Trova il coraggio di fare il “salto”!!! #Simona #Vienna

Apriamo con l’intervista fatta a Simona da Vienna la collaborazione datata 2015 con il sito web “Donne che emigrano all’estero”. Il 2014 è stato ricco di bellissimi racconti e questo nuovo anno lo sarà ancora di più. Potete trovare Simona anche sul suo sito Simonatc e sulla relativa pagina Fb. La ringraziamo per questa preziosa testimonianza da expat! Le facciamo anche tantissimi auguri per la Spaghettina in arrivo!!!  Roberta

Io e Ioni
Io e Ioni

Ciao, intanto grazie per quest’intervista…è la prima del 2015!!! Inizio anche con te curiosando un pò sulla tua vita. Quindi, chi è Simona?

Ciao Roberta e grazie a te per l’intervista, per me è un onore condividere la mia esperienza con voi! Riassunta in poche parole la mia vita sembra piuttosto ordinaria ma è pervasa da tanti grandi emozioni che mi hanno permesso di divenire quella che sono oggi. Sono nata e cresciuta a Frosinone, nel Lazio. Ho lasciato il mio Paese di nascita a 19 anni, dopo aver finito il liceo, con nel cassetto il grande sogno di imparare la lingua tedesca. Per questo già prima degli esami di stato avevo deciso di affrontare un anno di SVE (Servizio Volontario Europeo) in Austria, prestando servizio presso due scuole Montessori di Vienna. Durante questo anno ho approfondito le mie conoscenze della lingua per poter raggiungere il livello per entrare all’università. Un anno dopo ho iniziato a studiare alla Facoltà per Interpreti e Traduttori di Vienna e dopo aver perseguito la laurea breve mi sono dedicata completamente al lavoro per potermi permettere una costosa Accademia della Fotografia. La fotografia è sempre stata la mia più grande passione e dopo aver terminato gli studi ero pronta per fare il grande passo e mettermi in proprio ma…La vita mi ha fatto una grande sorpresa: ho saputo di aspettare una bambina! Quindi attualmente sono una mamma 30enne in dolce attesa di una piccolina che vedrà la luce ad inizio maggio.

Quando è nata in te l’idea di espatriare e perché?

Ero una teenager e molto probabilmente la mia voglia di espatriare era dettata dalla giovane età. Ho sempre desiderato avere intorno a me una società multirazziale che purtroppo non corrispondeva a quella dove ero nata. Ero ansiosa di conoscere altre culture, di imparare altre lingue e di provare nuove sensazioni. La mia decisione di partire non è stata dettata dalla necessità di trovare lavoro o cambiare una situazione poco favorevole, era più la voglia di scoprire una parte di me che non avrei mai conosciuto se fossi rimasta nello stesso posto dove sono nata.

Quando penso a Vienna mi viene in mente sempre qualche scena romantica, forse per la canzone dei Pooh (ascolta qui) che parla di questa città. Com’è la vita da quelle parti? Le differenze con l’Italia?

Lo ammetto! Ho appena cercato su Google la canzone dei Pooh, ero ignara che esistesse un loro brano dedicato alla città dove vivo! Sarà forse perché per me Falco con la sua “Vienna calling” (ascolta qui) è la canzone per eccellenza dedicata a questa città. Adesso tocca a te/voi rivangare questo vecchio pezzo, che è un brano ancora attualissimo qui a Vienna. La vita in questo posto scorre lenta, sonnacchiosa. Si scandiscono bene le quattro stagioni, gli anni (per me ormai 11 qui) sono un susseguirsi di cerimoniali dettati dagli eventi metereologici. Vienna è inoltre una città molto grigia, a volte in inverno si riesce ad intravedere a stento il sole e d’estate, quando fa bello, i parchi si riempiono di giovani donzelle in cerca di un’effimera abbronzatura. Nonostante il clima, gli austriaci vantano un impeccabile senso civico e una tendenza a vivere nel passato, sottolineando sempre quanto i tempi andati siano stati i migliori. L’Italia è vista come il Paese della “Dolce Vita”, delle vacanze, dell’innovazione e il buon gusto. Con gli anni mi sono convinta che sia davvero così. Gli austriaci sono puntuali ed efficienti ma spesso peccano di spontaneità. Ogni tanto la vita bisogna anche godersela, giusto?

Quanto è importante conoscere la lingua (e ne so qualcosa) prima di arrivare ed è vero che si può fare quasi tutto con l’inglese?

Penso che nella vita non sia importante conoscere la lingua ma conoscere le lingue. Al plurale, proprio così. L’Austria è il cuore dell’Europa, il tramite tra l’Est-Europeo e l’Europa pizza-escargot e tapas (carina come definizione, no? L’ho appena inventata!). Quindi qui non basta sapere il tedesco (che è poi in realtà austriaco, che si differenzia per pronuncia e terminologia dal tedesco della Germania e quello della Svizzera) ma si hanno molte più possibilità se si conoscono altre lingue, comprese quelle slave. Confermo che si può utilizzare l’inglese dappertutto e che c’è chi se la cava per anni senza dover affrontare lo spauracchio della lingua tedesca ma è anche altrettanto vero che chi non impara l’austriaco vive a metà. La lingua è solo una parte della cultura nella quale si decide di vivere e senza dubbio il veicolo più rapido per aprirsi a nuove emozioni: perchè privarsene?

