Vivere l’espatrio come una rinascita #animaecorpo

Quando si vive all’estero capita, a volte, di essere sopraffatti dai ricordi e dalla nostalgia per quello che abbiamo lasciato. Sono fasi che, prima o poi,  attraversano tutti. C’è chi dice di essere immune a qualsiasi momento del genere…ma io ci credo poco. È quasi fisiologico..è naturale e normale. Sono momenti come questi che mettono a serio rischio un espatrio. La paura è il primo “nemico” da sconfiggere e i nostri pensieri sono l’arma migliore che abbiamo.

Non dimenticate mai i motivi per i quali avete deciso di espatriare. La nostalgia dell’expat è ingannevole. Ti fa rimbalzare nella mente ricordi antichi, sensazioni positive adolescenziali se non addirittura da collocare nell’età della nostra lontana infanzia. Profumi, colori… presenze e assenze che ci avevano abbandonato già da tempo ma che nei ricordi dell’expat sono stranamente vivide. Quindi tenete ben chiaro in mente il vostro punto di partenza reale e quello che vi ha spinti a fare il “grande salto”.

L’esperienza che state vivendo è unica e non tutti hanno la fortuna di poterla fare. L’opportunità che avete tra le mani oggi non è detto si ripresenti domani. Quindi, tornare indietro per eccesso di nostalgia, potrebbe precludervi molte altre nuove occasioni.

Non si può vivere un espatrio basandosi solo su interessi materiali. Dedicarsi esclusivamente alla ricerca del posto di lavoro “buono” evitando una totale immersione nella realtà in cui viviamo è il preludio di un crollo emotivo. Ogni popolazione sarà diversa dalla nostra, ognuna avrà mille pregi e mille difetti, il vero viaggiatore ha sete di scoprire entrambe le cose. Non sempre quello che è diverso è sbagliato e non sempre quello che appare bello è realmente tale. Lasciatevi stupire da quello che vi circonda come foste dei bambini…assorbite le cose belle e gettate quelle brutte senza dargli troppo peso.

Non siate troppo severi con voi stessi, non vivete con il timore che uno sbaglio possa rovinare ogni cosa. Il bello di vivere all’estero è il poter sperimentare…e chi sperimenta capita pure che sbagli ma, fa parte del gioco. Avete la possibilità di reinventarvi…fatelo spudoratamente, con passione e convinzione. Lasciate che tutti vedano in voi quella luce che vi rende unici e, se va male, almeno ci avete provato!

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Non andate subito alla ricerca di italiani all’estero. Creare un circoletto formato da persone che coltivano le stesse abitudini che avevate in Italia limita di molto il vostro campo d’azione. Se stringere rapporti umani con la gente del posto è difficile…beh…iniziate voi a fare il primo passo verso di loro. Cercate i pregi e non fossilizzatevi sui difetti. Prendete parte allo spettacolo che si anima intorno a voi e non siate semplici spettatori muti.

Espatriare è anche doloroso, significa dover smontare tutte le convinzioni che avevamo imparando che il mondo è anche altro…lasciate in Italia i vostri schemi mentali e ridisegnate una persona nuova…che sicuramente diventerà una persona migliore…

2 commenti

  1. Ecco, cara “Ughetta” io questo tuo post lo metterei obbligatorio nel passaporto, di chi espatria certo, ma anche di chi viaggia…

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