Vivere in un Paese Arabo e’ stato sempre un mio desiderio e ringrazio Dio di averlo realizzato.

A parlare oggi è Claudia dal Qatar. La ringrazio per la sua testimonianza e le lascio la parola (le foto inserite negli articoli sono gentilmente concesse dalle autrici degli articoli). Roberta

Carissimi amici,

mi presento, mi chiamo Claudia, sono di Catania, ho 40 anni e da quasi 5, dopo 12 anni a Londra, mi sono trasferita in Qatar per motivi di lavoro del mio adesso ex marito.

Il motivo principale del trasferimento e’ stata l’espulsione da scuola di mio figlio perché è autistico, questo nella civile, Cristiana e occidentale Inghilterra!  E’ stata una cosa che non ho sopportato, e dissi al mio ex, preferisco vivere in Somalia o in Afghanistan che stare un altro giorno qui. La cosa non si rivelo’ necessaria, al massimo saremmo andati in Egitto dalla sua famiglia, perche’ lui, lavorando alla BBC, prese per caso (per grazia Divina) il posto da Al Jazeera.

Vivere in un Paese Arabo e’ stato sempre un mio desiderio, e ringrazio Dio di averlo realizzato.

Lui ando’ prima di me, dovendo attendere 3 mesi dal primo giorno di lavoro per farmi l’atto di richiamo. Quando finalmente arrivarono i biglietti feci le tre valige (io e i bambini) in meno di un’ora e andai all’aeroporto con la velocità di Usain Bolt.

Arrivati nell’area di transito internazionale ho abbracciato i bambini dicendo ‘’amici miei, siamo fuori dall’Inghilterra’’! Appena misi piede sull’aereo della Qatar Airways mi veniva di abbracciare l’equipaggio.

Non abbiamo chiuso occhio per quasi 8 ore, io felice di lasciare l’Inghilterra, e i miei figli felici che rivedevano il loro padre.

Ci fu la lite con il vicino di poltrona di mio figlio che gli toccava il libro, gli dissi scusi eh ma è autistico e poi non mi sembra che stia facendo chissà cosa. La cosa degenerò, venne lo steward e gli dissi, l’aereo e’ vuoto, dica a questo idiota di sedersi altrove!

Atterrammo a Doha a mezzanotte del 23 Maggio e c’erano 33 gradi.

Arrivai al controllo passaporti e pensai ‘’che pezzo di …..’’ riferendomi all’Immigration Officer. E vedo subito, a mio parere, gli uomini più belli del mondo .

Eleganti nel loro thobe bianchissimo, un portamento da Re, un modo di fare garbato, tutti con un piccolo sorriso.

Le donne, splendide nei loro abaaya coordinate con trucco e accessori.

Osservandole da vicino, parlando con loro, le trovai teste piene, o teste vuote  e danno solo due giudizi sulle donne Italiane: Chi va in estasi totale raccontando delle loro gite in Italia per lo shopping e le scappatelle con uomini italiani, o chi dice che siamo tutte prostitute in cerca di mariti ricchi…. Perché le donne arabe sono troppo stupide e non capiscono che se vogliamo un marito ricco, lo troviamo anche in Italia.

In Qatar, l’80% della popolazione è straniera. L’Inglese infatti è la lingua più parlata, ma sapere due cose in arabo è molto apprezzato dai locali.

Gli Arabi sono noti nullafacenti, per questo hanno bisogno degli stranieri per fare lavori che loro non si sognerebbero mai di fare. Anche una segretaria è vista come una cosa di basso livello, per loro che a stento lavorano 1 ora al giorno se hanno la loro compagnia. Se si assentano dal lavoro non perdono neanche un centesimo di stipendio e il licenziamento per loro non esiste.

Quando la donna lavora, è preside, insegnante, impiegata ministeriale, militare, poliziotta, deputata, direttore di banca etc  .

Hanno congedo immediato in caso di gravidanza e un anno di maternità, mentre noi straniere dobbiamo lavorare fino al momento del parto, e avere 1 mese di maternità. Invece, chi viene in transito 2 ore, le cercano come cameriere, commesse, donne delle pulizie e poi dicono ‘’in Qatar le donne non possono lavorare ‘’’ …. Vedendo ovviamente una massa di Indiane, Filippine, Asiatiche varie o Africane .