E’ semplice creare legami, che vadano oltre il superficiale, con la gente del posto?

No, non lo è. E questo detto da una persona che può essere definita tutt’altro cheIMG_4501 timida. L’austriaco è molto riservato, adora lo small-talk ma spesso la conversazione muore lì dove è iniziata (spesso noto anche una profonda ignoranza in questi discorsi lampo. L’Italia è molto stereotipata, ho come l’impressione che la gente non conosca la storia…). Dopo 11 anni devo dire che non vanto numerosi amici autoctoni ma non per scelta, semplicemente perché ho accolto le persone nella mia vita indipendentemente dal loro Paese di provenienza. Ho assorbito molte abitudini tipicamente austriache o viennesi ma il mio mondo è multiculturale: mio marito è romeno, i miei vicini venezuelani, la mia automobile tedesca, i miei amici italiani, tedeschi, altoatesini,  il mio telefono cinese e il mio cibo spagnolo. La mia casa: l’Austria!

Quali sono le professioni che vanno per la maggiore e cosa consiglieresti a chi vuole trasferirsi in Austria?

Ad essere sincera questa domanda è troppo generica per avere una risposta dettagliata. L’unica cosa che mi sento di rispondere senza pensarci troppo è che noto (e forse è qualcosa che succede in tutte le grandi città) che ci sia una netta suddivisione dei mestieri all’interno delle varie nazionalità. Cioè l’italiano ha il suo ristorante o lavora nella ristorazione, il pakistano vende i giornali per strada, l’austriaco lavora in banca, le ragazze dell’ex-Jugoslavia lavorano come commesse e la maggior parte dei medici è iraniana.

Se poi mi chiedi qual’è la professione che per indole ogni austriaco dovrebbe perseguire beh…non mi resta che risponderti: lo sciatore! Quindi se volete trasferirvi in Austria dovete almeno essere amanti di questa meravigliosa disciplina invernale! Qui non c’è il mare, chiaro? 😛

Scrivi per il sito web DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO…come mai hai deciso di vivere anche quest’esperienza?

Perchè la scelta di emigrare per me non è stata un obbligo. Non nascondo il fatto che ogni tanto anche io ho i miei momenti bui e la lontananza dalla mia famiglia e il posto in cui sono cresciuta si trasforma in un enorme buco nero che mi risucchia ma la mia scelta è stata voluta, desiderata e soprattutto gioiosa. Tutto quello che è venuto dopo è stato di grande insegnamento e lo è tuttora. Adoro l’idea di poter condividere tutto questo con altre persone, poter constatare che ci siano persone che provano le stesse emozioni e che magari possono fare tesoro della mia esperienza.

Domanda di rito…ti manca l’Italia e…torneresti a viverci? Che sentimenti provi nei confronti del nostro Bel Paese?

Mi manca il sole, mi manca il mare. Queste due cose continuo a cercarle altrove durante le mie vacanze in giro per il mondo ma penso che non sia il mare o il sole fini a se stessi che mi mancano ma tutto ciò che ricollego a loro, compresi gli odori e i sapori che ahimè in Austria non ci sono. Resto italianissima nel cuore, voglio che i miei figli conoscano le loro origini e respirino gli stessi odori che la mia infanzia mi ha regalato. Ma sono altresì fiera del fatto che possano conoscere l’Austria, fare proprie le abitudini di questo Paese e che un giorno possano dire: sono austriaco! Sono grata all’Italia per tutto quello che fin’ora mi ha dato, ha forgiato il mio carattere e mi ha donato l’estro e la cultura delle belle cose.

Prima di salutarci…c’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti dire?

Volevo solo sottolineare che la famosa principessa Sissi non era austriaca ma tedesca e che nonostante si creda che fosse affezionatissima alla corte austriaca, in realtà passò la maggior parte della sua vita fuori dal territorio austriaco e lontana dall’etichetta di corte che non sopportava. Non lasciatevi abbindolare dall’erronea pubblicità che l’Austria fa per accaparrarsi i turisti! Scherzi a parte a tutti quelli che credono che quella delle expat sia una vita straordinaria volevo ricordare che non è mai tutto rose e fiori, che la nostra vita è piena di gioie e lacrime ma senza dubbio è, in confronto ad altre vite, piena di continui confronti e tante emozioni che possono essere esplorate solo se si trova il coraggio di fare “il salto”.

 

Un abbraccio da Vienna da Simona e la piccola Spaghettina in pancia!

2 commenti

  1. Ciao…si è il tedesco infatti Simona ha specificato che la differenza esiste nella pronuncia e e nella terminologia! Per quanto riguarda il termine altoatesini mea culpa! Lei aveva aggiunto una faccina con la linguaccia per evidenziare che la sua fosse una battuta…ho dovuto toglierla perché mi mandava in conflitto il testo…

  2. Grazie a Simona per la sua bellissima storia, volevo solo precisare due cose: la lingua che si parla in Austria è il tedesco, quindi è sbagliato dire austriaco, certo è diverso dal tedesco che si parla in Germania ma sempre tedesco resta; Simona dice che fra i suoi amici ci sono austriaci, altoatesini, italiani ecc., anche se gli altoatesini, forse, non si considerano italiani, a tutti gli effetti però sono italiani come noi.
    Ciao Simona e auguri per la piccola in arrivo.

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