#Diariodibordo – Tutto tace, o quasi!


La vita è un compromesso tra ciò che il tuo ego vuole fare, ciò che l’esperienza ti dice di fare, e ciò che i tuoi nervi ti fanno fare. (Bruce Crampton)


 

Catania 18.12.2015 h00.11

Tra otto giorno saranno sei mesi da quando siamo rientrati in Italia, anzi…in Sicilia. Come promesso faccio il punto della situazione, TUTTO TACE!

Mi avevano detto che trovare lavoro sarebbe stato difficile, hanno mentito. Non è difficile, per usare un termine adatto bisognerebbe dire utopico! Eliminando lavoretti a nero e stipendi da fame (per intenderci parlo di 600/800 euro al mese se hai culo per X ore al giorno) non si trova altro. E non è che io non abbia cercato, mi resta solo la prostituzione come alternativa valida.

Non sono qui per commentare, sinceramente non ne ho voglia. E dire che non avevo ancora finito di aprire gli scatoloni provenienti dalla Germania!!!

La mia vita dentro qualche scatola!!!
La mia vita dentro qualche scatola!!!

Nel frattempo ho pubblicato il mio primo libro in formato EBook (Eppure, me l’avevano detto), disponibile in tutti gli store online. Ho anche iniziato a scrivere il secondo, stavolta sarà un romanzo…credo!

Auguro a tutti Buone Feste…ci aggiorniamo nel 2016!


 

L’uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa che duri più della vita stessa.
(William James)


 

Roberta

 

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Provare significa scegliere!!!

A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione – e altri sceglieranno per lui. (Paulo Coelho)

Ritorno in Italia!

Intanto vorrei ringraziare tutte le persone che hanno seguito il nostro percorso fino a oggi. Siete stati il mio supporto, la mia compagnia, la mia valvola di sfogo, la mia finestra su innumerevoli realtà differenti. Se asaperloprima.altervista.org e “Se anche il ragionier Ugo espatria” hanno un seguito sempre maggiore, lo devo a voi! Quindi mille e mille volte grazie!

Vi anticipo che continuerò a raccontarvi testimonianze provenienti dall’estero (manterrò i miei agganci), con l’aggiunta di nuove storie, tutte italiane. Potrete seguire il mio nuovo percorso, la ricerca del lavoro, i miei viaggi all’interno di una terra che ho imparato ad amare con il tempo.

Immagine presa da internet
Immagine presa da internet

Il titolo di questo articolo è dedicato invece a coloro che pensano che rientrare in Italia sia un fallimento, mollare proprio quando in tanti si sarebbero “ambientati” rimanendo. A tutti coloro che asseriscono questo dico semplicemente  –Perché non provate voi?– Le prediche “migliori” arrivano da chi non ha mai provato (il più delle volte sono vecchi “amici”), da chi idealizza l’estero vivendolo attraverso lo schermo di un computer, da chi si lamenta dell’Italia senza sapere realmente come si vive da expat altrove.

Sperimentate, viaggiate, sentitevi stranieri in un luogo che non è casa vostra. Mangiate cibi locali, mandate i vostri figli in scuole non italiane, immergetevi nelle culture locali senza ritagliarvi la solita zona di comfort tra italiani all’estero. Solo allora la vostra predica avrà davvero un peso, le vostre parole una sincera sostanza.

Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere.

(James Joyce)

La maggiore fonte di gioia per me sono i vostri commenti, anche quelli critici se basati su un valido fondamento. Vorrei trascriverne qui uno, lasciato sulla mia pagina ieri da “Italiani in Baja California Sur – Messico”…eccolo…

“Uno si distrae un attimo e guarda che succede…e la Spagna? 🙂
Vi faccio un in bocca al lupo grandissimo e vi lascio con un passaggio di Seneca che a me piace molto”


Perché ti stupisci, se i lunghi viaggi non ti servono, dal momento che porti in giro te stesso? Ti incalza il medesimo motivo che ti ha spinto fuori di casa, lontano. A che può giovare vedere nuovi paesi?

A che serve conoscere città e luoghi diversi? E’ uno sballottamento che sfocia nel vuoto. Domandi come mai questa fuga non ti è utile? Tu fuggi con te stesso. Devi deporre il fardello che grava sul tuo animo, altrimenti prima non ti piacerà alcun luogo. Ora il tuo stato d’animo è identico, pensaci bene, a quello della veggente che Virgilio ci presenta già sconvolta e stimolata da un pungolo, invasa da uno spirito estraneo: La veggente delira e cerca di scacciare dal petto il grande dio.

Vai di qua e di là per scuotere il peso che ti sta addosso e che diventa ancor più fastidioso in conseguenza della tua stessa agitazione. Analogamente su una nave i pesi ben stabili premono di meno, mentre i carichi che si spostano, rollando in modo diseguale, mandano più rapidamente a fondo quella parte su cui essi gravano. Qualunque cosa tu faccia, la fai contro di te e con lo stesso movimento ti arrechi un danno: infatti stai scuotendo un ammalato. Ma quando ti sarai liberato da questo male, qualsiasi cambiamento di località diverrà un piacere.

