Tra partire e realizzare…c’è di mezzo non solo il mare…

Il giorno della partenza credo sia in assoluto il più emozionante. Chiusa alle spalle la porta della vecchia vita ci accingiamo ad aprire il famosissimo e forse sopravvalutato portone.

Immagine presa da internet
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Durante il viaggio non ha alcuna importanza che ci sia sole, pioggia, vento, neve o trombe d’aria…tu stai per rinascere, un mondo nuovo e pieno di occasioni è lì ad aspettare proprio te. Niente e nessuno potrà rovinare quel momento idilliaco…nemmeno una tempesta che preannuncia una nuova era glaciale.

All’improvviso, mentre stai per raggiungere la tua destinazione, lentamente ma inesorabilmente qualcosa cambia. Le mani iniziano a sudare e la salivazione si dimezza. Lo stomaco comincia a bussare con prepotenza e allora pensi che sicuramente è tutta colpa del panino mangiato in fretta poco prima! Una semplice cattiva digestione. Basta poco per capire però che si tratta invece…come posso dire…di puro terrore!!!

All’arrivo il tuo corpo reagisce con un misto tra un imminente attacco di diarrea ed un calo di pressione di quelli che ti fanno rimaner svenuto per almeno due giorni. Le prime conversazioni che devi affrontare con la gente del posto non sono come avevi immaginato. Tu parli, fiero di quel pò di tedesco che il bradipo in coma aveva recepito, gesticoli, sorridi e ti senti Un Grande!!! Si. Un grande pirla!

Immagine presa da internet
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Lo scenario immediatamente cambia quando ti soffermi un secondo a guardare la faccia del tuo interlocutore. Ti osserva con un’espressione che oscilla tra la perplessità, la pena e forse un pò di schifo. Non capisce se hai problemi mentali, se sei un soggetto pericoloso o se devi smaltire i postumi di una mega sbornia.

Poi…attimo di silenzio…riprendi fiato e aspetti una risposta…che arriva…certo che arriva. L’effetto che quella risposta ha in te credo si possa sintetizzare così… è come se dieci persone contemporaneamente iniziassero a schiaffeggiarti!!! Non sai da che parte guardare. Le orecchie ti fischiano. Tutto inizia ad essere confuso ed offuscato. Il tuo interlocutore continua a parlare ma ormai vedi solo la sua bocca che si muove…non recepisci più nessun suono. Fallo smettere Gesù bambino ti prego…fallo smettere!!!

Ed è in quel preciso momento che inizi ad intuire quanto sarà complicato aprire quel benedetto portone!!!

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