrendo prezzi competitivi. Il sito è meinfernbus.de

Immagine presa da internet
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Beh…non vi resta che provare…poi fatemi sapere!!!

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I SUSSIDI in Germania

Ci sono argomenti che, rispetto ad altri, mi vengono maggiormente richiesti. Cercherò di trattarli senza usare una terminologia tecnica (almeno eviteremo di perderci facendo tutti finta di parlare benissimo il tedesco) ed elencando invece le cose pratiche importanti che forse vi fa comodo conoscere. Vi ricordo invece questa guida ufficiale (vedi qui) che ritengo utilissima.

Aggiungo una nota perchè ho notato che qualcuno si diverte a strumentalizzare le parole. Ho usato la frase (che leggerete dopo) Ai Limiti Della Decenza. Chi mi legge da tempo sa che non è mia intenzione denigrare nessuno ma chiariamo…il termine decente significa “che è conforme al decoro, alla dignità, al pudore“…se in alcune situazioni (volute o meno) si perde la dignità che un essere umano (qualunque) merita…beh…per quanto mi riguarda siamo ai limiti della decenza.

Immagine presa da internet
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Quindi…direi di iniziare con un articolo dedicato ai SUSSIDI che è possibile ottenere venendo a vivere in Germania. Ho avuto modo, anche durante questi lunghi mesi di corso, di conoscere e parlare con molte persone. Tante di loro ricevono i sussidi e puntualmente tutte hanno dei problemi “burocratici” con il Job Center (che è l’ente che si occupa di erogare questi soldi). Ho trovato conferma anche su internet, leggendo alcune esperienze a riguardo, quindi mi sento pronta ad illustrarvi il quadro della situazione.

In tanti (…issimi) partono dall’Italia basando le proprie capacità economiche su questi benedetti, famigerati, sopravvalutati, inflazionati ed ora anche a rischio (giustamente) di estinzione Sussidi. Andiamo a sottolineare un paio di punti che non sempre si trovano tra le informazioni ma che, a parer mio, sono molto importanti!

  • I sussidi non si possono richiedere subito. Per poter ritirare i moduli devono essere trascorsi almeno tre mesi dalla registrazione del domicilio (quindi prima vi serve la casa) in Germania. Questo cosa implica? Implica il fatto che dovete arrangiarvi da soli i primi tre mesi più almeno un altro mese o due (il tempo necessario per fare i calcoli dopo la richiesta). Logicamente mettete in conto la possibilità di un rifiuto!
  • I moduli da compilare sono tantissimi, ovviamente solo in tedesco, e di difficile comprensione. Anche un minimo errore nella compilazione potrebbe causare ritardi non indifferenti. Vi consiglio quindi di farvi “assistere” dalla persona che alla Caritas si occupa di immigrazione ed integrazione (se non avete contatti in loco).
  • Il conteggio verrà fatto in base alle vostre entrate, sono dei sussidi che vanno ad integrare il vostro stipendio quindi è necessario avere almeno un minijob. Alcuni mi chiedono: “…ma lo Stato tedesco non paga tutto, anche l’affitto?”…eh no!!! In quel caso dovreste fare richiesta per diventare un Hartz IV ma considerate che viene solitamente accordato a persone che sono in situazioni disperate ai limiti della decenza. Soprattutto in questo periodo credo non venga facilmente concesso viste le nuove leggi e la quantità industriale di gente che ha spudoratamente abusato di questo servizio.
  • Il legame che si verrà a creare tra voi ed il Job Center sarà di totale controllo, al 100% su tutti i versanti. E non dite “giusto, visto che mi pagano” perchè sento e leggo lamentele a destra e a manca! Una volta entrati nel “giro” sarete costretti ad accettare qualsiasi tipo di lavoro vi verrà proposto, pena la sospensione (credo dopo il terzo rifiuto) dei sussidi. Adesso c’è anche la buona possibilità che veniate direttamente espulsi! Quindi, se vi proporranno di andare a pulire gabinetti (con il massimo rispetto per chi lo fa) dovrete andare, abbandonando momentaneamente i vostri sogni di gloria ed affogandoli con uno spazzolone all’interno del wc.
  • Potrebbe succedere (e non è cosa rara) che per diversi mesi vi venga dato un tot al mese per poi scoprire che erano stati fatti male i conti e dovrete rendere, per esempio, 1000 euro di differenza. Dopo un malore inevitabile e sniffate di profumi e sali per riprendervi, vi chiederete “come li devo rendere questi soldi? Non li ho più perchè li ho spesi!”…tranquilli…li potrete restituire in comode rate per il prossimo anno e mezzo!!!
  • Non fatevi venire la geniale idea di fare arrivare sul vostro conto un bonifico dall’Italia, soldi dai genitori, stipendi non pagati e varie. Il Job Center provvederà subito a chiedervi indietro lo stesso importo che avete ricevuto dal bonifico. Morale della favola, quei soldi che dovevano essere in più per ragalarvi un pò di respiro svanirebbero in un soffio (a proposito di respiro) e li vedreste solo passare.
  • Ogni sei mesi vi saranno spediti dal Job Center dei nuovi moduli per una verifica, quindi verranno riconteggiati i sussidi. Ogni tanto vi manderanno delle lettere con un appuntamento per verificare cosa state facendo. Dovrete dare conto a loro per tutto…anche per quanti capelli vi cadono la mattina nel lavandino!