Poi c’e’ la mania del disprezzo dell’abaaya, l’abito tradizionale che io indosso per rispetto a un Paese che ha dato tanto aiuto sia a me che ai miei figli.

Sento donne, anche Italiane, che dicono ‘’che sfigate queste sempre vestite cosi’’ma poi ne comprano minimo 4 da portarsi come souvenir. Poi si disprezza il fatto che la convivenza e’ vietata, che durante il Ramadan le discoteche sono chiuse quindi non si può bere alcohol. E poi ci sono quelli che dicono ‘’non andrei mai in questi Paesi Islamici ‘’ (che di Islamico hanno molto poco) odiano arabi, odiano musulmani ma poi quando offrono 10 mila Euro al mese, casa gratis e scuola gratis per i figli, ci vanno senza neanche fare le valige!

Poi vedono che ci sono 5 chiese, un tempio induista, un tempio sikh , e si rendono conto delle stupidaggini che dicono. A nessuno interessa se siamo cristiani, ebrei, buddisti etc …. Ci si rispetta a vicenda e basta. Nessuno brucia chiese e i grandi magazzini hanno reparti di decorazioni natalizie, e i luoghi pubblici vengono  addobbati .

Per lavorare in Qatar ci vogliono i seguenti requisiti: aver compiuto 18 anni, essere in possesso di un titolo di studio (chi ha solo il diploma si accontenta di poco) e di casellario giudiziale pulito appena uscito dal tribunale. Arrivati in Qatar, da turisti, si puo’ cercare lavoro e poi il datore converte il visto turistico in permesso di soggiorno, dopo aver effettuato una visita medica di HIV, Epatite e Tubercolosi. Se si viene trovati posiviti anche a una di queste malattie, si viene subito espulsi.

Una volta che si fa tutto, si e’ entrati nel kafala, cioe’ il sistema dello sponsor (il datore di lavoro) che deve dare il permesso per tutto, anche per uscire dal Qatar per 5 minuti.

 Il Qatar offre molto ai bambini.

Dappertutto ci sono posti dove possono giocare, e nei centri commerciali, ci sono dei veri luna park al chiuso.

Alcuni ristoranti hanno una sala giochi e tutti hanno la family room, dove mangiare in luoghi perfettamente attrezzati per chi ha figli. Queste family rooms, sono anche per donne sole, ma siccome io sono audace, vado sempre in prima fila!

I disabili hanno per legge l’obbligo d’integrazione nelle scuole normali, a meno che i genitori decidano subito per una scuola speciale .

Le case hanno prezzi cari. Un monolocale costa minimo 800 euro se tutto arredato. Ma, per legge, il datore di lavoro paga la casa agli impiegati versando i soldi chiamati housing allowance con lo stipendio, oppure provvede con l’alloggio se ne e’ provvisto.

Le grandi compagnie provvedono anche a pagare la scuola per I figli degli impiegati .

In Qatar non e’ in vigore la Sharia, come non lo e’ negli altri Stati del Golfo tranne l’Arabia Saudita.

 

Ho deciso di scrivere la mia storia per fare conoscere alle persone la verita’ su questi Paesi Arabi sempre  mal visti perche’ ‘’le donne portano il velo ‘’.

E poi, ci sono quelli che dicono ‘’eh in Afghanistan’’….E’ un Paese Arabo l’Afghanistan? E neanche l’Iran e Il Pakistan mi pare che lo siano….

Con questo non nego le difficolta’ dovute alla natura umana, ma siate anche realisti … non posso sapere cosa succede in tutte le case di una citta’ di quasi 2 milioni di abitanti .

Io scrivo e racconto il Qatar come lo vivo io, non per come ne sento parlare da chi non sa neanche dove si trova.

Saluti!

Claudia Leone

4 commenti

  1. Ciao Claudio, purtroppo non sento Claudia da parecchio tempo. So che aveva una pagina Fb ma non la trovo più. Se dovessi trovarla ti scrivo qui il link… Roberta 🙂

  2. Volevo sapere se fosse possibile contattare Claudia in Qatar per chiedere chiarimenti.
    Grazie

  3. Ciao Erica…So che Claudia al momento è in ferie…vediamo se risponde appena rientrata…a presto! Roberta

  4. Ciao mi piacerebbe conoscere il Quatar. È possibile entrare in contatto con Claudia? Mi trovate su Facebook .Grazie Erica Zuffa (bologna)

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