Ti releghino pure nelle terre più lontane; ebbene, in qualsivoglia cantuccio di terra barbara in cui ti troverai per forza ad abitare, quella sede, qualche che sia, ti sarà ospitale. Più che la meta del tuo viaggio importa lo spirito con cui l’hai raggiunta, e pertanto non dobbiamo subordinare il nostro animo ad alcun luogo. Bisogna vivere con questa convinzione: “Non sono nato per un solo cantuccio di terra, la mia patria è l’universo intero”.

Quindi, augurando a tutti voi di non navigare mai contro voi stessi, vi saluto e vi aspetto numerosi nelle prossime avventure! 🙂

Sono le nostre scelte, Harry, che ci mostrano chi siamo veramente, molto più delle nostre capacità. (Dal film Harry Potter)

Roberta

 

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Manuela, un successo fortemente voluto (in Italia)!

Abbiamo intervistato per voi Manuela che ci scrive dall’Italia raccontandoci come è riuscita a raggiungere sempre ottimi risultati nonostante la crisi. La ringrazio tantissimo per la disponibilità! Roberta

Ciao Manuela. Intanto ti ringraziamo per quest’intervista. Raccontaci brevemente chi sei e da dove arrivi.

Ciao Roby! Grazie per aver richiesto il mio piccolo contributo al tuo blog. Sono Manuela Galliè 35 anni di origine più o meno abruzzese (Roseto Degli Abruzzi), genitori tutti e due impiegati, giusto per far capire il contesto e fratello emigrato a Lille, in Francia, da quasi 3 anni, ma non gli chiedere interviste perchè non sa scrivere :-D.

Chi ti conosce sa che hai girato l’Ítalia lavorando. Come hai fatto a trovare sempre un’occupazione a discapito della crisi?

Diciamo che l’incoscienza della gioventù mi ha aiutata oltre ad un pò di fortuna, ti racconto solo un piccolo aneddoto: quando ho fatto il primo colloquio a Catania per Max Mara, appena finito, sono dovuta rientrare in macchina dal cofano, avevo le maniglie della macchina rotte e, non avendo soldi per ripararle, potevo salirci solo così, sicuramente  la psicologa che mi ha fatto il colloquio non mi ha vista, considerando che alla fine ha scelto me :-) L’esperienza e la faccia tosta hanno fatto la differenza invece quando sono diventata direttore del negozio Stradivarius a Catania, Pescara, Ancona e poi Porta di Roma…credo che il non piangersi addosso sia fondamentale.

Cosa pensi del motto che accomuna moltissimi italiani oggi, e cioe’ “lasciare l’Italia e’ l’unica soluzione”…?

Quando sento dire che l’unica cosa da fare è espatriare non entro in merito nei pensieri, vita ed esigenze delle altre persone, non avendo vissuto la loro vita, però ho sempre fortemente creduto che volere è potere, di conseguenza corciatevi le maniche e partite se davvero credete sia la cosa giusta, lamentarsi e basta non serve.

Ti e’ venuta mai la voglia di espatriare? E se si, perche’ non l’hai mai fatto?

Mi piace tantissimo viaggiare, per me è fondamentale, e dalle mie esperienze ho concluso che l’unico posto dove potrei emigrare fuori Italia sarebbe il Giappone, ma considerando che ho un rapporto estremamente conflittuale con le lingue…figurati il giapponese…te l’immagini?? Lingue a parte so benissimo cosa vuol dire integrarsi e vivere in un posto a 1000 km dal tuo luogo di nascita con gente nuova e sconosciuta, quindi dopo dieci anni da girovaga mi è decisamente passata la voglia.

Manuela (destra) ed Elisabetta ieri
Manuela (destra) ed Elisabetta ieri

Conosci molti giovani che vivono in varie parti d’Italia, trovi che siano tutti rassegnati ad una vita senza futuro?

Purtroppo molti si. Non credo assolutamente che siano destinati ad una vita senza lavoro, credo tuttavia che bisognerebbe fare qualcosa e non solo lamentarsi..so che il periodo è duro anzi durissimo, ma credo fortemente nel porsi obbiettivi chiari, ponderati e nella possibilità di raggiungerli con costanza e sacrificio.

Che consiglio daresti a chi decide di rimanere in Italia? Qual’e’ la chiave del tuo successo?

Consigli mi pare ne abbia già dati abbastanza non credi? Considerando che io non ho mai seguito quelli di nessuno! Dopo dieci anni io ho deciso di tornare a casa a farmi stringere dalla mia famiglia, dai miei amici e dalle mie radici. Qui a Roseto ho avuto la fantastica possibilità di progettare e poter realizzare, insieme alla mia fantastica socia Elisabetta, il sogno che ho sempre avuto, aprire un negozio tutto nostro, Brucaliffo (vedi qui), vendiamo scarpe da bimbi, l’idea vincente è stata di Betta e devo dire che i primi risultati sono davvero soddisfacenti. Certo, i sacrifici sono tanti ed i tempi sono molto duri, ma la volontà, la perseveranza e l’esperienza siamo sicure che daranno i loro frutti. Come si dice? Crederci Sempre mollare mai!