Questo è quanto, c’è poco romanticismo da fare in questi casi, per quanto mi riguarda vi consiglio di mettere due soldi da parte prima di partire per poter fare tutto autonomamente una volta arrivati qui. Spero di essere stata utile, se qualcuno avesse esperienze personali a riguardo da aggiungere può farlo tramite i commenti al post!!!

Alla prossima!!!

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Roberto dalla Germania: “Sapevo a cosa sarei andato incontro quando decisi di trasferirmi”

Oggi a parlare è Roberto che ha deciso di condividere con tutti noi la sua esperienza in Germania. Il messaggio che ritengo molto importante in questa storia è uno: la CONSAPEVOLEZZA! Partire sapendo cosa potrà offrirci la nuova patria in base alle nostre conoscenze è importantissimo. Un domani potrete dire anche voi “ho scelto” invece che ritrovarvi a dire “…io pensavo di trovare…….invece ho trovato…..” Detto questo diamo la parola a Roberto ringraziandolo per questa sua testimonianza. Roberta

“Io sono uno delle tante vittime della crisi… per via indiretta… Mi presento brevemente… Il mio nome è Roberto ho 41 anni. Nato e vissuto in Veneto ma di origini siciliane (Prov. Catania)

Diplomato Geometra e con alle spalle tre anni di studi universitari non completati per motivi che mi astengo dallo spiegare. Vanto un curriculum Vitae di tutto rispetto, in Italia, in Germania sono di tutt’altra opinione solo per un dettaglio, sufficiente per farti passare per il più abietto ed ignorante: Non conosco la lingua Tedesca.

Per molti anni ho vissuto separato dalla mia famiglia…. io in Italia con un lavoro a tempo indeterminato e mia moglie ed i miei figli in Germania tutti stabilmente sistemati.

roberto

Ogni 4 mesi di lavoro mi concedevo due settimane di ferie per raggiungere in Germania i miei affetti, per poi tornare nuovamente in Italia, (il breve soggiorno in Germania non era sufficiente per imparare la lingua, e ciò avrà le sue conseguenze).

