Tiziana dice: a San Paolo sono cresciuta come persona

Ecco un nuovo appuntamento nato dalla collaborazione con il sito web  DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO ed ecco un’altra meravigliosa storia da leggere. Oggi a raccontarsi è Tiziana da San Paolo. Dalle sue parole si può evincere quanta ricchezza d’animo ci sia in alcune parti del mondo e quanto sia facile e naturale assorbirne l’essenza. La ringrazio per aver condiviso con noi una parte della sua vita. Buona lettura e buon lunedi a tutti. Roberta

Ciao a tutti!
Mi chiamo Tiziana, la mia storia di emigrante è un po’ particolare….nel senso che io non ho proprio nemmeno mai sognato di andare a vivere all’estero! Per me, nata a Genova e trasferita per “amore” a Milano, era già abbastanza! A dicembre 2013, “l’amore” che già mi aveva fatto fare un saltino da Genova a Milano, mi comunica che a breve si sarebbe trasferito per lavoro in Brasile, a San Paolo….doccia fredda (anche se allora non andavano ancora di moda)… “Cioè? Non ho capito? Solo tu? Tutti? Per quanto tempo?” “No! Io non posso! Come facciamo! Le bambine!”

……Io, concentrata su bisogni, ritmi e quotidianità conquistati a fatica tra lavoro e famiglia! Dopo un mese di “isteria”, ho deciso che avrei sondato, per un breve periodo, San Paolo. La curiosità e la preoccupazione mi hanno portato a cercare in rete, a catturare informazioni che non dovevano essere da turista! Che importava a me se il Brasile nelle guide turistiche era descritto come meraviglioso! Io stavo andando a vivere a San Paolo…..
Cercando su Facebook ho incontrato una pagina: “DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO” ….“Il bello delle donne è che hanno paura, ma alla fine hanno il coraggio di fare tutto….”

Paura ne avevo tanta, anche perché provate a dire: “Dovrei andare a vivere a San Paolo”….. Ho iniziato a leggere i racconti di queste donne e ho trovato molte similitudini con la mia paura, ma molta energia e coraggio che le ha portate a fare esperienze meravigliose. Le ho contattate: “Sto per andare a vivere a San Paolo, c’è forse qualcuna di voi che può consigliarmi?”. Fantastica la risposta di Catia: “No, ma se stai per partire potresti essere tu la nostra inviata!”. A giugno siamo partite, io e le mie due bambine, e abbiamo iniziato la nostra esperienza in Brasile con il desiderio di conoscerlo davvero senza farci spaventare da racconti apocalittici e con l’entusiasmo di trasmettere le mie emozioni da “inviata speciale”!


Dovevo pensare a come fare esperienze di vita che mi permettessero di decidere se valesse o meno la pena trasferirsi…..Io ero sempre la stessa ligure “chiusa” che da Genova si era trasferita a fatica a Milano….ma “loro” erano i brasiliani! Popolo stupendo, disponibile ad aiutarti, a venire incontro alle tue difficoltà, a consigliarti….impossibile non chiacchierare, non entrare in relazione….impossibile rimanere diffidenti e chiusi di fronte a tanta cordialità! Un esempio per tutti. Ci siamo iscritte ad un corso di capoeira in una palestra di quartiere perché volevo che le mie figlie conoscessero un po’ di costume e cultura brasiliana e socializzassero in un contesto ludico/sportivo.

Una delle mie figlie ha una disabilità e, come sempre mi succede, ho iniziato a spiegare al maestro le sue difficoltà, ma lui mi ha fermata. Non mi ha chiesto una quota extra per un insegnante individuale per lei…mi ha risposto che non c’erano problemi. Ed è stato così! Nessun problema a ripetere 3, 4 volte un movimento, a mettersi a fianco a lei a spiegarle gli esercizi.  Nessun ragazzino ha sbuffato quando lei ha rallentato l’attività e tutti hanno sempre voluto giocare con lei, incoraggiandola sempre. A voi sembrerà poco, ma in Italia spesso ci nascondiamo dietro la parola disabile per far credere che chi ha un problema è speciale, “diversamente abile”, in realtà nemmeno gli diamo la possibilità di provare ad esserlo…..
Le mie “paure iniziali”, che forse ora avrete capito, sono crollate di fronte all’empatia e alla disponibilità di queste persone.

Non posso affermare che San Paolo sia una città sicura e tranquilla, ma con una buona dose di positività e umiltà si possono vivere esperienze meravigliose! Io all’estero non ho fatto esperienze lavorative, non sono cresciuta professionalmente o economicamente….sono cresciuta come persona. Le mie figlie non hanno fatto esperienze didattiche che le avvantaggeranno in Italia (nemmeno le abbiamo cercate, sono bambine e avranno tempo per fare le loro esperienze…), ma hanno un grande bagaglio di autostima e allegria da portare in Italia.


Grazie per l’attenzione che mi avete dedicato, Obrigada!
Tiziana

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