Manuela (sinistra) ed Elisabetta oggi
Manuela (sinistra) ed Elisabetta oggi

Quest’ultima foto, secondo me, racchiude tutta l’energia e la voglia di vivere e di riuscire di queste due giovani donne!!! Spero possano essere di incoraggiamento per tanti! Roberta

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Alessia ci spiega il coraggio di chi rimane in Italia

Per la prima volta su questo blog oggi a parlare non è una persona che ha deciso di lasciare l’Italia ma Alessia, che invece ha deciso di rimanere. Ho letto con molta attenzione le sue parole, cariche di amarezza ma anche di una sincera speranza. La capisco perchè vive nella “mia” terra e so perfettamente di cosa parla. Sono certa che in tanti tra voi, leggendola, si ritroveranno in queste parole… La ringrazio e vi lascio in sua compagnia…Roberta

“Sono laureata da un anno in Scienze Filosofiche, consapevole del patrimonio celato dietro questo indirizzo accademico. Sin da piccola, direttrice del giornalino della scuola, sapevo che il mio futuro sarebbe stato dietro scartoffie, carte, penne e la conseguente evoluzione del pc. Scrivo da sempre, scrivo da quando ne ho memoria.” 

“Ho dovuto attendere qualche settimana prima di poter dare forma e senso compiuto al mio pensiero. Non ho scritto di getto, la conflittualità del mio ego non permette la libertà di esternare e vergare pensieri fluidi”.

Leggere quotidianamente le testimonianze di compaesani che hanno deciso di lasciare il Bel Paese, coraggiosamente, cercando di trovare fortuna altrove è quasi un appuntamento fisso. Spulci qua e là, leggi il blog di Roberta e pensi chissà cosa stanno facendo, chissà se loro riescono a rincorrere i loro sogni. Magari riescono a raggiungerli, magari riescono solo a sfiorarli. Per loro forse i sogni divengono opportunità. I sogni qui, invece, si precludono al margine esistenziale della rarità.

Leggi e pensi al coraggio che ti manca per compiere una decisione del genere, leggi e pensi che la tua terra, l’Italia, la Sicilia, è la più bella che ci sia (pensiero semplice e campanilista), leggi e pensi che tutto sommato un futuro migliore sia possibile.

Oggi sono il canone inverso in questo blog.

La musica dei miei giorni è un limbo di peregrine speranze.

Cosa mi aspetto dal domani? Cosa mi aspetto dalla mia Patria? Attendo con trepidazione che ci offra la possibilità di essere il cambiamento in divenire verso un futuro migliore.  Indugio lentamente nel compiere determinate scelte esistenziali perché è paradossale che un giovane si trovi a vivere immerso nella totale percezione di precarietà non solo lavorativa ma anche di quei famosi valori ancestrali.

Purtroppo poi il cinismo si fa spazio, sgomita violentemente, tra queste fittizie fantasie  e acquisisci l’amara consapevolezza che anche queste attese, estremamente ingenue, verranno disattese.

Proprio oggi sul Corriere della Sera campeggia un articolo di Gian Antonio Stella che titola “La Sicilia simbolo della disfatta turistica”, pezzo assai condivisibile che mette in luce come ci troviamo in un mattatoio di non fiducia. Ci troviamo avvizziti da sterili monologhi barocchi sull’importanza della crescita del turismo e di conseguenza del lavoro (miraggio!) da parte di quelli che dovrebbero essere gli specialisti del settore, di quelli che dovrebbero essere i tuoi rappresentanti, di quelli che dovrebbero amare la tua Terra come te, più di te.

Lo sapevate che verranno cancellati i voli da Catania diretti per Monaco, Mosca, Berlino, Amsterdam, Parigi, San Pietroburgo, Dusseldorf, Praga e per quanto riguarda quelli nazionali Bologna, Torino, Venezia, Verona? Palermo, ovviamente, non è da meno.

Quando leggi queste notizie cresce il senso di isolitudine, parafrasando Bufalino. Quando mediti su queste notizie, e non fai finta di girarti dall’altro lato per fingere che tutto vada bene per tutelare il tuo status mentale, la forza di volontà, o la pigrizia (dipende dai punti di vista!), che ti ancora a rimanere tuttora qua viene messa a dura prova.

Come una ring composition rievoco la palesata conflittualità del mio ego e sentenzio con rammarico «fino a quando si potrà sostenere una situazione del genere?!»

Per oggi rimango a Casa. Nel mio piccolo mondo fatto di frivole speranze cercherò di essere la “non involuzione” siciliana.

Alessia Aleo

Potete trovare Alessia ai seguenti indirizzi:

Acicastello Informa

http://www.acicastelloonline.it/

Acicastello on Line Reteradionetwork

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