Quindi se la matematica non è un’ opinione, tre viaggi all’anno per un totale di 6 settimane… un nulla… Non contando le spese supportate, sia per lo spostamento che per il soggiorno, si fa per dire…

Eravamo stanchi di questa vita e mia moglie decise di mollare il lavoro in Germania per trasferirsi in Italia con la convinzione che l’esperienza acquisita in Germania e le due lingue parlate fluentemente (Tedesco – Inglese) facilitassero l’eventuale ricerca di un impiego. Ma ci sbagliavamo!!!!! Non avevamo fatto i conti con una crisi economica senza precedenti…(senza contare che le agenzie interinali snobbavano mia moglie con la scusante di essere troppo qualificata per essere collocata in quanto troppo costosa)…due anni di vita sacrificata dove a stento ci si viveva, dato che a lavorare ero solo io e mia moglie con attività saltuarie e molto discontinue (per es. Baby sitter e pulizie). Non ci si poteva vivere, quindi decidemmo di ritornare allo stato di prima e, a malincuore, dopo due anni di vita coniugale normale tornammo a separarci, lei in Germania (che tra l’altro trovò impiego quasi subito)… ed io in Italia solo a lavorare e a vivere pressochè da eremita.

Dopo un anno e più di vita solitaria, stanco e depresso presi una decisione che andrebbe contro ogni logica, ma necessaria, mollare il mio lavoro sicuro e raggiungere definitivamente la mia famiglia con l’idea di divenire un disoccupato a lungo termine.

Quindi nel Luglio del 2013 partii alla volta della Germania, pieno di speranze ma con la consapevolezza che la situazione non sarebbe stata una delle migliori, infatti dopo due giorni, quando mi registrai come residente presso il comune, constatai che non sapendo la lingua per me lavoro non ce n’era.

Quindi senza aiuti da parte dello stato tedesco in quanto non avente diritto, senza disoccupazione italiana in quanto non avente diritto per la mia volontaria cessazione lavorativa, la situazione era chiara! Io disoccupato, con i pochi fondi portati dall’Italia… e mia moglie unica sostentatrice della famiglia.

E’ passato più di un anno, e la situazione non è poi cambiata di molto. La mia conoscenza del Tedesco non è migliorata da allora, ma in un anno di convivenza in terra straniera è pressochè impossibile impararla da autodidatta (ascoltando radio e seguendo trasmissioni televisive in  lingua tedesca), ma almeno con quel poco che ho imparato e con il mio stentato inglese mi faccio capire.

roberto1

(Sono nonno di due nipotine, la più grande si esprime solo in tedesco in quanto la mamma parla solamente questa lingua…e mi aiutano con il mio studio)

Sono riuscito a trovarmi un minijob (frei stoja) di due ore al giorno come addetto alle pulizie presso una fabbrica… uno stipendio molto irrisorio ma che mi permette di pagarmi l’assicurazione sanitaria che fino adesso è a mio carico.

Ho lavorato presso un centro per anziani per risarcire una multa, ma questo è un altro discorso.

Sapevo a cosa sarei andato incontro quando decisi di trasferirmi, ma almeno adesso ho la mia famiglia accanto, mia moglie dopo 20 anni di lavoro sotto agenzie interinali proprio ieri ha firmato il contratto d’assunzione con la fabbrica dove stava lavorando…. 20 anni di duro lavoro e di immense privazioni sono stati ripagati.

Non è tutto rosa e fiori, la Germania è bellissima da visitare, luoghi meravigliosi e per un appassionato di fotografia come lo sono io è la ciliegina sulla torta, ma se devi viverci allora le cose cambiano e di molto.

Da quando mi sono trasferito a tutti coloro che mi hanno chiesto consiglio se trasferirsi o no in Germania, ho risposto con un perentorio: Se non conosci la lingua, e non hai un buon supporto sul posto, lascia perdere!!!!

Ribadisco un concetto che sicuramente non è chiaro nel testo, mia moglie è italiana ma dall’età di 18 anni vive all’estero (USA – Germania)…

Sono lieto di poter dare, anche se piccolo, il mio contributo con la mia testimonianza…”

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